SAGGI

Tommaso Padoa-Schioppa
Dodici settembre
Il mondo non è al punto zero

"Dire che il sistema di mercato non ha alternativa, non significa affermare che esso sia perfetto, tantomeno che esso sia statico e incapace di evolvere. Per farlo evolvere occorre lottare e vincere resistenze. Ma riformare è cosa diversa dal rivoluzionare."

La frase sopra riportata racchiude in sintesi i concetti espressi in questo interessante saggio di Padoa-Schioppa in cui cioè si afferma (con un ampio lavoro di analisi e altrettanto impegno nella proposta) che il mercato è l'unico sistema economico possibile ma che, effettivamente, ha gravi imperfezioni nella sua attuale realizzazione e quindi esige misure correttive anche piuttosto urgenti, sia di ordine economico che (e forse principalmente) politico. L'autore, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, non contraddice per onestà intellettuale e per encomiabile sincerità, il proprio ruolo e la propria funzione economico-politica, ma testimonia come, anche all'interno di chi gestisce un potere non indifferente, sia possibile avere una visione illuminata del problema, e ci si possa aprire, anche rimanendo in stretto ambito capitalistico, alle critiche e alle analisi che provengono dal mondo no-global. Qualche giorno fa Sergio Romano sul Corriere della Sera ha dato grande rilievo alla tensione positiva e densa di speranze per il futuro che il saggio dimostra; si può aggiungere anche che l'esigenza di misure correttive del mercato appare imprescindibile per chi non si muova con miopia rapace e si renda conto che procedendo nell'attuale sperequazione delle ricchezze si finirà con l'innescare una bomba difficilmente controllabile di cui l'11 settembre è forse solo una piccola anticipazione.
In questo Padoa-Schioppa appare realistico e nello stesso tempo mosso da una sincera carica etica del tutto rara di questi tempi, soprattutto per il peso e il ruolo dato all'ambito più prettamente politico, utilizzando questo termine non solo in un senso "tecnico", ma anche come idealità "umanistica".
Una sola notazione: certo i tentativi di superamento del mercato hanno dato frutti anche tragici, ma più da un punto di vista della privazione delle libertà che della sconfitta della povertà, come ben può dire (e come dice) gran parte della popolazione che oggi vive nei paesi ex-comunisti che solo dopo il crollo di quei regimi ha conosciuto da una parte la possibilità di esprimere liberamente le proprie idee, ma dall'altra anche fame, disoccupazione, miseria, e una disperazione che ha trovato troppo spesso sbocchi nelle droghe o in nuove forme di mafia.
Coniugare equità economica e libertà civili è la grande scommessa del futuro e credo sia molto interessante indagare come le varie scuole di pensiero cerchino di affrontare questa sfida e come (e se) sia possibile compierne una sintesi. Il mondo cosiddetto "no-global" oggi in gran parte rifiuta tale definizione preferendo quella più realista di "new-global" e anche l'area capitalistica, almeno nella sua anima più progressista, afferma (e la voce di Padoa Schioppa è una delle più autorevoli) la necessità di correttivi indispensabili allo stesso sistema per perpetuarsi senza ricorrere al primitivo mezzo della guerra.

Dodici settembre. Il mondo non è al punto zero di Tommaso Padoa-Schioppa
Pag. 170, Euro14.00 - Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-87012-9

Le prime righe

Nota introduttiva

Questo libro cerca di offrire al lettore, soprattutto ai giovani, una riflessione che aiuti ad affrontare in chiave politica, non solo economica, umanitaria o religiosa, le domande poste dagli attentati dell'11 settembre. Esso elabora e amplia il testo di una lezione tenuta all'Università di Padova il 26 ottobre 2001, pensata in primo luogo per chi ha vissuto il 2001 con simpatia per il movimento no global, orrore per l'attacco dell'11 settembre, angoscia o rifiuto per la guerra in Afghanistan. L'attacco alle torri gemelle era avvenuto da poche settimane, la guerra era appena iniziata. Provenendo dalla Facoltà di Scienze politiche, l'invito padovano quasi imponeva di affrontare la questione emersa così drammaticamente nell'estate 2001: la ricerca di un ordine di pace e giustizia nell'epoca della globalizzazione.

Per quanto arduo e complesso, il tema della pace chiama ciascuno a una riflessione di natura politica e a un impegno diretto quale cittadino, fosse pure nella misura minima di leggere più attentamente i giornali e di pensare con la propria testa a quanto sta accadendo.

© 2002 Edizioni Laterza


L'autore

Tommaso Padoa-Schioppa (Belluno 1940), economista, lavora a Francoforte quale membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea. È stato presidente della Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa), vice direttore generale della Banca d'Italia e direttore generale per gli affari economici e finanziari della Commissione delle comunità europee a Bruxelles. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Questo libro è nato come lezione in occasione della laurea honoris causa ricevuta dall'Università di Padova.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


5 luglio 2002