SAGGI

Claudio Gargano
Ernesto e gli altri
L'omosessualità nella narrativa italiana del Novecento

"L'eroe omosessuale è l'antieroe per antonomasia, vive e si afferma nella contraddittorietà di un eros che è, al tempo stesso, utopia e condanna."

Gargano ha assunto un approccio sincronico, nella sua indagine sulla letteratura omosessuale italiana, per mostrare le più diverse forme che la narrativa gay ha assunto, quindi ha selezionato gli autori da analizzare in base a quella che definisce "classicità", cioè l'attenzione che la critica ha dedicato all'opera dello scrittore e all'elaborazione teorica che ha accompagnato la sua attività.
Vengono prese in considerazione opere che hanno coperto con una "maschera" la natura omosessuale dei rapporti descritti (particolarmente interessante è il capitolo dedicato all'eroe risorgimentale Luigi Settembrini); altre in cui un Complesso di Edipo irrisolto ha svolto una funzione determinante (come nell'Ernesto di Saba); o altre ancora in cui la rivelazione dell'omosessualità diventa una possibilità di chiarezza, di ordine, di un universo scomposto ma i sensi di colpa che ne derivano sono insostenibili (Fabrizio Lupo di Coccioli).
La suddivisione in capitoletti favorisce anche la lettura non continuativa: si può scegliere la tematica che maggiormente interessa al momento e vedere le riflessioni dell'autore su un'opera in particolare o su uno specifico scrittore, sia il grande Pasolini o il più giovane Golinelli, l'amaro Aldo Busi o il doloroso Tondelli.
Le conclusioni di Gargano offrono un'utile sintesi del volume e proprio in questa ritroviamo un unico filo conduttore che vede il travagliato percorso, fitto di sofferenza e paura, che gli autori omosessuali anche laddove vi sia il pieno orgoglio della propria identità, hanno comunque attraversato.

Ernesto e gli altri. L'omosessualità nella narrativa italiana del Novecento di Claudio Gargano
244 pag., Euro 14.00 - Editori Riuniti edizioni
ISBN 88-359-5180-1

Le prime righe

1. Il corpo omosessuale

Quasi un Prologo
Luigi Settembrini o della Maschera

Luigi Settembrini, Padre della Patria e dell'Italia Unita, Eroe del Risorgimento e della resistenza anti-austriaca, viene arrestato nel 1849, processato, condannato a morte e infine graziato con la commutazione della pena in carcere a vita da scontare nella prigione di Santo Stefano.
Durante i quasi dieci anni di reclusione, dal 1851 al 1859, "l'Ergastolano di Santo Stefano", secondo l'ironica definizione di Giorgio Manganelli, non solo traduce Luciano ma, tra il '58 e il '59, facendolo passare per una falsa "traduzione del greco" e attribuendolo a un autore inesistente (Aristeo di Megara), scrive quello che per Francesco Torraca costituisce l'"errore letterario del venerato Maestro, martire patriottico dei Borboni", cioè I Neoplatonici, più racconto lungo che romanzo breve, "una di quelle favole milesie, di cui i delicatissimi Elleni tanto si dilettavano". La favola, sfruttando l'alibi della traduzione ("Scrivendo io da me, mi guarderei bene da queste sozzure: traducendo, non posso fare altrimenti", confessa in una lettera alla "cara e diletta" moglie), non tarda a rivelarsi per ciò che realmente è: il libro omosessuale di un "disordinato uomo d'ordine", di "un mostro" per il quale, insinua ancora Manganelli, quegli anni terribili "furono la selva che egli dovè percorrere e nella quale, forse, si riconobbe".

© 2002 Editori Riuniti edizioni


L'autore

Claudio Gargano ha pubblicato tre racconti di poesie: I nuovi ozii della posta (1994), Lettere semiserie (1997) e Una ferita d'orrido coltello (2001).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 maggio 2002