LETTERATURA CINESE

Mo Yan
Grande seno, fianchi larghi

"Congiunse le mani e pensò: ti ho toccato i seni, tu allora sei mia nonna e io sono tuo nipote. Ma quale 'afferrare un seno equivale ad afferrare una donna', stronzate, bisognerebbe cambiarlo in 'non hai nemmeno fatto in tempo ad acchiapparle un seno che già una donna ti ha acchiappato'."

Attraverso l'epopea famigliare narrata in queste pagine, rileggiamo la storia di un periodo cruciale per la Cina, devastata da conflitti fortissimi sia al proprio interno che nel suo fronteggiare esternamente l'imperialismo giapponese; uno dei momenti più delicati e importanti della storia di un paese che ha visto in pochissimi anni tramutare radicalmente una concezione plurimillenaria di vita, ma anche costituirsi una nuova identità e dignità nazionale per molto tempo sconosciuta. La famiglia Shangguan, al centro di questa complessa storia, vive in un povero villaggio della zona di Gaomi. Gli uomini svolgono la professione di fabbri ormai da parecchie generazioni. È dunque necessario, per proseguire nella tradizione familiare, avere figli maschi. Shangguan Lu riesce, dopo sette figlie femmine, a concepire il tanto desiderato maschietto, ma nel frattempo la situazione degenera a causa della invasione violenta dei militari giapponesi (che la storia ci ricorda come particolarmente crudeli e spietati) che massacrano gli uomini della famiglia. La donna si ritrova così da sola a crescere le figlie e il piccolo Jintong (il Bambino d'oro), personaggio centrale del romanzo e figlio in realtà di un prete occidentale. Cresciuto in una famiglia di donne, il ragazzo viene privilegiato e accudito da una madre che lo allatta per molti anni e che con questo atteggiamento lo rende visceralmente attaccato alla rassicurante presenza di un "grande seno". Il romanzo prosegue narrando le vite delle sorelle, molto differenti tra loro ma sempre collegate all'evoluzione socio-politica del paese. Peculiarità dell'opera è la visione della natura delle cose e del suo evolversi da una prospettiva che mette al centro la figura della donna, quasi una riproposizione della Dea Madre di antichissima concezione. In questi decenni difficili e spesso drammatici emergono figure femminili forti e determinate, mentre il giovane uomo si rifiuta di crescere dimostrando un'immaturità che forse è metafora della difficoltà della cultura cinese di trovare una nuova strada post-imperialista e post-maoista.

Grande seno, fianchi larghi di Mo Yan
Titolo originale: Feng ru fei tun
Traduzione di Giorgio Trentin
899 pag., Euro 22.00 - Edizioni Einaudi
ISBN 88-06-16204-7

Le prime righe

Capitolo primo

I.

Nello spazio liscio e immacolato innumerevoli corpi celesti si muovevano avanti e indietro come le spolette di un telaio. Mandavano una calda luce rosata, alcuni avevano forma di seni, altri di glutei. Sembravano muoversi a loro piacere, ma in realtà seguivano ciascuno un'orbita precisa. Ognuno cantava la sua melodia, e sfrecciava seguendo il proprio cammino lungo le traiettorie incrociate. Contemplando questa grande armonia, padre Ma Luoya gridò, con gli occhi pieni di lacrime: - Signore, ci sei solo tu, tu solo! - E il suo grido lo svegliò di soprassalto.
Il prete stava tranquillamente sdraiato sul kang. Ammirava gli scintillanti raggi rossi splendere sul seno rosato della Vergine Maria, e sul volto paffutello del Bambin Gesù dal culetto nudo che teneva in braccio. A causa dell'acqua piovuta dal tetto l'estate prima, macchie di umido si erano formate sul quadro a olio appeso alla parete, e sul volto della Madonna e del bambino era comparsa un'espressione ebete e feroce, come quella di un nano. Un ragnetto dalle zampe lunghe e sottili tesseva la sua tela di argentini fili di seta. Appeso davanti alla finestra luminosa, dondolava spinto da una fresca brezza. "Al mattino si annunciano buone notizie, la sera ricchezze." Di fronte al ragno, quella donna bellissima dall'incarnato di porcellana aveva pronunciato questa frase.

© 2002 Einaudi edizioni


L'autore

Mo Yan è nato nel 1955 a Gaomi, nella provincia dello Shandong, in una famiglia contadina. Dal 1976 al 1997 lavora nell'esercito, riuscendo contemporaneamente a portare a termine gli studi universitari di letteratura. Inizia a pubblicare nel 1981. I più famosi fra i suoi romanzi sono Sorgo rosso, La ballata dell'aglio paradisiaco, I tredici passi, Il clan dei mangiatori d'erba, Il paese del vino, Il supplizio del legno di sandalo. Ha scritto anche opere teatrali e sceneggiature cinematografiche, come Sorgo rosso e Addio mia concubina.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


5 luglio 2002