LOBO ANTUNES

António Lobo Antunes
Lo splendore del Portogallo

"Capii che la casa era morta quando i morti iniziarono a morire."

Un tema centrale nelle letterature post-coloniali è il difficile rapporto tra la madrepatria e coloro che sono nati e cresciuti in paesi che a lungo ne hanno subito la dominazione. Lo snaturamento e la mancanza di radici (e spesso di una vera nazionalità) è anche tra le tracce principali di questo romanzo di Lobo Antunes datato 1997. Al centro della storia due paesi, il Portogallo e l'Angola, due realtà che tra gli anni Settanta e la fine del Novecento si sono separate definitivamente lasciando sul campo di una battaglia non guerreggiata i corpi dei coloni e quelli dei popoli colonizzati.
Chi sia stato in Portogallo nel momento del traumatico abbandono dell'Angola nel 1975, che coincise anche con la caduta del regime dittatoriale, sa che furono anni difficili. I reduci dalla dominazione coloniale tornati in patria si trovarono di fronte a un paese decisamente povero, non pronto a inglobare quei profughi e a renderli partecipi della vita nazionale, sia economica che socio-politica. Ma c'erano anche quelli che avevano scelto di restare in Africa, quella terra in cui venivano accusati di essersi comportati da banditi e aver distrutto equilibri secolari accaparrandosi ogni ricchezza e profitto.
Lo splendore del Portogallo (titolo ironico che ricorda un verso dell'inno nazionale portoghese) racconta una storia incentrata su questi elementi. Quattro personaggi principali, una madre ormai anziana e i suoi tre figli, raccontano le proprie vite e gli eventi importanti che le hanno segnate da quattro punti di vista differenti, attraverso lunghi monologhi scritti nel modo abituale di Antunes, con una narrazione fluida ma intensa, un uso particolare della punteggiatura e una costruzione della pagine senza soluzione di continuità, anche nei momenti di dialogo.

Lo splendore del Portogallo di António Lobo Antunes
Titolo originale: O Esplendor de Portugal
Traduzione di Rita Desti
401 pag., Euro 16.00 - Edizioni Einaudi (I coralli 177)
ISBN 88-06-15324-2

Le prime righe

I

24 dicembre 1995

Quando ho detto che avevo invitato i miei fratelli a passare la notte di Natale con noi
(stavamo pranzando in cucina e si vedevano le gru e le imbarcazioni al di là degli ultimi tetti dell'Ajuda)
Lena mi ha riempito il piatto di fumo, è scomparso nel fumo e mentre scompariva la voce ha appannato i vetri prima di dileguarsi anch'essa
- Non vedi i tuoi fratelli da quindici anni
(nel ricoprire i vetri di vapore la voce ha portato via con sé le colline di Almada, il ponte, la statua del Cristo che solitaria al di sopra della bruma agitava le ali abbandonate)
finché il fumo si è stemperato, Lena è ricomparsa a poco a poco con le dita tese verso il cestino del pane
- Non vedi i tuoi fratelli da quindici anni
Sicché all'improvviso mi sono reso conto del tempo che era passato da quando eravamo tornati dall'Africa, delle lettere che mia madre mandava, prima dalla fazenda e poi da Marimba, quattro casupole su un pendio ricoperto di manghi
(mi ricordo della casa del capoposto, della bottega, delle rovine della caserme che naufragavano nella vegetazione)

© 2002 Giulio Einaudi edizioni


L'autore

António Lobo Antunes (Lisbona 1942) è, assieme al Premio Nobel José Saramago, il più importante scrittore portoghese contemporaneo. Dei suoi Einaudi ha pubblicato In culo al mondo, Le navi, Il manuale degli inquisitori.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


28 giugno 2002