NARRATIVA STRANIERA

Ulf Peter Hallberg
Lo sguardo del flâneur

"La scrittura non coincide con la vita. Può avere un effetto sulla vita, lasciarla in pace o trasformarla; ma non si fonde con essa. Scrivere implica considerare tanto situazioni della vita di tutti i giorni quanto la condizione umana più in generale, e questo con lo scopo di permettere alla lingua di ritornare alla vita per cambiarla."

Chi è il flâneur descritto da Hallberg? Un nuovo vagabondo errante fra le metropoli dell'Europa e, in particolare, nelle strade della Berlino a cavallo tra la vecchia divisione e la nuova unità. È un personaggio affascinante che non naviga in mari in tempesta, né viaggia tra campagne gelide e nebbiose e neppure si aggira tra i ghiacci e le nevi di quei paesi nordici che ormai attraverso i romanzi Iperborea sono a noi tutti più vicini. È un europeo alla ricerca di sé, che trova rifugio "nell'ultimo baluardo della tradizione, la birreria". Come scrive Claudio Magris nella Prefazione: "La grande chirurgia plastica che cambia la faccia del mondo e liquida le macerie del passato toglie di mezzo anche lui, distrugge l'habitat in cui egli, animale randagio, può vivere". È uno scrittore il nostro flâneur di benjaminiane origini, sempre in viaggio nelle città europee alla ricerca di una risposta al senso del proprio lavoro. "Per Hallberg - scrive Massimo Ciaravolo nella Postfazione - la scrittura, anche quella di invenzione, si giustifica per il residuo di autentico vissuto che sa contenere e comunicare al lettore, rendendolo partecipe". L'autore svedese ha vissuto molto proprio in quella Berlino che qui descrive ed è testimone del passaggio epocale che la caduta del muro ha significato per questa città e per la Germania in generale. In questo senso diventa tramite tra la realtà descritta e il lettore, attraverso la presentazione di personaggi, citazioni e riferimenti anche dotti, e con l'uso delle immagini fotografiche, originale strumento di comunicazione espressiva non letteraria per un romanzo che di letterario ha invece moltissimo. A partire dagli scrittori che interagiscono con il protagonista: da Paul Auster a Yves Bonnefoy a Peter Estherázy, fino a un redivivo Walter Benjamin, che chiude il cerchio attorno al flâneur e al suo mondo in disfacimento.

Lo sguardo del flâneur di Ulf Peter Hallberg
Titolo originale: Flanörens blick
Prefazione di Claudio Magris
Traduzione di: Massimo Ciaravolo
317 pag, Euro 18.00 - Edizioni Iperborea
ISBN 88-7091-101-2

Le prime righe

LETTURA NOTTURNA

Il libro più amato nella mia infanzia era Il palloncino rosso, la storia illustrata di un bambino di Parigi, Pascal, e del suo più caro amico.
Ho ancora il ricordo fisico di come trattengo il fiato, e della fiducia che riempie il mio corpo di bambino quando leggo: "Se hai un amico, e quell'amico è un palloncino, di sicuro non se ne vola via." E poi la figura del magico palloncino rosso che Pascal ha trovato a un lampione che la sua mamma arrabbiata ha subito chiuso fuori dalla finestra - quel misterioso palloncino che rimane lì sospeso nell'aria e lo aspetta.
L'incantata lettura della buona notte con la sicura mano adulta come timone nel mondo del racconto, e più tardi la segreta lettura notturna con una piccola torcia elettrica sotto la coperta a capannuccia. Sempre con le immagini della storia di Pascal davanti agli occhi. Il vecchio che offre riparo al palloncino sotto il suo ombrellone. Il direttore della scuola che punisce Pascal rinchiudendolo a chiave perché il palloncino ha cercato di entrare in classe, e che poi viene perseguitato dal palloncino rendendosi ridicolo agli occhi di tutti. Il quadro che Pascal vede tornando da scuola, il ritratto della bambina con il cerchio, misteriosa premonizione.

© 2002 Iperborea editore


L'autore

Ulf Peter Hallberg, nato nel 1953 in Svezia e dal 1983 vive a Berlino. Sceneggiatore e registra teatrale, si dedica alla traduzione di Passagenwerk di Walter Benjamin, che gli varrà nel 1992 il Premio dell'Accademia di Svezia. Nel 1994 pubblica Bilder einer Einstellung con cui si aggiudica il Premio Kabarett. Nello stesso anno è proclamato Scrittore dell'Anno in Svezia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


24 maggio 2002