CINEMA

Giovanni Grignaffini
La scena madre

Star, pin-up e diva-teatrale sono separate in modo tangibile dalla differenza di funzionamento del medium che le produce e attraverso cui si offrono allo sguardo del pubblico. Un medium che produce "differenza" sulla loro stessa consistenza.

Un ampio saggio sul cinema che affronta alcune tematiche cosiddette minori, cioè non dibattute in modo approfondito nei vari ambiti (da quello sociologico a quello semiotico) di studio e indagine di questa relativamente recente forma d'arte. Il testo si struttura in cinque parti che trattano i vari e possibili punti di osservazione della materia. Nella prima parte vengono presi in considerazione alcuni aspetti del linguaggio cinematografico e dati interessanti suggerimenti sul ruolo dello spettatore che viene considerato parte integrante dello spettacolo stesso. Un secondo tema è quello che il titolo del capitolo suggerisce La riproduzione nell'epoca dell'opera d'arte, titolo che evoca esplicitamente il fondamentale testo di Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica e che approfondisce l'aspetto estetico, quello dei generi e l'apertura "ai territori dell'arte e dello stilismo".
Segue una parte sul fenomeno del divismo, analizzato da un punto di vista storico, in cui si propone al lettore un'indagine su alcune figure esemplari che hanno visto la totale contaminazione tra vita reale e personaggio.
In Paesaggi italiani l'autrice, osservando la produzione cinematografica italiana tra gli anni Venti e Cinquanta, osserva il ruolo che ebbe in quel periodo la rappresentazione della figura femminile soprattutto nella sua funzione materna. Tale tematica viene poi ripresa nell'ultima parte del saggio (che ha un titolo analogo a quello del volume, Scene madri) in cui attraverso quattro testi rielaborati dall'autrice per questo volume ma già apparsi in varie riviste specializzate, si osservano figure femminili nel loro rapporto con la maternità, il proprio corpo e la propria dimensione di donna (Marie di Un affare di donne di Chabrol, la donna senza nome di Lettera da una sconosciuta di Ophuls, Costanza o Caterina di La luna di Bertolucci). Il Regalo di Natale con cui si chiude il libro evoca 2001 Odissea nello spazio, e chiude poeticamente questo saggio complesso, ma assolutamente accessibile, fonte di stimoli per chi ami guardare con qualche consapevolezza in più un film o uno spettacolo in generale.

La scena madre di Giovanni Grignaffini
336 pag., Euro 20.00 - Edizioni Bononia University Press (Biblioteca)
ISBN 88-7395-002-7

Le prime righe

Cinema, film, spettatori

Frammenti di una distanza amorosa
Note su cinema e fotografia

Se prendiamo alla lettera alcune dichiarazioni contenute sul libro di Roland Barthes, La camera chiara, ci troviamo di fronte a una contrapposizione forte, a una radicale discontinuità tra cinema e fotografia.
Tale discontinuità riguarda tutti gli aspetti e le prospettive a partire dai quali si possono osservare i rapporti tra cinema e fotografia: in particolare il tipo di visione (visione sognante versus visione ecmesica; illusione versus allucinazione), le forme di produzione e consumo (pratica estetica versus pratica sociale; spazio pubblico versus spazio privato). E l'elenco delle differenze inconciliabili tra cinema e fotografia potrebbe continuare, fino a portare Barthes ad individuare proprio nel cinema (il cinema narrativo di finzione) uno dei principali responsabili di quel generale processo di "addomesticamento" attraverso cui è condannato e azzittito il noema e lo scandalo della fotografia: il suo richiamo all'intrattabile realtà.
In questo senso anche un saggio come Uscendo dal cinema, nella sua definizione del dispositivo cinematografico e del processo di visione da esso instaurato, porta ulteriori elementi alla tesi della discontinuità radicale. Per Barthes infatti si presenta del tutto specifico e singolare - irriducibile a quella percezione di un esserci stato, che caratterizza la spectatio della fotografia - il rapporto che si istituisce tra spettatore e schermo.

© 2002 Bononia University Press edizioni


L'autrice

Giovanna Grignaffini è docente di Filmologia presso il DAMS dell'Università di Bologna.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


7 giugno 2002