GIALLI

Ben Pastor
Luna bugiarda

"Non lo so ancora. Ma, come dite voi in Italia, ogni nodo prima o poi viene al pettine. Dunque, non dobbiamo fare altro che continuare a passare il pettine nella direzione giusta."

Il nuovo romanzo della Pastor si apre con una scena molto forte e cruenta, ma non è un episodio interno alla vicenda gialla che seguirà, quanto un'immagine della drammatica guerra che sta insanguinando l'Italia e che proprio il giorno precedente la data con cui si avvia Luna bugiarda che è il 9 settembre 1943, ha visto radicalmente trasformato il rapporto con i nazisti.
Martin Bora, ufficiale della Wermacht è gravemente ferito in un attentato nei pressi di Verona, dove è di stanza, riesce ad avere salva la vita ma gli viene amputata una mano e dolori lancinanti lo perseguiteranno anche dopo le dimissioni dall'ospedale. Durante la sua degenza è avvenuto un delitto misterioso ai danni del più illustre gerarca fascista della regione, Vittorio Lisi, che la stampa dell'epoca ha (come avveniva a quel tempo) presentato come decesso per morte naturale. Bora viene incaricato delle indagini, o per lo meno viene invitato ad affiancare gli investigatori italiani nel ricercare l'assassino che sembra nascere dalle abitudini di vita piuttosto "esuberanti" del gerarca e dai suoi poco chiari, ma elevati, redditi.
Alla vicenda principale si intrecciano altri elementi, altrettanto intricati e misteriosi che rendono il romanzo davvero appassionante e avvincente, almeno per chi ami sia le "tinte forti" e una certa crudezza di immagini, sia un'indagine che non si limiti alla soluzione dell'enigma, ma indaghi sulle personalità degli attori.
In questo senso Ben Pastor, in questo come nei romanzi precedenti, si segnala per l'attenzione alle motivazioni, alle cause, più che per la descrizione delle conseguenze e soprattutto per offrire, attraverso la personalità di Martin Bora, un esempio delle contraddizioni che stavano maturando con ogni probabilità anche in seno ai tedeschi, o almeno ai più sensibili e acuti tra loro. Questa analisi però non porta certo l'autrice ad attribuire ad una figura ufficiale del regime nazista pensieri ed azioni che non sarebbero state storicamente concepibili, piuttosto a mettere in mostra alcuni disagi, alcune incrinature che rendono invece più credibile il protagonista, e forse anche più interessante, per un lettore contemporaneo.

Luna bugiarda di Ben Pastor
Titolo originale: Liar Moon
Traduzione di Marilia Piccone
349 pag., Euro 15.50 - Edizioni Hobby & Work (Giallo & Nero)
ISBN 88-7133-495-7

Le prime righe

PROLOGO

Verona, Italia settentrionale occupata dai tedeschi,
9 settembre 1943

"Si deve fare coraggio, maggiore...".
Martin Bora soffriva troppo per dire che capiva.
"Dobbiamo pulire le ferite".
Soffriva troppo per dire che aveva capito anche questo.
Coraggio. Pulire le ferite. Il sangue gli pulsava nelle palpebre, con guizzi veloci nel bagliore cieco degli occhi sbarrati. In fondo alla bocca, dove i denti si serravano, un'altra pulsazione gli scandiva il tempo, dolorosamente, fin dentro la testa.
"Coraggio, coraggio. Si deve far coraggio..."
Un piccolo grumo di saliva gli si formò sotto la lingua, finché dovette inghiottirlo. Il sollevamento della barella aumentò talmente il dolore al suo braccio sinistro che un brivido gli percorse il corpo intero. Tutto quello che riuscì a raccogliere fu un breve respiro convulso alla sommità del petto, come se dovesse piangere, o gridare.
Lo stavano adagiando sul tavolo della stanza del Pronto Soccorso. Gli toglievano gli stivali. La gamba sinistra sembrò lacerarsi con la rimozione del cuoio della calzatura, come se gli stessero strappando l'osso dal ginocchio. Una serie di luci esplose su di lui, voci umane giungevano da lontano verso di lui, contro di lui, dentro di lui.

© 2002 Hobby & Work edizioni


L'autrice

Ben Pastor è nata da una famiglia italiana, laureata a Roma ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti e ora insegna Scienze sociali presso la Norwich University del Vermont. Oltre ai romanzi dedicati a Martin Bora, tra cui Lumen, è autrice di numerosi racconti per le migliori riviste gialle degli USA. In compagnia, tra gli altri, di John Updike e Peter Straub, ha partecipato all'antologia collettiva Ghost Writing.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


5 luglio 2002