CINEMA

Michel de Certeau
La lanterna del diavolo

"Innanzitutto è ceto che noi proviamo tanto più il bisogno di fare ritorno all'immaginario quanto più ci troviamo infarciti di scienza. Angosce e desideri senza un linguaggio danno vita a un rinnovato gusto del fantastico, dell'occultismo."

Il piccolo volume delle edizioni Medusa raccoglie gli scritti di Michel de Certeau che trattano il tema della possessione diabolica. Lo scrittore, morto nel 1986, è un gesuita che, pur essendo uno tra i più autorevoli studiosi della mistica seicentesca, si è anche occupato, con passione e competenza di fenomeni culturali contemporanei, e tra questi, logicamente, anche della produzione cinematografica.
Dopo una prima parte strutturata come un'intervista sul satanismo, il libro prosegue con l'analisi di tre film particolarmente significativi sul tema e precisamente I Diavoli di Ken Russell, Il Diavolo probabilmente di Bresson e L'esorcista di Boorman. Segue poi un breve saggio su La possessione nell'Occidente moderno.
Il testo si conclude con una interessante e illuminante postfazione di Giuseppe Genna che ben inquadra la personalità di de Certeau e mette in rilievo la laicità di questo gesuita nell'affrontare una tematica che tanto peso ha in ambito teologico.
Se il recente grande successo di pubblico della versione restaurata de L'esorcista mostra quanto, anche nelle giovani generazioni, la fascinazione della figura del diavolo sia viva, l'analisi di Michel de Certeau aggiunge qualcosa al dato sociologico, approfondendo l'aspetto psicologico e inconscio di questa fatale attrazione che ha nel cinema il suo specchio catartico, ma che ha avuto nella cronaca di questi ultimi anni un drammatico riscontro.

La lanterna del diavolo di Michel de Certeau
Traduzione di: Maria Elisabetta Craveri
59 pag., Euro 6.5 - Edizioni Medusa (Le alpi 4)
ISBN 88-88130-33-0

Le prime righe

L'alterità diabolica

MICHEL DE CERTEAU: Forse bisogna iniziare ampliando i confini dell'argomento. Intendo dire che la possessione diabolica, per come la presenta, per esempio, il film L'esorcista, non è che una manifestazioni, forse la più eccessiva, di un insieme più vasto, il "satanismo", che include anche alcune forme di magia, la stregoneria eccetera.
Questi fenomeni esistono da tempi immemorabili; ma ad essi si attribuisce un significato molto diverso a seconda delle tradizioni e delle culture, in particolare quelle religiose. È evidente, per esempio, che i fenomeni "satanici" compaiono, o ricompaiono, là dove esiste o sussiste un fondo culturale impregnato di religiosità. Questo fondo culturale indirizza la percezione stessa di ciò che chiamiamo "demonismo". Così, in alcune civiltà (pagane antiche, greco-latine, indiane eccetera) si ritiene che siano gli "spiriti" a dare origine ai casi di possessione: la presenza di numerosi "demoni" alla base dell'ossessione diabolica si riscontra in culture religiose molto diverse da quella cristiana. In questa il dogma, fortemente ancorato sull'unicità di Dio, si sforza di difendere la posizione privilegiata di Dio e attribuisce a un unico Avversario tutto ciò che non è conforme all'idea che si professa della Sua bontà. Ne segue una dicotomia che non si ritrova nelle epoche antiche o presso altre civiltà.

© 2002 Medusa edizioni


L'autore

Michel de Certeau (1925-1986) gesuita, è stato un nome di punta della storiografia francese contemporanea. Studioso della mistica settecentesca, i suoi saggi più importanti sono stati riuniti nel volume Fabula mistica (Bologna 1987). Studioso dei fenomeni culturali contemporanei, si è occupato da vicino anche della "possessione" pubblicando Le Correspondance de J.-J. Surin (1966), La Possession de Loudun (1970). Trai suoi saggi storiografici più importanti si segnalano: Politica e mistica (Milano, 1975), La scrittura della storia (Roma, 1977).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


7 giugno 2002