VIAGGI

Alain De Botton
L'arte di viaggiare

"Tra i tanti luoghi che visitiamo senza guardarli veramente o provando solo indifferenza, ne spiccano alcuni dotati di una forza così particolare da costringerci a fermarci per osservarli meglio."

Chi conosce già i libri di Alain de Botton sa che cosa troverà in questo nuovo titolo. Come accaduto in precedenza con Come Proust può cambiarvi la vita incontrerà riferimenti letterari importanti e come in Le consolazioni della filosofia individuerà uno scopo nuovo nella lettura di testi già conosciuti o nella visione di opere d'arte anche celeberrime. Questa volta la "scoperta" riguarda il tema del viaggio e come alcuni autori importanti della letteratura internazionale abbiano descritto città e paesaggi in tutto il mondo. Si parte in questo itinerario "guidato" da Controcorrente di Huysmans, in compagnia del suo protagonista, il celeberrimo Des Esseintes, per visitare le Barbados con De Botton. Non ha importanza tanto la destinazione, quanto il modo di affrontare questa esperienza e le conclusioni che se ne possono trarre. Così come, attraverso l'opera di Baudelaire e i quadri di Hopper, possiamo rivalutare anche quelle fasi di un viaggio abitualmente considerate solo come inevitabili e noiosi spostamenti. Hanno un fascino anche i mezzi di trasporto e possono rivelarsi interessanti le sale d'attesa, le stazioni, i piccoli locali in cui si fanno rapide soste lungo la strada. De Botton racconta (anche attraverso illustrazioni che intercalano il testo) quei luoghi di transito: le stazioni di servizio o gli scompartimenti ferroviari, per non parlare dell'universo speciale delle camere d'albergo. Viaggio è anche ricerca di qualcosa di diverso dall'abituale, spesso identificato con il termine "esotico". Ecco allora quadri di Delacroix e testi di Flaubert per ricordare quanto si debba osservare con attenzione ciò che ci circonda in paesi dove l'arte, la tradizione e il costume sono lontani dall'estetica abituale. Ed eccoci in viaggio con Alexander von Humboldt alla volta del continente sudamericano con la curiosità e l'entusiasmo di un giovane che davvero andava alla ventura (era il 1799). Non possiamo pensare che lo spirito di von Humboldt, vero esploratore in missione, possa essere affine a quello di un occidentale che in poche ore attraversando l'oceano si ritrova in paesi per molti versi ormai affini a quelli che ha lasciato al di qua dell'oceano, ma De Botton suggerisce di non perdere quella scintilla di curiosità e di attesa che è l'ingrediente più importante non solo in questo caso, ma forse in tutto il corso della propria esistenza. Gli altri compagni di viaggio di de Botton saranno Wordsworth, Edmund Burke, Giobbe, Vincent van Gogh, Ruskin, Xavier de Maistre. Come non desiderare di partire al più presto?

L'arte di viaggiare di Alain De Botton
Titolo originale: The Art of Travel
Traduzione: Anna Rusconi
254 pag., Euro 13.50 - Edizioni Guanda (Biblioteca della Fenice)
ISBN 88-8246-423-7

Le prime righe

PARTENZA

I

SULL'ASPETTATIVA

1

Difficile dire con esattezza quando fosse arrivato l'inverno. Il declino era stato graduale, come quello di un uomo verso la vecchiaia, poco evidente nell'immediato succedersi dei giorni finché la stagione era diventata una realtà impietosa e innegabile. Dopo un calo nelle temperature serali, arrivarono giorni di pioggia ininterrotta, confuse volate di vento atlantico, umidità, e infine la caduta delle foglie e lo spostamento all'indietro delle lancette dell'orologio - benché mancassero le tregue, le mattine in cui si poteva uscire di casa senza cappotto e il cielo era terso e luminoso. Si trattava, tuttavia, di falsi segni di un paziente già condannato. A dicembre, infatti, la nuova stagione era ormai consolidata e la città regolarmente oppressa da cieli plumbei e minacciosi, come nei quadri del Mantegna o del Veronese, sfondi perfetti per una crocifissione del Cristo o per una giornata al calduccio sotto le coperte. Il parco del quartiere si era trasformato in una squallida distesa di acqua e di fango, illuminata la notte da lampioni ambrati rigati di pioggia. Una sera, passando di là sotto un acquazzone, ripensai a quando, in piena afa estiva, ero andato a sdraiarmi su quelle aiuole, i piedi nudi che sfiorano l'erba, e a come quel contatto diretto con la terra mi avesse dato un senso di libertà e socievolezza, a come l'estate riuscisse ad abbattere i normali confini tra l'aperto e il chiuso e a farmi sentire a casa mia tanto nel vasto mondo quanto nella mia camera da letto.

© 2002 Ugo Guanda edizioni


L'autore

Alain de Botton è nato in Svizzera nel 1969, ha studiato a Cambridge e vive attualmente a Londra. Tra i suoi libri ricordiamo: Esercizi d'amore, Cos'è una ragazza, Come Proust può cambiarvi la vita e Le consolazioni della filosofia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


21 giugno 2002