NARRATIVA STRANIERA

Erlend Loe
Naif.Super

"Mi sdraio sul divano con il pallone posato sul petto.
Adesso aspetto che arrivi sera.
Quando sarà buio voglio andare giù in cortile a lanciare il pallone contro il muro. Non vedo l'ora."

Attorno a uno strano protagonista, che incontriamo nel momento di svolta della sua giovane esistenza, ruota la storia di questo romanzo dello scrittore norvegese Loe, conosciuto per l'originalità con cui traccia le trame dei suoi lavori e per la forma letteraria con cui le scrive, costruendo la vicenda attorno ai particolari, agli oggetti quotidiani, ai legami con le "cose".
Sarebbe bello poter fare come questo venticinquenne che improvvisamente si accorge che l'università, il lavoro, la casa e le sue poche proprietà personali non lo rappresentano e non lo soddisfano più e riazzera tutto, ricominciando da capo, rintanandosi a casa del fratello, partito per l'estero, per meditare sui suoi nuovi desideri e sulle sue reali esigenze, per approdare poi a New York alla ricerca di un nuovo se stesso. Con ironia Loe traccia il ritratto di una figura esemplare che un po' ci rappresenta tutti. Chi non ha avuto almeno per un attimo il desiderio di lasciarsi il passato dietro le spalle e ricominciare? Nel suo elucubrare continuo il protagonista scopre che bastano poche, semplici cose per essere felici e per riempire le proprie giornate. Una palla, ad esempio, da lanciare contro un muro bianco, come da bambini, o una bicicletta per muoversi, o un bancone da falegname in cui martellare chiodi di plastica, o un fax (questo, ammettiamolo, non è proprio uno degli oggetti "essenziali") per scambiare continui messaggi con l'amico lontano Kim. Uno strumento di analisi e di ricerca del protagonista è rappresentato dai più disparati elenchi che lui stesso redige per centrare l'attenzione sui temi della sua meditazione: l'elenco delle cose importanti e di quelle superflue, quello dei prodotti che non dovrebbero mai essere animati in un contesto pubblicitario e quello di ciò che vorrebbe dipingere se fosse pittore, quello delle cose grandi, lunghe e alte e quello delle cose piccole... Come scrive Giovanna Paterniti nella Postfazione al romanzo, "il modo migliore per avvicinarsi a qualcosa di complesso è scegliere la strada della semplicità".

Naif.Super di Erlend Loe
Traduzione di Giovanna Paterniti
246 pag., Euro 12.00 - Edizioni Iperborea
ISBN 88-7091-103-9

Le prime righe

AL MURO

Ho due amici. Uno buono e uno cattivo. E poi ho mio fratello.
          Magari non è simpatico come me, ma è OK.

Ho in prestito l'appartamento di mio fratello mentre lui è via. È un appartamento piacevole. Mio fratello ha un sacco di soldi. Sa Dio in cosa traffica. Non ci ho mai fatto molto caso. Vende o compra qualcosa. E adesso è via per lavoro. Mi ha detto dove andava. L'ho anche scritto da qualche parte. Potrebbe essere l'Africa.

Mi ha lasciato un numero di fax e l'incarico di mandargli posta e messaggi. È il mio lavoro provvisorio. Un lavoro semplice e fattibile.
          In cambio ho il permesso di abitare qui.
          Lo apprezzo molto.
          È proprio quello di cui ho bisogno.
          Un po' di tempo per starmene in pace.
          La mia vita è stata strana ultimamente. È arrivata a un punto in cui ho perso interesse per tutto.

Ho compiuto venticinque anni. Qualche settimana fa.
          Mio fratello e io eravamo a cena dai nostri genitori. Cose buone. E dolci. Parlavamo del più e del meno. Improvvisamente mi sono sorpreso a rinfacciare ai miei genitori di non avermi mai spinto a fare sport a livello agonistico.
          Era del tutto assurdo.
          Ho detto delle idiozie. Che a quest'ora avrei potuto essere un professionista. Avere un fisico perfetto. E soldi. Sempre in viaggio. Sono arrivato all'infelice uscita che era tutta colpa loro se non avevo fatto strada e la mia vita era così monotona e noiosa.
          Ho chiesto scusa, dopo.

© 2002 Iperborea Editore


L'autore

Erlend Loe, nato a Trondheim nel 1969, è uno dei più originali giovani scrittori norvegesi. Ha esordito nel 1993 con Tatt av kvinnen (Preso da lei). Appassionato di cinema e sceneggiatore, autore di libri per bambini premiato dal Ministero della Cultura, è diventato scrittore-culto con questo libro. Ha vinto il Premio Cappelen 1997.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


6 settembre 2002