NARRATIVA STRANIERA

Joanne Harris
La spiaggia rubata

Un piccola isola, due paesi che hanno avuto diversi destini: il primo, Les Salants, è rimasto fermo nella povertà secolare dei suoi pescatori, il secondo, La Houssinière, ha invece avuto uno straordinario sviluppo grazie anche alla bellissima spiaggia che può ospitare durante l'estate, numerosi turisti.

La protagonista narratrice Mado, Madeleine Pasteur, torna nell'isola dopo dieci anni di assenza, nonostante avesse promesso alla madre, recentemente morta, che non sarebbe mai più tornata. Aveva passato quei dieci anni a Parigi cercando di affermarsi come pittrice, ma il suo ritorno a Le Devin, la piccola isola delle coste della Vandea, non è di certo trionfale: la ragazza non si arricchita e non è diventata famosa, anzi è un po' più sola, come spesso accade nella vita. Mado scopre subito il ruolo che nel piccolo paesino sul mare ha avuto, e continua ad avere, Claude Brismand, un ricco imprenditore che si è impossessato di quasi tutta l'isola. Come sempre la Harris ha una grande sensibilità nel descrivere i luoghi filtrandoli attraverso le sensibilità di chi li ritrova o li abita, e in questo romanzo le due diverse realtà di Les Salants e di La Houssinière emergono vivissime dagli sguardi e dalle emozioni di Mado. Silenzio, desolazione, ma una forze interiore che sembra passare dai luoghi agli abitanti in Les Salants, un orgoglioso senso di sconfitta che l'iniziativa e l'intraprendenza di Mado sconvolgeranno. Ma saranno eventi che quasi spontaneamente si metteranno in moto a stravolgere veramente la vita del villaggio: un nuovo benessere che non corrisponde necessariamente a maggiore serenità, anzi. Antiche storie, che si pensavano sepolte, riemergono, amori e odi si accendono, gli uomini mostrano aspetti imprevisti di sé quando le condizioni di vita si modificano. E poi il misterioso Flynn... Questo personaggio è una fortunata invenzione della Harris, che lo carica di elementi di mistero che ne accrescono il fascino. È una specie di "aiutante magico" della protagonista e il suo ruolo di straniero, che compare nel momento più opportuno, aiuta in questa interpretazione. Altra figura interessante è quella del padre di Mado, uno dei motivi che ha riportato la ragazza nell'isola: grande costruttore di barche, un vero artista, ma eccessivamente provato dal destino che, grazie all'entusiasmo della figlia, sa ritrovare un po' di voglia di vivere.
Il mare, la sabbia, gli scogli, il vento battente, l'anomalia della vita su un'isola: sono queste atmosfere, oltre alla sensibilità nel tracciare le personalità dei protagonisti, che rendono, ancora una volta, piacevole la lettura di un romanzo di Joanne Harris, scrittrice che ha avuto la capacità di non chiudersi in un genere, ma di disegnare quadri diversi di un'umanità che, nelle sue molteplici espressioni, le interessa.

La spiaggia rubata di Joanne Harris
Titolo originale: Coastliners
Traduzione di Laura Grandi
Pag. 430, Euro17.00 - Edizioni Garzanti (Narratori moderni)
ISBN 88-11-66488-8


Per conoscere meglio Joanne Harris:
Chocolat
il film tratto dal romanzo
Cinque quarti d'arancia
Vino, patate e mele rosse


Le prime righe

Prologo

Le isole sono diverse. E se l'isola è piccola è ancora più vero. Guardate l'Inghilterra, è quasi inconcepibile che questa stretta distesa di terra sorregga tanta diversità: il cricket, il tè alla panna, Shakespeare, Sheffield, il fish and chips nel giornale imbevuto d'aceto, Soho, Oxford e Cambridge, il lungomare di Southend, le sedie a sdraio con le righe a Green Park, i Beatles e i Rolling Stone, Oxford Street, i pigri pomeriggi domenicali. Tutte contraddizioni, che marciano tutte insieme come dimostranti ubriachi che non si sono ancora resi conto che la principale causa di protesta sono proprio loro. Le isole sono pionieri, gruppi divisi, malcontento, pesci fuor d'acqua, isolazionisti naturali. Come ho detto, diverse.
Quest'isola, per esempio. Da un capo all'altro soltanto una corsa in bicicletta. Un uomo che camminasse sull'acqua riuscirebbe a raggiungere la costa in un pomeriggio. L'isola di Le Devin, uno dei molti isolotti intrappolati come granchi nelle secche lungo il litorale della Vandea, oscurata da Noirmoutier dal lato prospiciente la costa, dall'Ile d'Yen a sud; in una giornata nebbiosa si potrebbe non notarla affatto. Le carte la citano a malapena. In effetti non merita quasi lo status di isola, essendo poco più che un grappolo di banchi di sabbia con qualche pretesa, una dorsale rocciosa che la solleva dall'Atlantico, un paio di villaggi, un piccolo stabilimento dove mettono il pesce in scatola, un'unica spiaggia. Al capo estremo, casa mia, Les Salants, una fila di casette, appena sufficienti per chiamarlo paese, distribuite fra rocce e dune verso un mare che guadagna terreno a ogni brutta marea. Casa, il posto da cui non si può fuggire, il posto verso cui ruota la bussola del cuore.

© 2002 Garzanti Libri


L'autrice

Joanne Harris è nata nel 1964 nello Yorkshire, dove vive attualmente. Si è laureata al St. Catherine's College di Cambridge, dove aveva studiato francese e tedesco medioevale e moderno. Nel 1998 ha pubblicato Chocolat (Garzanti), tradotto in tutto il mondo e da cui nel 2001 è stato tratto l'omonimo film. A questo hanno fatto seguito Vino, patate e mele rosse (Garzanti) che sta diventando anch'esso un film e Cinque quarti d'arancia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


17 maggio 2002