NARRATIVA ITALIANA

Piersandro Pallavicini
Madre nostra che sei nei cieli

"Confesserò, a quella grata, a quella voce senza volto, a quei sospiri che chiederanno pentimento e prometteranno perdono, confesserò ogni orribile errore."

Ha un inizio leggero Madre nostra che sei nei cieli. Il protagonista vive una vita "facile" tra vernissage e locali alla moda nella Milano più "di tendenza", può permettersi un bell'appartamento in città e svaghi costosi, come le prostitute orientali a domicilio: è benestante e superficiale quanto basta. Ma già nelle prime pagine, tra divertimenti e mondanità, leggiamo qualcosa di stonato nella vita di Mario Provera. Questo architetto di successo, poco più che trentenne, che scrive recensioni per passione sull'arte contemporanea, è solo e, in fondo, un po' si annoia. Cinico, disincantato, forse già sa di aver perso molto per strada. Invitato alla performance di una artista non particolarmente originale, viene colpito dalla realizzazione di una sorta di spettacolo che di scioccante, per uno come lui già abituato a scene di grande impatto, dovrebbe avere poco. L'artista si chiama Relata Rèfero ed è una bellissima ragazza che in questa sua performance si mostra nuda immersa in una bolla di vetro piena d'acqua blu che viene rotta in mille taglienti pezzi con i quali si procura ferite in tutto il corpo. Il rosso intenso del suo sangue lo spinge ad andarsene, ma l'immagine non lo abbandona. Relata Rèfero diviene per Mario una scelta, una volontà determinata: quella di stabilire con lei una relazione. Parallelamente si sta verificando un altro evento importante nella sua vita: la madre, una donna ossessiva e logorroica, è ricoverata all'ospedale Niguarda dove le viene diagnosticata una leucemia. Questi due momenti importanti, il rapporto con le due donne, stimoleranno in Mario la ricerca nel passato, il ricordo di eventi sopiti ma centrali della sua esistenza (che così "leggera", adesso lo sappiamo, non è mai stata), lasceranno spazio a sensi di colpa, altarini e preghiere e faranno cambiare per sempre la sua vita.

Madre nostra che sei nei cieli di Piersandro Pallavicini
246 pag., Euro 13.50 - Edizioni Feltrinelli (I Narratori)
ISBN 88-07-01615-X

Le prime righe

Prima parte

(TERRA)

Alle cinque di quel sabato d'ottobre, annoiato, ascoltavo in onde medie buona musica jazz e studiavo la cassettiera dell'armadio, pensando a quel che avrei fatto bene a indossare. Alle sei e trenta, alla galleria Durbini, nel quartiere di grido della nouveau-nouveau art milanese (nella zona tra Como e Farini), ci sarebbe stata un'"azione" di Relata Rèfero. Una femmina sui trentacinque, questa RR, e, secondo le parole dell'amico Giudici carissimo, "una gran bella figa". Che stava lasciando certa body art troppo legata al passato (innesti di polimeri plastici sottocutanei, con effetti di colore in trasparenza, sulla pelle), dirigendosi verso "nuove frontiere di esperienza performativa". Anche questo sosteneva l'amico Giudici, il caporedattore. Era lui che aveva ricevuto la segnalazione, lui che, di Relata Rèfero, conosceva un po' di carriera, di amici e di sostenitori. Mi avrebbe accompagnato volentieri, il Giancarlo Giudici, o così raccontava, ma doveva volare a Lisbona a chiudere, per il suo studio, il contratto con un hotel da riarredare tutto new italian design. E gli dispiaceva questo, sì. Gli spiaceva perché la RR, sosteneva sempre il Giudici - e lo sottolineava, insistendovi - era davvero una gran figa.

© 2002 Feltrinelli edizioni


L'autore

Piersandro Pallavicini è nato a Vigevano nel 1962. Lavora come ricercatore nel campo della chimica supramolecolare presso l'Università di Pavia. Dopo una lunga militanza nel campo delle riviste di musica underground e fumetto, intorno alla metà degli anni novanta ha cominciato a pubblicare narrativa nell'area delle nuove riviste letterarie. Nel 1999 ha esordito con il romanzo Il mostro di Vigevano. Nel 2002 ha pubblicato la raccolta di racconti Anime al Neon.

Intervista con l'autore a proposito della Rivista Fernandel


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


7 giugno 2002