AL FEMMINILE

Clara Sereni
Passami il sale

"Dire che a casa la mia famiglia mi aspetta servirebbe soltanto a indebolire la mia posizione politica, già non facile: questo l'ho imparato subito, si può accampare un appuntamento con il ministro o con il vescovo ma non quello con il proprio marito."

La preparazione del cibo scandisce l'intero volume, che è la storia di una donna, impegnata nel difficilissimo compito di conciliare ruoli impegnativi e di grande responsabilità: quello di figura pubblica che riveste un incarico istituzionale, quello di madre di un figlio con delle difficoltà e quello di moglie di un uomo che ama ma a cui non può dedicare molto di sé e del suo tempo. Clara Sereni, che già nel suo Taccuino di un'ultimista aveva raccontato tanto della sua vita, attraverso articoli o lettere che aveva raccolto in quel volume, in questo ultimo racconto/resoconto parla di sé direttamente: mette a nudo le difficoltà quotidiane, le conquiste, e le ansie di una persona che cerca in tutti di modi di non frantumare la sua persona ma, nelle diverse attività, cerca di mantenere un'unità interiore senza però mai sovrapporre ruoli. L'elemento che più colpisce è proprio questo: l'intensità emotiva con cui riesce a vivere ogni ruolo che gli altri (in politica) o la vita (nel suo privato) le hanno assegnato. Certamente essere madre di un ragazzo con un handicap è estremamente impegnativo, ma se a ciò si aggiunge una funzione pubblica impegnativa come l'essere vicesindaco e la scelta di non delegare ad altri né l'educazione, né la quotidianità della vita domestica si può vedere quanto brevi siano le ore di un giorno e quanto estenuante possa essere la vita. Ma il libro è tutt'altro che un insieme di lamentele, anzi vi è una serenità di fondo (da non confondere con l'orgoglio) davvero straordinaria.
La preparazione del cibo condivisa con il figlio Tommaso rappresenta, anche simbolicamente, il momento di maggior "normalità" della sua vita, ore che vengono dedicate a una famiglia che ama, parentesi di creatività (bellissimi i passaggi in cui la Sereni dichiara di aver inventato ricette che potessero assorbire gli acquisti alimentari un po' illogici del figlio) che hanno come scopo la felicità di quel ragazzo così difficile.
Fa parte ormai della tradizione letteraria vedere nella preparazione del cibo molto di più di una semplice attività domestica e in questo libro ne emerge infatti tutta la valenza affettiva e culturale.
Questo è il diario di una donna forte, onesta, limpida che è riuscita, con un'enorme fatica, a rimanere intera pur nella molteplicità degli impegni.

Passami il sale di Clara Sereni
265 pag., Euro 16.00 - Edizioni Rizzoli (La Scala)
ISBN 88-17-86990-2

Le prime righe

Mi hanno dato da mangiare tre volte.
La prima è durante un congresso del Partito.
Dopo mezzanotte, quando tutto sembra stia per finire vengono al pettine i nodi, e capisco che non me la caverò presto. Ho già saltato il pranzo per una riunione della commissione di garanzia, la cena che aveva sperato si allontana indefinitamente. Giovanni è a casa, inchiodato da Tommaso e dalle sue necessità: gli telefono, non è contento, non può aiutarmi in alcun modo. L'aula del congresso lontana da tutto, irraggiungibile un bar anche misero, e la responsabilità che ho o che mi sento mi proibisce ogni assenza. Ho i crampi allo stomaco, e una sola soluzione possibile: lui, che stranamente si è tenuto lontano, fuori.
Nel cellulare che gracchia per le interferenze protesta, sbadiglia rumorosamente, dice che una più furba ci avrebbe pensato prima.
"Non sono furba" ammetto: promette quel che riuscirà a trovare in casa.
Un quarto d'ora dopo, appare.
Entra dal fondo districandosi nella tenda di velluto del teatro, e per un attimo sembra ammantarsene. Abbandonando lo strascico color carminio prende ad avanzare nella corsia che divide a metà la platea sporca e litigiosa.

© 2002 RCS edizioni


L'autrice

Clara Sereni è nata a Roma nel 1946 e vive a Perugia. Ha pubblicato Sigma Epsilon (1974), Casalinghitudine (1987), Manicomio primavera (1989), Il gioco dei regni (1993), Eppure (1995), e ha partecipato ai volumi collettivi Mi riguarda (1994) e Sai può! (1996). Ha raccolto alcuni dei suoi interventi per quotidiani e convegni in Taccuino di un'ultimista (1998). Collabora inoltre, con editoriali e commenti, a "l'Unità".


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 maggio 2002