LETTERATURA CINESE

Gao Xingjian
La Montagna dell'Anima

"No, non era il volto di un vincitore, c'era una sorta di amarezza, non poteva certo essere il banale sorriso indotto da una involontaria felicità, mostrava al contrario diffidenza verso la felicità, faceva dunque un po' paura, sembrava fatuo, dava la sensazione di una caduta in volo libero, e allora non ho più voluto guardare quella foto."

Quest'opera di Gao Xingjian è da considerarsi quella che ha consacrato il suo autore nell'Olimpo dei più grandi scrittori del Novecento e che, in se stessa, giustifica l'assegnazione del maggior riconoscimento letterario, il Premio Nobel.
La mole narrativa di La Montagna dell'anima, è monumentale e, dato che si parla di un lungo viaggio attraverso la Cina del sud e del sud-ovest, sono le stesse smisurate distanze che vengono percorse ad offrire la possibilità alle due voci narranti (il romanzo è scritto a capitoli alterni in prima e in seconda persona) di trattare i più diversi temi. La natura prima di tutto, così importante nel dare spunti alla profonda spiritualità di questo autore e quindi gli uomini e le donne e le loro sofferte vite, rappresentate nelle vicende individuali e nella grande Storia.
Uno dei due personaggi è uno scrittore perseguitato dal regime cinese al quale, erroneamente, viene diagnosticato un tumore maligno. Allontanatosi da Pechino per ragioni politiche, sentendosi completamente libero di dire quello che pensa in quanto si crede ormai vicino alla morte, compie questo viaggio attraverso il vario territorio cinese e nello stesso tempo dentro se stesso, tessendo così il bilancio di una vita. La narrazione si arricchisce di molte altre avventure, reali e fantasiose nello stesso tempo, spaccato dell'attualità e rievocazione del passato, in cui la magica poesia dell'autore ha libero sfogo e la prosa si anima di poesia in uno stile evocativo e lirico che unifica la politematicità dell'opera.

La Montagna dell'Anima di Gao Xingjian
Titolo originale: Lingshan
Traduzione di Mirella Fratamico
640pag. Euro 21.50 - Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-87021-8

Le prime righe

Uno

Sei salito all'alba su una corriera traballante, di quelle che in città non si usano più, e dopo dodici ore di sobbalzi su impervie strade di montagna, sei arrivato in questa cittadina del sud.
Con lo zaino in spalla e un borsone in mano, fermo alla stazione invasa da cartucce di gelati e avanzi di canna da zucchero, scruti l'umanità che ti circonda. Uomini piegati da sacchi di ogni dimensione e donne con bambini in braccio scendono dagli autobus o attraversano il piazzale, mentre giovani con le mani libere, senza sacchi né ceste, pescano dalle tasche semi di girasole, se li ficcano in bocca uno dietro l'altro e sputano la scorza con gesti abili ed eleganti, emettendo un leggero sibilo. Hanno l'aria spensierata e disinvolta, tipica del luogo. Sono a casa, perché dovrebbero sentirsi a disagio? Le loro radici affondano in queste terre da generazioni, è inutile che tu venga qui da tanto lontano a cercare le tue. Gli abitanti che hanno lasciato queste contrade tanto tempo fa, quando non c'erano né stazioni né autobus, se ne sono andati su barche con la tettoia di bambù, su carrette prese a nolo o con le proprie gambe, quando non potevano permettersi altro. Oggi tornano da ogni dove, anche dall'altra riva del Pacifico, se possono. Arrivano su piccole utilitarie, o in automobili di grossa cilindrata con l'aria condizionata.

© 2002 RCS Libri


L'autore

Gao Xingjian, narratore, saggista, drammaturgo, traduttore e pittore, è nato nel 1940 a Ganzhou (provincia del Jiangxi), nella Cina sudorientale. Dopo aver studiato letteratura francese all'università di Pechino e aver tradotto alcuni classici del Novecento, e dopo cinque anni di "rieducazione" imposti dalla rivoluzione culturale, si afferma sulla scena letteraria con il Primo saggio sull'arte del romanzo moderno (1981) e alcune opere teatrali come Fermata d'autobus (1983). In un clima politico sempre più ostile e soffocante, Gao decide nel 1987 di lasciare la Cina e nel 1988 approda a Parigi, dove vive tutt'ora. Qui conclude il suo capolavoro, La Montagna dell'Anima (1990) e dopo i fatti di Tienanmen scrive il dramma La fuga (1989). Nel 1999 pubblica il suo secondo romanzo autobiografico, Il libro di un uomo solo. Nel 2000 Gao ottiene in Italia il premio Feronia; in ottobre il Nobel per la letteratura. Ricordiamo fra le sue opere anche Una canna da pesca per mio nonno


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


5 luglio 2002