NARRATIVA STRANIERA

Gore Vidal
Impero

"Ora Roosevelt stava parlando per l'eternità ed Edith, che non era tipo da tollerare un'eccessiva eternità su uno stomaco vuoto, avvertì che la cena era pronta."

Continua la ricostruzione di Gore Vidal della storia americana, alla ricerca di risposte sull'attuale situazione del paese ma anche nel tentativo di scrivere un'epopea di notevoli dimensioni, giunta con Impero al quarto romanzo su sette. Gli eventi al centro dell'opera sono quelli che la storia ricorda tra il 1896 e il 1906 e che Vidal individua come centrali nella trasformazione politica statunitense che abbandona le scelte etiche della repubblica di Lincoln intese a indirizzare soprattutto lo sviluppo interno del paese, aprendo una nuova era imperialistica che segnerà tutto il Novecento. Come sempre lo scrittore americano individua alcuni personaggi storici che utilizza come riferimento costante e come "punto di vista", cui affianca altri frutto della sua creatività. In questo sta il limite dell'opera di Vidal in qualità di saggio storico (ed è un peccato perché la sua voce, qualificata e competente, potrebbe essere invece un'autorevole fonte critica) ma in questo consiste invece il suo valore come opera narrativa di grande respiro. Seguendo l'esperienza personale di John Hay, segretario di stato con i presidenti William McKinley e Theodore Roosevelt, Vidal ricostruisce la breve guerra con la Spagna per il dominio sui Caraibi e uno spaccato di vita politica, culturale e sociale a cavallo del Novecento con due figure principali di riferimento: Theodore Roosevelt e William Randolph Hearst e molti altri coprotagonisti (dallo scrittore Henry James a Caroline Sanford proprietaria del Tribune). Del primo, celeberrima figura di presidente, Vidal ci racconta la parte meno conosciuta e pubblicizzata della personalità, ma anche i suoi atti più plateali visti con un'ottica completamente differente da quella tradizionale. Del secondo, proprietario di otto testate giornalistiche nazionali, lo scrittore ci segnala soprattutto la capacità di manipolare la realtà e l'incoerenza della sua esistenza tra pubblico e privato, per evidenziare come la pubblica opinione venga manipolata e indirizzata con estrema facilità. Ancora una volta, dunque, la parola di Gore Vidal viene a chiarire il suo pensiero, nel tentativo di ristabilire una verità storica ampiamente distorta dalla propaganda e dal populismo. E, ancora una volta, scandalizzando la gran parte degli americani.

Impero di Gore Vidal
Titolo originale: Empire
Traduzione di Benedetta Marietti
618 pag., Euro 19.50 - Edizioni Fazi (Le strade 35)
ISBN 88-8112-346-0

Le prime righe

Uno

1.

"La guerra è finita ieri sera, Caroline. Aiutami a sistemare questi fiori". Elizabeth Cameron era in piedi davanti alla portafinestra spalancata e reggeva un grande vaso di porcellana bianco e blu colmo di rose sul punto di sfiorire. Caroline aiutò la sua ospite a portare il pesante vaso nel lungo salone immerso in una penombra. Mrs Cameron, a quarant'anni, appariva molto vecchia agli occhi della giovane Caroline. Ciò nonostante era certamente la più avvenente tra le grandi dame americane e senza dubbio la più dotata di calma e di efficienza, in grado di disporre una schiera di vasi di fiori prima di colazione con la stessa vivace disinvoltura con cui suo zio, il generale Sherman, aveva devastato la Georgia.
"In agosto bisogna sempre essere in piedi all'alba". Le parole di Mrs Cameron suonavano alle orecchie di Caroline come quelle di Giulio Cesare impegnato a riferire al Senato. "I domestici, come i fiori, hanno la tendenza ad appassire. A pranzo saremo in trentasette. Hai intenzione di sposare Del?"
"Penso proprio che non mi sposerò mai." Caroline corrugò la fronte compiaciuta dinanzi alla franchezza di Mrs Cameron.

© 2002 Fazi edizioni


L'autore

Gore Vidal è nato nel 1925 a West Point. Tra i suoi romanzi ricordiamo Giuliano (1964), Live from Golgotha (1992). La sua raccolta di saggi, United States Essays 1952-1992, ha vinto nel 1993 il National Book Award. Tra i suoi libri ricordiamo anche La statua di sale, Palinsesto. Una memoria, L'età dell'oro e La fine della libertà. Verso un nuovo totalitarismo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


28 giugno 2002