SAGGI

Giuseppe Prezzolini
America in pantofole

"Tutti i paesi vivono sopra miti, e quelli che riescon a farli rispettare agli altri popoli hanno ciò che si chiama prestigio. Questi miti di rado son scritti, cioè di rado arrivano ad un'espressione poetica o drammatica, che resta. Per lo più dominano semiespressi ed incoscienti per un periodo più o meno lungo: si fanno e si disfanno; e danno colore ad un periodo storico."

Il volume raccoglie gli articoli che Prezzolini, negli anni che vanno dal 1945 al 1950, aveva inviato dagli Usa in Italia. Nei trentadue anni di permanenza negli Stati Uniti (vi approda nel 1923 come segretario di un istituto culturale delle Nazioni Unite), lo scrittore aveva imparato a conoscere, apprezzare e osservare con occhio critico quel Paese. Avendo ottenuto la cattedra di letteratura italiana alla Columbia University aveva deciso di unire la docenza all'attività di corrispondente per il Tempo (che dopo la fine della guerra gli era stata proposta da Oreste Mosca) e, in questa duplice funzione, era stato in grado di affrontare e rielaborare le problematiche di vasto respiro che la situazione locale e internazionale apriva, dall'uscita dall'isolazionismo a cui si era votata per alcuni anni l'America, alla progressiva "educazione alla politica estera", al ruolo determinante nella Seconda guerra mondiale, alla Guerra fredda. Nella elegante prosa che in ogni articolo regala ai lettori, Prezzolini affronta prima di tutto i pregiudizi che gli italiani hanno nei confronti degli americani, quindi le varie difficoltà di comunicazione tra i due popoli: così gli pare utile parlare ai propri connazionali di vizi e virtù di quel grande Paese, aprendo, attraverso la conoscenza, un utile e più consapevole dialogo.
Quella che ci viene descritta è sicuramente un'America diversa da quella attuale, ma è proprio questa distanza che conferma la capacità dello scrittore di intuire elementi che si sarebbero sviluppati solo molti anni dopo e sottolinea l'importanza oggi di una lettura che, pur essendo quasi cronaca, si trasforma in prezioso saggio storico-sociologico.

America in pantofole di Giuseppe Prezzolini
Prefazione di Sergio Romano
Pag. 317, Euro 16.00 - Edizioni Vallecchi (Caratteri del '900)
ISBN 88-8427-007-3

Le prime righe

I.

Per chi vuol capire l'America

1. Tre pregiudizi italiani sull'America

Gli Italiani che vengono in America ci vengono con una testa italiana. È naturale, e ci mancherebbe altro che fosse diversamente. Un italiano dev'essere Italiano e non un Americano.
Ma quando si dice una testa italiana, fatta all'italiana, educata all'italiana, non vuol dire con pregiudizi italiani. Perché pregiudizi non vuol dire giudizio: quanti più pregiudizi stanno in una testa, e tanto meno posto c'è per il giudizio.
Una testa italiana vuol dire una testa fatta bene: fatta all'italiana, ma fatta bene. Come una testa americana vuol dire una testa fatta bene: fatta all'americana , ma fatta bene.
Ora ci sono Italiani che vengono qui con la testa carica di pregiudizi: ossia, con minore posto per il giudizio. A me dispiace, perché piace molto il giudizio italiano. Il giudizio italiano è un giudizio di buona e vecchia e provata qualità, ed è peccato che quando si ha una testa non la si riempia tutta di puro e schietto giudizio italiano.
I pregiudizi dei quali certi Italiani si trovano ad avere la testa più o meno riempita sono vari. Ma a me è parso di trovarne tre principali.

© 2002 Vallecchi Spa


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


17 maggio 2002