VIAGGI

Guido Guidi Guerrera
A spasso con Papa Hemingway

"Hemingway era un esteta nato e se da un lato asseriva di non avere alcuna sensibilità per la musica, tradiva d'altra parte il suo universo armonico attraverso lo scritto che diventava spartito."

Un viaggio del tutto particolare è quello che ci invita a fare questo autore: i luoghi servono fondamentalmente per meglio capire e conoscere uno scrittore, Hemingway, la sua personalità e la sua opera.
La grande passione che traspare da ogni pagina del libro fa sì che si riesca a respirare l'aria dei luoghi caldi e assolati della Spagna, si penetri nelle atmosfere "finte e sfarzose" del Ritz di Parigi, si passeggi sul mitico lungomare, il Malecon, dell'Avana abbandonandoci al fascino di quel mare che è, come dice Guidi Guerrera, Cuba stessa. Ma non solo dai luoghi che il grande scrittore americano ha frequentato si può ridare vita alla sua voce, ma, e forse soprattutto, dalle parole di chi lo ha conosciuto e lo ricorda ancora o dalla fama che ha lasciato dietro di sé e che lo rende familiare anche alle nuove generazioni, ad esempio, di cubani per i quali è, ancora oggi, come un vecchio amico originale e generoso.
Il libro assolve però anche alla sua funzione di guida, anche se decisamente particolare, dando informazioni dettagliate ad esempio sui cibi o le bevande locali che Hemingway apprezzava e che l'autore non sembra certo disdegnare.
Tutto ciò poi è coronato da frequenti citazioni tratte dai romanzi o dai racconti di Papa che fungono da commento o da corollario al testo, integrando con suggestioni o emozioni la descrizione.

A spasso con Papa Hemingway di Guido Guidi Guerrera
224 pag., 15.50 Euro - Edizioni Todaro (I girasoli 5)
ISBN 88-86981-40-6

Le prime righe

Introduzione

"Scrivere un libro è un'avventura pericolosa, un safari rischioso", usava dire spesso Hemingway.
Una cosa è certa: quando finisco di scrivere un libro, c'è curiosamente una parte di me che lo vorrebbe diverso o forse mai scritto.
"A spasso con Papa Hemingway" è nato come divertimento leggero, quasi che l'idea stessa del viaggio potesse essere sinonimo di spensieratezza con in aggiunta la prerogativa di aprire spazi sconfinati alla libertà senza alcuna conseguenza. La verità è che mentre gustavo questa specie di ebbrezza e mi permettevo di non misurarne più i limiti, andava delineandosi il peso di una responsabilità pari al soggetto della mia indagine.
Accorgersi di questo a opera compiuta può significare per lo meno due cose: che speri con tutto te stesso di aver fatto bene il tuo lavoro e temi al contempo di non essere riuscito fino in fondo.
Hemingway non merita di essere trattato come uno stereotipo, anche se troppo spesso ciò che ruota attorno alla sua immagine è solo la cristallizzazione di luoghi comuni o il fotogramma sempre uguale e statico di una vita che tale non è mai stata, nemmeno per un attimo.

© 2002 Todaro edizioni


L'autore

Guido Guidi Guerrera è giornalista e scrittore. Collabora da molti anni con La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno nelle pagine dedicate alla cultura, allo spettacolo e al costume. Ha già pubblicato 11 libri tra saggi e narrativa. Fra i suoi libri citiamo Galateo diabolico di piaceri divini.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


14 giugno 2002