NARRATIVA ITALIANA

Alessandro Golinelli


"Siete troppo innamorato del vostro cervello, amico mio, non lo dividete mai dal cuore. Lou si sollevò la gonna per imboccare la salita che, ripida, aggirava una roccia tra due alberi. Fece un passo ma scivolò indietro trascinata dal suo peso e d'istinto porse il braccio a Nietzsche che già le offriva il suo."

Il curioso titolo, 6º, di questo romanzo dichiara semplicemente che questa è la sesta opera di Golinelli, ma probabilmente per l'autore anche un punto d'arrivo di una ricerca stilistica e intellettuale. In effetti molte sono le particolarità e le differenze tra questo e i romanzi precedenti che pure hanno sempre visto un ruolo importante della lingua e dello stile. La prima curiosità che colpisce è la compresenza di figure puramente inventate e perfettamente inserite nell'attualità e di personaggi della storia del pensiero (Nietzsche) o addirittura di protagonisti di romanzi della grande tradizione narrativa russa. Filo conduttore di tutto questo intrecciarsi di vicende e di figure è un uomo Leone Ardemagni, inserito nella più attuale delle realtà economiche: una televisione satellitare. La particolarità di questa emittente è il suo palinsesto: di notte film porno e di giorno trasmissioni culturali, chiaramente la notte procura il denaro che permette poi di dare spazio all'intelligenza che, come si sa non porta molti soldi. Ma le contraddizioni del personaggio non finiscono qui, l'euforia per il successo lo porta a comportamenti aggressivi (nella vita sessuale al sadismo) che finiscono però con lo scontrarsi con le diverse realtà del suo gruppo di amici. E saranno proprio le singole tragedie, grandi o piccole, di chi lo circonda, le scelte di vita autodistruttive o la malattia che colpisce all'improvviso, a frenare questa corsa e a porre le domande cui non è facile rispondere sul perché del destino proprio o altrui, sul caso che interviene a sconvolgere ogni tipo di ordine e ogni vita. Le nascite e le morti che chiudono il romanzo vogliono forse indicare una continuità dentro al caos, il caos che è dentro di noi e che in fondo ci fa vivere.
Un romanzo maturo questo di Golinelli, di chi invita se stesso e i lettori, in fondo una intera generazione, a fermarsi un momento e a riflettere.

6º di Alessandro Golinelli
186 pag., Euro 14.00 - Edizioni il Saggiatore (Scritture 114)
ISBN 88-428-0915-2

Le prime righe

Delinquenti

Scavalcando il tombino di ghisa sotto l'alto muraglione del convento dei frati, Leone Ardemagni riconobbe la pelliccia grigia con le punte rinsecchite di un ratto schiacciato sull'angolo della grata. Subito, dalle piante dei piedi - il punto del suo corpo più vicino a topo morto - gli salì rapidamente un formicolio che lo ghiacciò all'altezza dei genitali, riempì di acido e di quelli che sembravano gas gelati lo stomaco, gli tolse il respiro raggiungendo i polmoni, gli percorse lo stomaco, gli tolse il respiro raggiungendo i polmoni, gli percorse il collo, strisciò lungo l'attaccatura delle orecchie, lo strinse alla testa e gli irrigidì il cuoio capelluto. Si attenuò solo quando Leone smise di sbarrare gli occhi, invece di posare il piede a terra, lo usò per darsi una spinta contro il muro e allontanarsi di lato.
Leone attraversò la strada di corsa. Sparito il formicolio, capì che era terrorizzato e, prima di riprendere a salire verso la chiesa in mattoncini rossi, rimase sul ciglio opposto della strada per alcuni minuti, seduto sui talloni, al riparo di un abete, con la città dell'infanzia alle spalle. Osò più volte guardare verso i resti del topo, troppa la curiosità, ma appena alzava la testa rispuntava il formicolio, meno sgradevole, ma sufficiente a immobilizzarlo di nuovo. Aveva otto anni.

© 2002 il Saggiatore edizioni


L'autore

Alessandro Golinelli è nato a Pisa nel 1963. Vive e lavora a Milano. Ha pubblicato i romanzi Kurt sta facendo la farfalla (1995), Angeli (1996), La felicità della signora (1997), Come ombre (1999) e Basta che paghino (1992, 2000).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


14 giugno 2002