LA GUERRA

Nicole Janigro
La guerra moderna come malattia della civiltà

"La distruttività, nelle sue diverse forme e variazioni, ha occupato un ruolo centrale nella psicanalisi e nella psicologia analitica. La psicanalisi sembra essersi accostata alla distruttività attraverso il concetto di 'impulsi aggressivi', pulsioni o istinti, mentre la psicologia analitica sembra avere posto l'accento sul concetto di 'ombra' e sul 'problema del male' nell'approccio allo stesso tema."

Renos K. Papadopoulos


Piccolo ma estremamente intenso nel contenuto, questo libro di Nicole Janigro è ricchissimo di spunti di riflessione molto interessanti e dovrebbe essere suggerito dai docenti, specie nell'ultimo anno della scuole superiori, come testo di approfondimento. Il tema della guerra è tra i più sentiti in questo momento, ma ha caratterizzato tutto il secolo scorso, segnandolo con atrocità che non avevano ancora avuto precedenti di tale vastità e gravità. Il lavoro di Nicole Janigro è stato quello di raccogliere testi fondamentali di pensatori del Novecento che analizzassero il concetto di guerra, la sua evoluzione, e come questa possa essere considerata una patologia personale e collettiva. Inserendoli in un discorso logico e introducendoli con un approfondimento di carattere generale intitolato Anatomia delle nuove guerre, l'autrice ha scelto di individuare alcuni momenti di riflessione centrati sulla psicoanalisi, con la riproduzione di testi fondamentali per ripercorrere l'evoluzione storica di questa disciplina. Il primo è Noi e la morte di Sigmund Freud, un discorso tenuto nel 1915, in piena guerra mondiale, in cui il padre della psicoanalisi ripercorre brevemente l'evoluzione del concetto di morte e del pensiero di morte in parallelo con lo sviluppo della civiltà. Il passo successivo è di Jung con Psicologia e problemi nazionali, conferenza datata 1936, in cui lo psicoanalista individua alcuni temi della psicologia collettiva di una nazione: "La psicologia delle masse è sempre inferiore a quella dell'individuo, perfino quando si affrontino le imprese più idealistiche. La totalità di una nazione non reagisce mai come un normale individuo moderno, ma sempre come un gruppo primitivo" e questo concetto individua i problemi di una nazione intesa come il maggior gruppo organizzato esistente: "un mostro goffo, stupido e amorale". Quello successivo è un interessantissimo saggio di Fromm che verte su L'aggressione maligna: la necrofilia, e che accentra l'attenzione su alcuni personaggi storici centrali del Novecento come Hitler, Stalin ma anche, parzialmente, Churchill in cui identifica elementi distintivi del carattere necrofilo. Seguono i testi di Franco Fornari Il fenomeno guerra; Irenaus Eibl-Eibesfeldt Guerra, indottrinamento dell'uomo e selezione di gruppo; René Girard Gli tereotipi della persecuzione, Akbar S. Ahmed Pulizia etnica: una metafora per la nostra epoca?; Ivan Colovic Il guerriero e Renos K. Papadopoulos Distruttività, atrocità e cura: riflessioni cliniche ed epistemologiche.

La guerra moderna come malattia della civiltà di Nicole Janigro
313 pag., Euro 13.50 - Edizioni Bruno Mondadori (Testi e pretesti)
ISBN 88-424-9787-8

Le prime righe

Anatomia delle nuove guerre
di Nicole Janigro

La riscoperta della guerra. La seduzione medioevale

Avevamo sognato tutto molto diverso con i
nostri libri, dietro il muro del nostro giardino
fra i mirti e gli oleandri.

Georg Büchner, Leonce e Lena

Anche il démineur più esperto non riesce a separarli: il nemico serbo gliel'ha ficcata sotto la schiena; il combattente bosniaco in abiti civili e la sua mina rimarranno uniti fino all'immagine finale di No Man's Land che sfuma verso il cielo, e lascia sul terreno il corpo e l'anima di ogni guerra. Di quelle vecchie e di quelle "nuove", contemporanee, che si possono seguire in televisione in tempo quasi reale. Intanto la guerra ha compiuto la sua parabola: dallo schermo, dove durante i decenni della guerra fredda era stata relegata, eccola di nuovo al centro della scena internazionale. E anche al cinema cambia il modo di rappresentarla.
Eppure l'"indimenticabile '89"aveva convinto settori non indifferenti dell'opinione pubblica mondiale che la fine della guerra fredda inaugurasse pacifiche sorti progressive per l'intero pianeta. Già pochi mesi dopo, con la guerra del Golfo, l'evento bellico riappare. In una guerra pirotecnica e lontana, il cui ricordo è legato ai tracciati luminosi che disegnano solchi sopra Baghdad. Le guerre balcaniche, un work in progress lungo quasi dieci anni, diventano il leitmotiv della situazione internazionale degli anni novanta del lungobreve XX secolo. Riportano la guerra in Europa, gli allarmi aerei si rimettono in azione per la prima volta dal secondo conflitto mondiale, i corpi scheletrici dei detenuti prigionieri risvegliano le immagini dei campi di concentramento.

© 2002 Paravia Bruno Mondadori edizioni


L'autore

Nicole Janigro, giornalista e traduttrice, è autrice di L'esplosioni delle nazioni (1999). Ha curato il Dizionario di un paese che scompare. Narrativa dalla ex Jugoslavia (1994), l'antologia Accadde a Sarajevo (1996), Vivere altrimenti (1997) e l'antologia narrativa Non troppo uguali. Storie di identità e differenze (con R. Cacciatori, 1999).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


21 giugno 2002