Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu delle Iene

Iene agguerritissime al fianco di Alessia Marcuzzi, un po' sceicchi arabi e un po' siculi gelosi, i due comici svelano il loro lato "bibliofilo" in questa intervista a due voci...

Abitudini di lettura: tempi, modalità e posizioni...

Luca. Leggo comodo, sempre. Il massimo è la vasca da bagno o il letto (meglio la vasca).
Paolo. Mi piace leggere di notte, prima di spegnere la luce. Forse ho maturato la convinzione, (non si sa da dove) che ciò che incamero prima di riposarmi mi rimanga impresso meglio. Di notte c'è comunque molto più silenzio. Adoro leggere con musica in sottofondo, anzi, posso dire che senza l'accompagnamento dei CD ho qualche difficoltà di concentrazione.

Il libro che state leggendo ora... e quello che vi proponete di leggere non appena questo è concluso...

Luca. Sto leggendo Il vangelo di Giuda di Simon Mawer (mpfh...così così), non so cosa ci sarà dopo...
Paolo. Attualmente i miei problemi di concentrazione stanno diventando insormontabili, tanto che, per il momento, ho alzato bandiera bianca. Non ci riesco. Ho comprato una decina di libri, ultimamente, ma sono rimasti intonsi. L'ultimo libro che ho letto, comunque, si intitola Money di Martin Amis. I libri che decido di leggere vengono scelti a caso, rimango colpito dalla copertina, o più spesso da ciò che c'è scritto sulla quarta di copertina. Le letture rimaste indimenticabili le ho scelte così. Prossimamente mi prefiggo di leggere quella mezza tonnellata di libri ancora intonsa.

C'è un genere che amate particolarmente?

Luca. Leggo romanzi di qualsiasi tipo e mi piacciono molto i saggi sull'Italia degli anni Settanta-Ottanta.
Paolo. Non direi di preferire un genere a un altro (anche se proprio non digerisco la fantascienza), credo che un buon libro sia un buon libro. Essendo una persona "eccessiva" in tutti i vizi, anche nella lettura divento maniacale. Incappo, infatti, nell'errore di voler leggere tutti i libri di un autore che mi è piaciuto. Spesso con fortuna, come nel caso di Tibor Fischer, ogni tanto con delusione come nel caso di Patrick Süskind.
Adoro comunque il noir, in particolar modo Derek Raymond.

Ci sono libri che vi sono stati utili per la vostra professione? Che, per esempio, vi abbiano ispirato nella creazione di un personaggio?

Luca. Tutto è utile per scrivere, ma non c'è un libro da cui io abbia direttamente "rubato" qualcosa... o almeno non credo...
Paolo. È banale dirlo ma nulla è più fantasioso ed "ispirante" di ciò che ci circonda, o di chi possiamo incontrare per la strada. Credo che nessun libro tecnico possa insegnarci qualcosa di specifico, se non appunto la tecnica, come un libro di sceneggiatura (a proposito consiglio La sceneggiatura di Syd Field). Piuttosto ho imparato, o meglio mi sono emozionato, ascoltando le "poesie" di De André o i versi di Gaber.

Meglio gli autori italiani o quelli stranieri? E quali sono i vostri scrittori più amati?

Luca. Leggo più stranieri, e tra gli italiani cito Nori. Mentre l'autore straniero di cui ho letto tutto è Bret Easton Ellis.
Paolo. Bisognerebbe conoscere meglio gli autori italiani, ma il mercato pompa ancora le edizioni economiche di Montale piuttosto che uno scrittore giovane e sconosciuto. Siamo quindi portati a leggere l'autore americano che ha rivoluzionato il mercato invece che andare a cercare il piccolo scrittore stampato dalla piccola casa editrice. Forse siamo pigri... e io lo sono di sicuro. L'autore preferito, poi, è sempre l'ultimo che ho letto, ovviamente se mi è piaciuto.

L'ultimo libro regalato, e motivazione della scelta...

Luca. Sto regalando a tutti L'uomo che non poteva morire di Findley, perché credo sia uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Sicuramente ha cambiato qualcosina nel mio modo di pensare. Lo consiglio a tutti.
Paolo. L'ultimo libro che ho regalato è stato Betty di Georges Simenon. L'ho regalato a un mio amico con problemi di cuore. Nella dedica gli ho scritto: "Se non ti innamori della figura straordinaria di Betty allora il problema sei tu". Ho capito dalla sua faccia che lo aveva già letto... porca puttana!!

Quando le iene erano "piccole" quali erano le loro letture preferite?

Luca. Sono passati troppi anni... il primo libro che ho letto deve essere stato Quo vadis. Poi sono cresciuto a fumetti e Andrea Pazienza, per ritornare alla lettura con Pennac: da lì non ho più smesso...
Paolo. Credo che la prima parola che io abbia letto, forse all'età di due o tre anni, sia stata "TOPOLINO". Mio padre mi costringeva a leggere una parola, presa dal mitico fumetto, altrimenti non spegneva la luce. Mi ci sono appassionato. A quello e ai fumetti in genere, in particolar modo a Sturmtruppen. Frequentando la scuola Germanica mi sembrava un bel pensiero prenderli per i fondelli.

I libri che vorreste leggere e rileggere...

Luca. Tutti quelli che mi fanno ridere e/o piangere.
Paolo. Il maestro e Margherita di Bulgakov, La fata carabina di Pennac e American Psycho di Ellis.

Il libro che vorreste scrivere...

Luca. Non lo dico perché ci sto provando...
Paolo. Qualunque. Basterebbe farlo, sarebbe una bella prova di tenacia. Ci ho provato mille volte ma ho sempre lasciato tutto a metà (se non a un quarto). Il problema ha a che vedere con l'autostima, a ciò che ci aspettiamo e a ciò che abbiamo paura di scoprire di noi, ma non vorrei psicoanalizzarmi, e annoiare mortalmente i lettori...o forse è troppo tardi?

Il libro più divertente...

Luca. La gang del pensiero di Tibor Fischer.
Paolo. I primi libri di Villaggio sul personaggio di Fantozzi sono, oltre che scritti divinamente, assolutamente leggendari.

E quello più "cattivo"...

Luca. American Psycho... senza dubbio.
Paolo. La letteratura di Ellroy e soprattutto Raymond non brilla certo per bontà. Di quest'ultimo consiglio Aprile è il più crudele dei mesi.

A cura di Paola Di Giampaolo


3 maggio 2002