LOBO ANTUNES

António Lobo Antunes
La morte di Carlos Gardel

"Andiamo a Guincho, dai surfisti? Come se non stessimo andando insieme al mare, da Lisbona a Cascais, planando sopra l'asfalto come gli angeli."

La musica struggente di Gardel come colonna sonora e tre voci interiori che si alternano in un canto di morte. Questo romanzo è dominato dal senso della perdita e della sconfitta di chi sopravvive a una scomparsa reale di cui in qualche modo ognuno è responsabile. Nuno è il ragazzo davanti al cui letto di morte, come in un'orazione funebre, si alternano le voci del padre, della madre e della zia, e ognuno di loro ripercorre la propria storia e le relazioni con gli altri protagonisti della vicenda familiare attraverso la consapevolezza che gli errori, l'egoismo, la distrazione hanno necessariamente condotto a quell'esito drammatico. La morte è causata da un'overdose, cioè da un eccesso di infelicità di Nuno, da quello spirito di autodistruzione che ha accompagnato anche le scelte di vita dei suoi genitori.
Álvaro, il padre, che aveva rifiutato il figlio fin dal primo annuncio del suo concepimento, ora, davanti alla sua morte, scopre di provare per lui un amore intensissimo, di desiderarne la vita, di non accettarne l'abbandono: è lui a introdurre il tema della musica di Gardel che diventa l'ossessione da cui non può, né vuole, liberarsi.
Cláudia, la madre, rifiutata, abbandonata, offesa dall'egoismo del marito ha cercato in giovani amanti (giovani come suo figlio) di stordirsi dal suo sentimento di sconfitta, e ora deve affrontare quella prova impossibile, e continuerà a cercare di sfuggire al proprio dolore, andandosene sempre più lontana.
Graça, la sorella del padre, medico come professione, in adorazione del fratello per tutta la vita: ora vorrebbe annullargli quel dolore, ma non lo potrà fare, così come non ha mai potuto accogliere nella sua vita altri uomini e si è rassegnata all'isteria di varie compagne con cui ha avuto delle storie.
Questi tre personaggi, nei loro intensi intrecci di dolore e passione, costruiscono la storia, che è anche storia nostalgica di un Portogallo che non esiste più.

La morte di Carlos Gardel di António Lobo Antunes
Titolo originale: A Morte de Carlos Gardel
Traduzione di Vittoria Martinetto
316 pag., Euro 17.00 - Edizioni Feltrinelli (I Narratori)
ISBN 88-07-01617-6

Le prime righe

ÁLVARO

                                                                                     Lo gnomo uscì dalla guardiola a sinistra del cancello agitando il giornale sportivo. Ci ordinò di accostare dietro a un'ambulanza sul cui tettuccio palpebravano lampeggianti blu, si avvicinò al conducente battendo le nocche delle dita sul giornale e domandò, in preda a coliche di rabbia:
                                                                                     - Sai quanto abbiamo pagato quel rachitico del Belenenses?
                                                                                     - Gli alberi dello stadio universitario pioppi, salici, betulle, soprattutto pioppi) muovevano i rami contro il cielo, una fila di taxi ronzava lungo il muro, un gomito spuntò da sotto i lampeggianti dell'ambulanza con un gesto noncurante, e il nano, indignato, si cacciò il giornale in tasca:
                                                                                     - Di' un numero a caso, dai, di' un numero: indovina quanto abbiamo sborsato per un zoppo che non serve nemmeno come riserva.
                                                                                     - Aiuole e siepi potate che brillavano nella luce, giardinieri che azionavano irrigatori girevoli, passeri, una pace di parco, una freccia rossa in cima a un palo con le parole Pronto Soccorso a maiuscole metalliche, e all'improvviso mi accorsi dell'ospedale. Mia sorella suonò il clacson e lo gnomo gesticolò dicendo di aspettare, appeso alla portiera dell'ambulanza:
                                                                                     - Un momento, signora, un momento. Mi vuoi spiegare come si vincono le coppe con una squadra simile?

© 2002 Giangiacomo Feltrinelli edizioni


L'autore

António Lobo Antunes è nato a Lisbona nel 1942. Medico psichiatra, ha esercitato la professione nella capitale e ha partecipato alla guerra coloniale in Angola come tenente, chirurgo e psichiatra: un'esperienza che più volte lo scrittore ha focalizzato, soprattutto nei suoi primi libri. Tra i suoi libri ricordiamo: Memória de Elefante (1979), Le navi (1997), Trattato delle passioni dell'anima (1998), L'ordine naturale delle cose (2001) che, con La morte di Carlos Gardel, costituiscono la "trilogia di Benfica".


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


28 giugno 2002