GLI AUTORI ITALIANI

Mario Pomilio
Una lapide in via del Babuino

Introduzione di Silvio Perrella
77 pag., Euro 8,00 - Edizioni Avagliano (Il Melograno n.24)
ISBN 88-8309-078-0

Le prime righe

I

Adesso s'accorgeva d'essere stato felice senza saperlo. Ma questo pensiero, invece d'amareggiarlo, gli procurava una curiosa sensazione di serenità. Era come scoprire d'avere accumulato, a poco a poco e senza quasi essersene accorto, una piccola riserva di cose buone da ricordare, che gli avrebbero consentito di vivere di rendita a patto che lui sapesse farle fruttare. Altrimenti non si spiegava perché da tanto tempo si sentisse così bisognoso di memorie e attendesse con tanta cura a difenderle da ogni sperpero.
In realtà, dopo che quasi per caso certe analisi cliniche l'avevano messo sull'avviso - un nulla, beninteso, poco più che un sospetto, ma tale da dover stare all'erta per il resto dei suoi giorni -, l'aveva preso una improvvisa curiosità per la morte: e non la morte, questa volta, in quanto tema letterario e nemmeno in quanto vaga e un po' connivente nozione metafisica, quale in fondo era stata per lui nella mite irresponsabilità dei suoi anni creativi e fino all'ultimo suo libro, ma proprio la morte insinuante e vicina, che circola nel sangue ispessendo le vene, e non si può raggiungere, tanto meno estirpare. La spiava, sapendo che ogni giorno di più andava stendendo sui suoi tessuti i propri torpidi sedimenti e talora considerando con stupefatta chiaroveggenza la verità perentoria e banale d'un pensiero balenatogli alla mente la mattina in cui, col foglio dei risultati in mano, lasciava un po' stordito lo studio dell'analista, e sembratogli all'inizio solo un giuoco di parole: che nessuno, per quanto faccia, esce vivo dalla vita.

© 2002 Avagliano Editore Srl


L'autore

Mario Pomilio (1921-1990), nato in Abruzzo, si trasferì a Napoli nel 1949. Scrittore e intellettuale poliedrico, frequentò la Scuola Normale di Pisa e in seguito collaborò con Salvatore Battaglia. Fu tra i fondatori, insieme all'amico fraterno Michele Prisco, della rivista napoletana "Le ragioni narrative", che riunì attorno a sé tutta una generazione di narratori meridionali. Il suo lavoro di saggista è racchiuso in due volumi, Contestazioni e Scritti cristiani. Molte di più le opere di narrativa, tra cui L'uccello della cupola, La compromissione (vincitore del Campiello), Natale del 1833 (vincitore dello Strega).


2 agosto 2002