VIAGGI

Ambrogio Borsani
Addio Eden

"L'impenetrabilità del diverso è una forma di contemplazione e anche di rispetto per ciò che è Altro. Tentare di capire è già tentare di giudicare. E mettere in atto il giudizio rappresenta il primo passo verso l'idea di cambiare l'Altro. Porsi al centro e giudicare da una posizione arbitraria è l'inizio di tutte le culture coloniali, di tutti i conflitti delle civiltà che si credono superiori ad altre e vogliono sottometterle."

Un libro che affascina e seduce, come seduttiva è l'immagine che dentro di noi coltiviamo dei mari del Sud, di quell'Eden che per le nostre menti di opulenti occidentali è rimasto intatto, ricco di vergine bellezza, di colori, di odori, di suoni che ubriacano i sogni di uomini urbanizzati e metodici. Se guardiamo il libro a ritroso e leggiamo le ultime pagine (operazione da non fare perché se l'autore ha scelto che le leggessimo a conclusione del libro e non all'inizio, è perché ci aiutassero a collocare le vite in fuga prima descritte in una dimensione universale), intuiamo il messaggio più vasto affidatoci: "Forse gli unici veri viaggiatori sono proprio quelli innamorati della deriva. Quelli che non sognano di tornare. Quelli che soffocano in una nuova meta i pruriti delle radici."
E noi che, per vigliaccheria o per saggezza, "sogniamo di tornare" restiamo incantati davanti a vite più trasgressive e audaci o forse solo più disperate. Per questa ragione la capacità di Borsani di rendere vive nelle sue pagine le figure di grandi uomini del passato che per una magico caso hanno incrociato, a distanza di anni e di secoli, parti delle loro esistenze negli stessi luoghi, rende molto attraente e interessante la lettura del libro.
Melville, Stevenson, Gauguin, London, Segalen, Heyerdahl, Brel: questi i nomi celebri che nelle isole Marchesi hanno trascorso parti di vita o l'hanno conclusa, queste le anime inquiete che hanno costruito sogni di riconquista di un paradiso perduto e che, almeno per qualche tempo, hanno avuto sollievo alla loro angoscia dalla bellezza della natura e dalla spontanea gioia di chi vi era nato. Saranno solo le intromissioni del mondo "civilizzato" a rompere l'incantesimo, o un male di vivere incurabile come certe malattie, oppure sarà il non saper strappare definitivamente le proprie radici a frantumare la pienezza del benessere di quelle anime ansiose.
Questo volume riesce pienamente a rendere al lettore non solo l'atmosfera che circondava quegli uomini, ma anche le loro probabili emozioni e sa farci ugualmente avvertire i cambiamenti e le uguaglianze che oggi un viaggiatore attento può cogliere. La narrazione in prima persona aggiunge molto alla pagina, la rende ancora più fresca, grazie anche all'ironia sottile, al garbo e all'intelligenza che traspare da ogni notazione più soggettiva fatta dall'autore.

Addio Eden di Ambrogio Borsani
171 pag., Euro 14.50 - Edizioni Neri Pozza (I narratori delle tavole)
ISBN 88-7305-818-3

Le prime righe

Appare Nuku Hiva

L'otto giugno del 1842 la baleniera Acushnet entra nella baia di Taiiohae per rifornirsi di cibo e di acqua. A bordo c'è un marinaio americano di ventidue anni. Si è imbarcato per disperazione a New Bedford quindici mesi prima. Ora insegue i sogni esotici che fioriscono nel buio delle sue notti. Ma da oltre un anno la realtà gli mostra solo oceani deserti e marinai spenti. Si chiama Herman Melville, viene da una grande famiglia decaduta e va verso terre ignote. Quando la sua nave giunge in vista delle Marchesi decide di scappare. Melville guarda il nuovo destino che gli viene incontro. Ha la forma di un'isola.
Le valli tropicali che appaiono in fondo alla baia nascondono una svolta. L'aria brulica di segnali misteriosi. Gli atomi sono entrati in fibrillazione e la materia sembra sul punto di esplodere. Immobile sul ponte della nave Melville è stordito dalla bellezza della natura. L'isola assomiglia alle terre che ha invocato nelle notti più cupe, quando progettava di scappare da Albany. Melville sta per attraversare un momento centrale della sua vita. Nemmeno lui sa quando diventerà importante quel momento. Trema dall'emozione e medita il nuovo progetto di fuga.

© 2002 Neri Pozza edizioni


L'autore

Ambrogio Borsani ha lavorato come direttore creativo in diverse agenzie di comunicazione. Ha pubblicato il romanzo L'ellisse di fuoco (Premio Pisa 1980), i racconti Storie contro storie e molti libri per ragazzi, tra cui La Casa Asac, Animali Fenomenali, L'isola dei libri parlanti e altre fiabe tradotte in varie lingue. Attualmente dirige la rivista di libri rari "Wuz" e insegna "Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa" all'Università Orientale di Napoli.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


21 giugno 2002