NARRATIVA STRANIERA

Bernardo Atxaga
Storie di Obaba

"Quando un serpente lo guarda fisso, l'uccello alza un po' la testa e poi diventa cieco, completamente cieco; talmente cieco che non può vedere i tetti delle case vicine, né gli alberi che circondano il suo albero, né i sentieri che, salendo e scendendo per le montagne, attraversano i campi d'erba verde e finiscono per disperdersi in lontananza."

Davvero sorprendente questa breve raccolta di racconti dello scrittore basco Atxaga, non celebre in Italia quanto meriterebbe il suo interessante lavoro. Pervaso di un alone di magia, ma al tempo stesso saldamente ancorato alla realtà, il mondo di Atxaga si dipana tra tradizione e innovazione in un contesto socio culturale dai tratti antichi. Anche i suoi protagonisti sono spesso bambini, adolescenti, giovani uomini che vivono a cavallo tra l'età dell'innocenza e della spensieratezza e i doveri e i problemi della maturità. Atxaga ci introduce nella surreale esistenza di alcuni personaggi che riescono a rapportarsi in modo primordiale con la natura, basti ricordare il vecchio nonno di "Quando un serpente..." spiato dal nipotino mentre dialoga con animali domestici e selvaggi e viene da questi ascoltato in silenzio come un maestro. Si ribalta la situazione in "Due fratelli", quando la voce narrante è proprio quella degli animali che osservano costantemente la vita di due giovani orfani cercando di indirizzarne le scelte e i comportamenti.
Una velata malinconia pervade tutti i racconti. È il desiderio di ritrovare un passato irrecuperabile, è il ricordo di ritmi, colori e suoni antichi, è anche la evidente passione dell'autore per un mondo rurale e semplice in cui i rapporti sociali e le relazioni tra l'uomo e la natura non siano condizionati da troppi filtri comportamentali. Infine è la nostalgia per ciò che ci si è lasciati alle spalle, come nel primo racconto "Due letters": la patria e gli amici che non si rivedranno mai più e che non si possono neppure condividere nel ricordo con figli e nipoti, nati e cresciuti in un altro mondo.

Storie di Obaba di Bernardo Atxaga
Titolo originale: Historias de Obaba
Traduzione di Paola Tomasinelli
189 pag., Euro 13.00 - Edizioni Einaudi (L'Arcipelago 3)
ISBN 88-06-16153-9

Le prime righe

Due letters

Ho ricevuto due letters in pochissimo tempo: la prima un venerdì e la seconda cinque giorni più tardi, un mercoledì pieno di sole. Sono arrivate senza difficoltà nella casa che mi sono fatto costruire in questa città americana chiamata Boise, ed è stato mio nipote Jimmy a consegnarmele. Quando mi portò l'ultima, la seconda letter, voglio dire, io ero di buonumore, canticchiavo nel garden e osservavo i nuovi germogli della mimosa che cresce lì. Ero talmente sereno che gli diedi addirittura un dollaro per il servizio; un dollaro di quelli buoni, voglio dire, non di quelli che distribuiscono al super-market e che poi non servono neppure al gabinetto.
- Ma non lo spendere subito, - gli dissi. - Conservalo in quel salvadanaio a forma di Mickey Mouse che ti ho regalato l'anno scorso.
Io credevo che Jimmy avrebbe preso il dollaro per uscire di corsa verso il bombonshop della nostra strada, perché i ragazzini di oggi non hanno il senso del risparmio e non sanno apprezzare i salvadanai che noi adulti regaliamo loro con le migliori intenzioni. Ma lui non fece così, non esattamente. Prese il dollaro, certo, ma con estrema tranquillità, con la parsimonia di chi pensa di restare tutto il pomeriggio nel garden. Nel suo sguardo, in quello sguardo suo che è very nice e che piace tanto a tutti noi, c'era un'ombra di preoccupazione.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Bernardo Atxaga ha scritto Ziutateaz (1976), le poesie di Etiopia (1978), Bi anai (1984), Obabakoak (1991), El hombre solo (1994) e Esos Cielos (1996).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


6 settembre 2002