SAGGI

Roberta Gisotti
La favola dell'auditel

"Ma la gente d'Italia non è quel gruppo di famiglie selezionate come consumatori eppure proposti all'opinione pubblica come cittadini utenti: si fanno coincidere la rappresentanza dei cittadini e quella dei consumatori."

Un saggio che ci chiarisce quanto siamo condizionati e subordinati alle leggi del mercato non solo negli acquisti di beni materiali, ma anche nella fruizione di quelli immateriali: cultura, spettacolo e, prima di tutto, spettacoli televisivi sono strettamene connessi con il sistema pubblicitario.
L'introduzione di Giulietto Chiesa, nell'amarezza che lo caratterizza, indica appunto in questo il fattore su cui è più importante esercitare attenzione e controllo. Gli organi di controllo esistono, ma dato che sono tenuti saldamente nelle mani di chi ha il potere politico (talvolta coincidente con quello economico...) possono sussistere distorsioni e ambiguità.
Alcune domande vengono poste nel saggio, a cui pochi forse hanno già dato una risposta: le famiglie dell'Auditel sono quelle che accettano questo compito, e tutte quelle che lo rifiutano come risponderebbero? In secondo luogo molti spengono il televisore se vi sono certe trasmissioni, oppure in generale non sono fruitori di quel mezzo: chi riporta la loro voce? Questa "Casa di vetro" è veramente trasparente? E poi è possibile una diversa lettura dei dati Auditel? Probabilmente sì, ma alcuni interessi ne verrebbero toccati?
Appelli autorevoli (prima di tutto Sartori) si sono levati contro questa maledizione degli ultimi anni, ma altrettanto potenti voci hanno dichiarato che uscire dal sistema Auditel porterebbe l'Italia fuori dal consesso delle "nazioni socialmente ed economicamente avanzate".
Una curiosità divertente: il 15 luglio del 2000 un temporale aveva creato un guasto tecnico e per 15 minuti sugli schermi televisivi era rimasta l'immagine fissa del segnale orario, ebbene secondo i dati Auditel ben 3 milioni di spettatori erano rimasti per tutto il tempo incollati al televisore per un 15% di share. Al di là dei divertenti articoli che hanno commentato quello strano dato, ci si dovrebbe chiedere anche quanta verità ci sia nelle risposte emerse dalla famiglie. Tre sono i padroni tra loro spesso in contraddizione: Rai, Mediaset e i pubblicitari. Ma che cosa significa ciò per gli spettatori? Che cosa c'entra con l'educazione culturale che spetta oggi ai media e principalmente alla televisione pubblica?

La favola dell'Auditel di Roberta Gisotti
Introduzione di Giulietto Chiesa
Pag. 158, Euro 12.00 - Editori Riuniti (Black Box)
ISBN 88-359-5198-4

Le prime righe

I. C'era una volta la Casa di vetro

La casa di vetro, così chiamata dai suoi costruttori, fu progettata a Milano nel 1984, per raccogliere e diffondere dati oggettivi e ufficiali sugli ascolti televisivi in Italia, destinata a ospitare l'Auditel, la società super partes, istituita per guidarci nel complesso e competitivo scenario dell'emittenza pubblica e privata, offrendoci informazioni affidabili, prodotte da una metodologia adeguata, scelta e controllata da tutte le parti che costituiscono il mercato. Così almeno si legge nell'opuscolo promozionale Conoscere Auditel, edito dalla Casa di vetro, un testo iniziatico, dal linguaggio aulico e celebrativo, per chi si affaccia alle sue finestre sempre appannate.
Passarono due anni prima che la Casa fosse edificata: la prima rilevazione risale al 7 dicembre 1986, affidata all'Agb-Italia, da allora incaricata di produrre i dati d'ascolto per conto dell'Auditel. Ogni giorno con queste informazioni - ci spiegano - vengono pianificati gli investimenti pubblicitari, compiute scelte editoriali, assicurato un quadro di certezza conoscitiva alle istituzioni.

© 2002 Editori Riuniti edizioni


L'autrice

Roberta Gisotti, giornalista professionista, ha collaborato con agenzie di stampa, quotidiani e periodici, lavora al radiogiornale in lingua italiana della Radio Vaticana. Autrice di testi e consulente Rai, da molti anni si occupa delle tematiche legate all'ascolto e al consumo televisivo e del rapporto fra bambini e mass media. Ha pubblicato La nascita della terza pagina (1986).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


28 giugno 2002