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Luciano Violante

Magistrato, docente universitario, ex presidente della Camera dei Deputati, saggista e oggi una delle voci più autorevoli del mondo politico, Luciano Violante si è intrattenuto con noi ricordando la propria formazione culturale e le sue attuali letture.

Quali libri letti da bambino ricorda con maggior affetto?

Il primo libro mi è stato regalato il 7 gennaio del 1946 avevo 5 anni, ed era Robinson Crusoe: l'ho letto moltissime volte e sempre con passione. Poi, anni dopo, avendo a casa una grande biblioteca di libri russi e francesi, ho costruito la mia cultura nell'adolescenza su quelle letterature.

Quale considera il libro del cuore, un'opera da cui non bisognerebbe separarsi mai?

È una risposta difficile e non si può generalizzare. Per quanto mi riguarda, credo sia La Bibbia, la leggo ancora con attenzione, come storia e come riflessione. È un esempio di tanti libri messi insieme ed è un testo che porterei con me nella classica isola deserta. Non mi separerei però neppure dai Buddenbrook né da L'uomo senza qualità.

Recentemente ha letto qualcosa di particolarmente interessante?

Sì. La macchia umana di Philip Roth, un libro forte e davvero interessante.

Legge più narrativa o saggistica?

La mia ambizione sarebbe di leggere narrativa, ma sono obbligato a leggere molta saggistica per il mio lavoro. Fino a qualche anno fa ero abbastanza esperto di letteratura sud americana. Leggevo quasi tutto. Adesso un po' meno e l'ultimo libro che ho letto è Il giorno del caprone di Vargas Llosa, che come il precedente La città e i cani dello stesso autore è un libro straordinario, da leggere entrambi.

Di Grazia Casagrande


5 luglio 2002