NARRATIVA ITALIANA

Cesare Zavattini
Dite la vostra
Scritti giovanili

"Il critico s'era addormentato sulle prime pagine del volume. Il vento continuava per conto suo a sfogliare le pagine sin che giunse alla parola Fine. Svegliatosi il critico e trovato il volume aperto all'ultima pagina, prese la penna e cominciò a scrivere la recensione! È un libro di facile lettura e si arriva alla fine senza accorgersene."

Sappiamo forse tutto di Zavattini sceneggiatore, della sua collaborazione con De Sica che ha portato ad alcuni indubbi capolavori della cinematografia italiana, pervasi da un vigile senso della realtà e dei problemi umani e sociali. Da I bambini ci guardano del 1943 a Il viaggio (1974), passando per Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951) e Umberto D (1952), Zavattini e De Sica portarono alle estreme conseguenze formali quel modello di "cinema trasparente" che doveva avere la semplice funzione di riprodurre la realtà attorno alla quale si veniva costruendo la denuncia sociale e politica. In una parola la cinematografia neorealista. Ma Zavattini nasceva scrittore e si era affermato a metà degli anni Trenta per uno stile letterario fra il surrealistico e il grottesco, venato di un genuino e mai retorico sentimentalismo che si ritrova puntualmente nelle sue sceneggiature. Riscoprire le sue opere giovanili raccolte in questo volume (oltre 350 testi tra racconti, recensioni, articoli, lettere...) significa immergersi nella Parma da lui vissuta intensamente, nello spirito di un'epoca, nella mente di un autore che si stava formando. Nulla è scontato o banale nella sua scrittura, e tantomeno nulla è prevedibile e formale nella sua personalità. "Rompere le regole in ogni modo" come ricorda Valentina Fortichiari nell'Introduzione era il suo motto, "senza l'ipocrisia o le malizie del pensiero". "Se provocato parlo, anzi straparlo - leggiamo ancora nell'Introduzione - ripeteva, giocando su questa sua voglia di esprimersi a ruota libera, di manipolare la parola. Sempre insoddisfatto e irrequieto." Se siete invogliati dalla possibilità di conoscere meglio Za (e ne vale la pena) potete sfogliare questa completa antologia, frutto della paziente e scientifica ricerca di Guido Conti. L'affabulatore emiliano vi catturerà anche saltando da un capitolo all'altro. Forse, anzi, gli sarebbe piaciuto che il lettore smitizzasse così la sua opera.

Dite la vostra. Scritti giovanili di Cesare Zavattini
A cura di Guido Conti
631 pag., Euro 26.00 - Edizione Guanda (Biblioteca della Pilotta)
ISBN 88-8246-410-5

Le prime righe

Il giovane Zavattini
di Guido Conti

"Venisti tandem, tuaque exspectata parenti
Vicit iter durum pietas? Datur ora tueri,
nate, tua et notas audire et reddere voces?

(Virgilio, Eneide, VI, 687-689)

Raccontare la giovinezza, la formazione culturale, gli esordi narrativi e giornalistici di Cesare Zavattini, vuol dire ricostruire l'inizio di una parabola intellettuale che attraversa tutto il Novecento con una coerenza e una carica rivoluzionaria senza pari. Il decennio che va dal 1921, quando Zavattini si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Parma, fino al 1931, data di uscita del primo romanzo Parliamo tanto di me, è rimasto fino a oggi in penombra.
Zavattini è un genio che non nasce a caso. Idee, atteggiamenti, mode e forme del suo pensiero, non solo letterario, affondano le radici in diverse tradizioni della pianura tra la via Emilia e il Po: Zavattini è frutto di una complicata commistione di tradizioni popolari e letterarie che reagiscono in maniera esplosiva a contatto con i fermenti ideologici e culturali delle avanguardie europee. La parabola letteraria di Za si iscrive nella poetica dell'antiromanzo, dell'antiletterarietà, della distruzione del mito dello scrittore e dell'artista, della rottura dei confini tra i generi, dell'attenzione ai nuovi mezzi di comunicazione, della crisi e della deflagrazione del linguaggio nella speranza di una sua utopica rigenerazione, per una sua più democratica diffusione.

© 2002 Ugo Guanda Editore


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


17 maggio 2002