DOPO L'11 SETTEMBRE

Pete Hamill
La vita, dopo
Cronache da New York

"E poi abbiamo dovuto pensare alla vita che ci aspettava. Si è parlato a ruota libera di come il mondo è cambiato dopo l'11 settembre. In parte c'è del vero, ma non lo sapremo, forse, per un altro decennio. Una cosa è certa: le nostre vite sono cambiate."

Eccoci arrivati alla fatidica data, all'anniversario di quel momento che indubbiamente ha cambiato il corso della storia. Ma com'è stata la vita dopo, nei giorni e nei mesi successivi a quei tragici eventi? Lo racconta con brevi flash Pete Hamill, giornalista e direttore del New York Daily News, in questa raccolta di articoli sull'11 settembre e sui mesi che hanno seguito quella data. Sono osservazioni in prima persona, immagini, impressioni, storie "rubate" per strada, estemporanee e per questo ancor più indicative dello stato d'animo del momento. Le lega la Storia con la "S" maiuscola di quei giorni, ma non una trama interna. Ogni pezzo di Pete Hamill affronta temi differenti, dallo shock del momento (il primo articolo è datato 12 settembre 2001) agli inevitabili mutamenti della vita quotidiana, dalla politica internazionale e le scelte dell'amministrazione Bush alle ripercussioni sull'economia occidentale e sulla Borsa. C'è anche il ricordo dell'impressione suscitata da un altro evento drammatico che ha momentaneamente fatto pensare a un ritorno del terrorismo a New York: la sciagura capitata al volo 587 dell'American Airlines diretto a Santo Domingo e precipitato in un quartiere residenziale. Hamill non dimentica di tracciare una parziale analisi del conflitto scatenato in Afghanistan, con un interessante approfondimento su uno degli aspetti più trascurati dell'intera vicenda: i fortissimi interessi legati al commercio dell'oppio e dell'eroina.
Il volume si chiude con un Postfazione dello stesso autore, che sottolinea il suo punto di vista sulla situazione generale del rapporto tra terrorismo di stampo islamico e fondamentalista e gli Stati Uniti, ricordando che un americano non può che parteggiare per la sua nazione, ma che il patriottismo esasperato scatenato da alcuni non porta nessun frutto, e sottolineando che, malgrado tutto, anche tra i newyorkesi "dopo qualche settimana la gente prese a parlare della vita, non della morte". Qui, come in ogni altra parte del mondo.

La vita, dopo. Cronache da New York di Pete Hamill
Titolo originale: Selection of articles
Traduzione di Laura Sgorbati Buosi
119 pag., Euro 10.00 - Edizioni Ponte alle Grazie
ISBN 88-7928-597-1

Le prime righe

12 settembre 2001

La riunione era alla Tweed Courthouse. Davanti a bagels e caffè, stavamo discutendo del futuro di quel palazzo che doveva essere un simbolo di civiltà, un museo della storia di New York. Verso le 8.45 si sentì un boato, ma niente di allarmante per una città in cui i cantieri sono all'ordine del giorno: qualche battuta nervosa e l'incontro proseguì. Adesso però si sentivano anche le sirene. Poi, poco prima delle nove, qualcuno entrò e ci disse che un aereo dell'American Airlines era andato a schiantarsi contro una delle torri gemelle.
Presi al volo il soprabito e corsi giù per la scalinata di marmo, superai dei muratori e mi affrettai verso Chambers Street. Adesso le sirene perforavano l'aria e sulla Broadway i poliziotti stavano transennando la zona. Diverse centinaia di newyorkesi su un lato della strada fissavano la torre nord del World Trade Center. Una grossa nuvola grigia si gonfiò come al rallentatore e lievitò sempre più, come se un genio malvagio fosse stato liberato in quel cielo terso. Dalla facciata distrutta cadevano grossi pezzi di metallo contorto. Fogli di carta si stagliavano sul grigio della nube, volteggiando come sinistri fiocchi di neve.
Poi, alle 9.03, un altro boato e un'immensa palla di fuoco arancio esplodeva ai piani alti della seconda torre.
"Oh merda, gente, oh merda" fece un uomo allontanandosi, gli occhi dilatati dal terrore, mentre altri iniziavano a correre verso il municipio. "Impossibile!" gridò un altro. "Ti sembra vero?" E un quarto: "Lassù c'è gente che muore".

© 2002 Ponte alle Grazie Editore Editore


L'autore

Pete Hamill ha cominciato la sua carriera di giornalista nel 1960, per il New York Post; in seguito è stato reporter, redattore, corrispondente di guerra ed editorialista per numerosi giornali. Attualmente è direttore del New York Daily News. Ha pubblicato otto romanzi, due raccolte di racconti, due antologie di articoli e un'autobiografia. In Italia è stato pubblicato il suo romanzo Neve in agosto.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


6 settembre 2002