NARRATIVA STRANIERA

Elizabeth von Arnim
Mr Skeffington

"Stava forse suggerendo che lei avesse il viso pesto? Lei, Fanny Skeffington, per anni forse la più bella donna ovunque andasse, e per cinque gloriosi anni la più bella in assoluto? Lei? Quando i volti dei passanti si accendevano al suo passaggio? Lei, la nobile, deliziosa, piccola Fanny, come il povero Jim Conderley soleva recitare mentre la guardava con occhi adoranti e pensava nuove citazioni? Nessuno avrebbe declamato poesie davanti a un viso pesto."

Una scrittura piena di brio e di leggerezza per raccontare una figura femminile altrettanto leggera e briosa.
Il romanzo si apre con Fanny cinquantenne dominata quasi improvvisamente da un pensiero che da moltissimi anni non le occupava più la testa: quello dell'ex marito. Viene ripercorsa la sua storia coniugale, densa di tradimenti compiuti da un innamorato Mr Skeffington ai danni della bella moglie che al settimo caso di inganno si separa e chiede il divorzio. Tutto ciò avviene senza nessuna sofferenza, anzi con un certo divertimento: così, dopo anni è con tenerezza che la ex moglie ripensa all'ex marito. Il vero motivo che fa riaffiorare i ricordi è la sensazione della fine della giovinezza e, con questa, dello spegnersi della bellezza grazie alla quale Fanny sentiva di possedere un enorme potere. Gli uomini che l'avevano amata dopo il divorzio, per varie combinazioni, torneranno ad avere un contatto con lei, nessuno però sarà disposto a mettersi in gioco o a rinunciare alla serena vita che nel tempo si è costruito. Queste continue frustrazioni però le danno anche la consapevolezza di dover cambiare la propria prospettiva: ormai era indispensabile conquistare autonomia dal proprio fascino (dato che questo era svanito), reggersi da sola e non cercare sostegno in nessun uomo. Così anche davanti alle inaspettate profferte d'amore di un innamorato del passato sa ritrarsi, un po' divertita, molto ironica, ma alla fine anche con un po' di amarezza.
Il romanzo si chiude con un evento, il lieto fine che il lettore forse attende e che rivela l'aspetto più umano e generoso di Fanny.
Elizabeth von Arnim, scrittrice di grande e raffinata intelligenza sa, in questo romanzo, proporci, oltre alla protagonista, anche una serie di ritratti maschili tracciati con notevole sensibilità e acutezza psicologica.

Mr Skeffington di Elizabeth von Arnim
Traduzione di Simona Garavelli
287 pag., Euro 17.00 - Edizioni Bollati Boringhieri (Varianti)
ISBN 88-339-1368-6

Le prime righe

I.

Fanny, che molto tempo prima aveva sposato un certo Mr Skeffington, da cui aveva divorziato per ragioni che considerava assolutamente fondamentali, benché non avesse pensato a lui nemmeno una volta per anni, iniziò con sua grande sorpresa a pensarlo in continuazione. Se chiudeva gli occhi a colazione lo rivedeva oltre il vassoio del pesce e ormai, pur non chiudendo affatto gli occhi, lo rivedeva praticamente oltre qualsiasi oggetto.
Ciò che in particolare la disturbava era il fatto che non vi fosse alcun vassoio di pesce. Soltanto durante il piuttosto breve regno di Mr Skeffington quale marito vi era stato del pesce per colazione; essendo egli un uomo attaccato alle tradizioni, al quale piaceva vedere ancora sulla tavola ciò che aveva sempre visto in gioventù. Con la sua scomparsa sparì anche il piatto di portata del pesce; non perché l'avesse portato con sé - era troppo infelice per pensare alle suppellettili - ma per il fatto che la colazione di Fanny, dal giorno della partenza del marito, consisteva in mezzo pompelmo.
Naturalmente era in buona misura preoccupata per il fatto di rivedere sia lui che il piatto in maniera tanto nitida, ben sapendo che né lui né il piatto fossero presenti. A tale proposito si era quasi decisa a consultare un dottore ma, non essendo particolarmente ben disposta alle visite dei medici, pensò di aspettare un po'.

© 2002 Bollati Boringhieri edizioni


L'autrice

Elizabeth von Arnim (Mary Annette Beauchamp) nasce a Sydney, in Australia, nel 1866, ma trascorre l'infanzia in Inghilterra. Nel 1890 sposa il conte Henning August von Arnim-Schlagenthin e si trasferisce con lui a Berlino. Quando nel 1908 il conte è costretto a vendere la tenuta per debiti, la famiglia si trasferisce a Londra. Dopo la morte del marito sposa Francis Russell, ma il matrimonio fallisce dopo appena un anno. Conduce da allora una vita errabonda e muore nel 1941 negli Stati Uniti. Venne descritta da Wells come "la donna più intelligente della sua epoca".


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


21 giugno 2002