foto Effigie



Marcello Veneziani

Saggista e giornalista di primo piano nel panorama culturale italiano, Marcello Veneziani è particolarmente attento alle questioni politiche con uno sguardo da destra capace di osservare con rigore la realtà nazionale. Naturalmente gli abbiamo domandato qualche suggerimento per letture di qualità in questo ambito, ma anche qualcosa di più personale.

Quali sono i libri che l'hanno formata nell'adolescenza, sia tra i titoli di narrativa che di saggistica?

Ho sempre oscillato tra libri classici e libri di attualità, anzi ho sempre cercato di seguire la regola dell'alternanza. Cioè ad ogni libro classico doveva corrispondere un libro legato all'attualità. I libri che mi hanno formato sono soprattutto l'opera completa di Platone con particolare riferimento al Fedone e alla La Repubblica, e Così parlò Zarathustra di Nietzsche. Poi alcuni testi di Prezzolini come Dio è un rischio e altri di natura non politica ma potrei dire più esistenziale, e altri di Jünger e Simon Weil che ritengo siano stati miei autori di formazione. Diciamo che nel campo della narrativa non ho libri particolarmente importanti, chiaramente alcuni mi hanno segnato, però rispetto ai saggi sicuramente questi ultimi hanno avuto la prevalenza.

E tuttora lei legge saggi?

In prevalenza saggi. E se leggo opere di narrativa, romanzi, preferisco andare nel campo dei classici. Non leggo quasi mai narrativa contemporanea.

Regala libri?

Sì. Regalo libri. Non regalo libri miei perché ho una gelosia nei confronti dei libri al limite del patologico. Regalo sempre libri che prendo in libreria e non passano da casa. Se dovessero passare da casa li tratterrei comunque... Sono libri di cui io rappresento soltanto il tramite, come un medium frettoloso.

Ricorda un saggio che le sia piaciuto tanto da regalarlo a qualcuno?

Sì, ma non sono tantissimi... Quando sono invitato a cena da amici, comunque, invece di banalissimi fiori o cioccolatini preferisco portare libri.

Quali sono gli ultimi saggi usciti che consiglierebbe per comprendere la situazione politica italiana?

Sulla situazione del presente non avrei dei saggi in modo particolare da indicare. Ci sono alcuni bei libri che sono usciti, per esempio quello di Luca Ricolfi su La frattura etica, un libro Comunitari e liberal di autori vari che ha curato Andrea Villani, e alcuni saggi politici come Tornare al futuro di Giuliano Amato: mi sembra un buon libro, anche se ovviamente presenta tesi che non condivido quasi per niente, ma credo imposti molto bene il tema della politica presente.

Sulla formazione politica quale testo imprenscindibile indicherebbe ad un ragazzo.

Non riuscirei a condensare in un unico testo. Dovrei comunque tentare un percorso con più autori. Sicuramente autori come Pareto, Mosca e Michels, oltre a Machiavelli. Autori, insomma, che in qualche modo rappresentano anche nel nostro tempo un po' la classicità della politica. Questi credo siano i percorsi fondamentali. Poi se ne possono aggiungere altri, per esempio quello di Gustav Le Bon legato alla psicologia politica che mi sembra un testo molto importante. È necessario un percorso plurimo, non legato a un solo libro. Non credo che esista il libro dei libri in politica salvo forse Il principe di Machiavelli.

Di Giulia Mozzato


7 giugno 2002