NARRATIVA ITALIANA

Alberto Casadei
La domenica di questa vita

"Dovrei unire queste sensazioni distanti, dovrei scrivere così, come vivendo, perché non c'è altro modo di capire. Per questo scriverò ancora e ancora e ancora e ancora e ancora e ..."

Alberto Casadei è un saggista e un italianista ormai noto: da oggi però lo possiamo annoverare anche tra i narratori più promettenti dell'ultima generazione. Questo romanzo è qualcosa di più di una promessa: possiede una delicatezza e una "leggerezza di tocco" non facili da reperire in opere prime, sicuramente più accentuata nelle parti prettamente narrative e descrittive che nei momenti di riflessione colta. Interessante lo studio dei personaggi. Il protagonista è Aldo, un avvocato affermato già prossimo alla vecchiaia che decide, alla morte della madre, di ritornare alla casa natale in Romagna, per ricostruire la figura paterna e in particolare le circostanze della sua morte. La moglie Eleonora, una neurologa più giovane di lui di una decina d'anni, lo segue, senza molto entusiasmo in questa ricerca di un passato che non può (né le interessa) condividere. A Santarcangelo, la casa si trova nei pressi del paese, Aldo ritrova i vecchi amici e in particolare Giorgio, a cui un tempo era legatissimo, che vive con il giovane figlio Luca, un ragazzo che nel romanzo rappresenta la voce di una generazione difficile da definire, che ha scelto di "vivere come in un videoclip" tra la finzione di internet, la discoteca (la Romagna ne è il tempio) e il mascheramento del corpo. Molti i temi che si intrecciano a mano a mano che la storia procede, ma la conclusione sarà piuttosto amara perché inevitabilmente "le tracce della vita vengono cancellate dalla morte".
Il testo, che ha la tensione del giallo e l'acutezza del romanzo psicologico, è stilisticamente innovativo: si consiglia di compierne la lettura davanti a un computer e di utilizzare gli indirizzi che Casadei propone, come immagini fortemente evocative di atmosfere utili a entrare nel libro. Così il cambio frequente di punti di vista e di voci narranti rende con intensità la molteplicità della vita e delle sue possibili prospettive.

La domenica di questa vita di Alberto Casadei
127 pag., Euro 13.00 - Editrice Manni (Pretesti 141)
ISBN 88-8176-321-4

Le prime righe

I

"Perché sono tornato?"
Se lo chiese mentre scaricava la terza valigia dal bagagliaio della sua Alfa parcheggiata nel grande cortile, proprio vicino al noce. Una volta lì c'era l'aia con gli animali, però il ricordo gli arrivava sfuocato, come se non si trattasse della sua vita, sia pure lontana, ma invece di un'immagine pubblicitaria o di un film seguito distrattamente. Gli sembrò per qualche secondo di trovarsi in un posto sbagliato. Poi riprese a camminare verso la vecchia dimora, presente e distante.
Incrociò Eleonora che andava a prendere altri pacchi. La casa era rimasta disabitata e di sicuro non potevano trovarci un televisore o un computer portatile. Da quando la madre di Aldo era morta, cinque mesi prima, nessuno aveva messo piede lì dentro, e comunque lei stessa da parecchi anni abitava con l'altra figlia. Forse tornava solo per dare aria alle stanze, quell'aria che ora doveva essere impregnata degli umori del lungo abbandono.
"Questa valigia andrebbe messa vicino alla porta d'ingresso, come le altre. Ma ormai c'è così tanta roba che rischiamo di inciamparci". Era indispensabile frugare nella tasca della giacca, tirare fuori le due chiavi legate con un modesto anellino di ferro, da cui pendeva una targhetta di plastica verde; nel foglietto sua madre aveva scritto semplicemente: casa.
Provò a infilarne una, che non girava: forse era quella della soffitta. Mentre tentava con l'altra, sentì che Eleonora si stava avvicinando e si voltò per vedere se aveva bisogno di aiuto. Il corpo di sua moglie gli apparve stranamente scomposto, con il mento appoggiato alla grossa scatola dei detersivi, le mani che sporgevano appena sotto il cartone e le gambe che si muovevano rigide, come quelle dei pupi. Però gli si avvicinava velocemente, perché, come al solito, si era arrangiata. Si chinò a pochi passi dalla porta, e lasciò la presa in modo che la scatola scivolasse lenta fino a terra, strisciando sulla polvere e il ghiaino.

© 2002 Pietro Manni Edizioni


L'autore

Alberto Casadei, nato a Forlì nel 1963, vive e lavora a Pisa. È stato finalista a premi inediti (Calvino, Montblanc, Palazzo al bosco, il Racconto). Questo è il suo primo romanzo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


6 settembre 2002