NARRATIVA ITALIANA

Elena Loewenthal
Lo strappo nell'anima

"Questa è una storia vera, che ancora mi brucia lungo la schiena, quando la penso invece di provare a raccontarla. È una storia vera da cima a fondo, che un fondo ancora non ha perché le storie vere non finiscono mai, dacché mondo è mondo, di generazione in generazione."

Che sia una storia vera lo sappiamo subito, sin dalla copertina e dalla Premessa, dove con gran semplicità ci viene data questa informazione. È, in parte, la storia di una salvezza, di un evento fortuito e felice che salva un'intera famiglia ebrea, quella del dottor H, medico ungherese che vive da tempo a Roma, dal destino dei campi di concentramento. Questa apparente vittoria sul fato chiede però il suo pegno successivamente, perché quasi sempre i fatti e le scelte della vita hanno ripercussioni, anche impreviste, sul futuro. È un romanzo costruito sulla scoperta delle proprie radici, sul lento riappropriarsi di un passato cancellato dal padre con la scolorina in un elenco di famiglie ebraiche, un lontano giorno in cui l'appartenenza rappresentava un pericolo. Ora l'appartenenza diventa per Stefania, la protagonista, una scoperta, dolorosa e piacevole al tempo stesso, un modo per ricucire quello strappo nell'anima che inconsapevolmente ha condizionato la sua vita e quella del figlio Fabrizio, nato con l'incertezza dell'essere e consumato dal morbo dell'autodistruzione. Che sia una storia vera lo capiamo dal procedere dei capitoli, quando il dramma si stempera nella quotidianità e nel ricordo, quando la protagonista racconta la sua vita, "una tragicommedia come devono essercene altre, la storia di un ritorno monco e doloroso. Di uno strappo, un buco nell'anima che si tramanda di generazione in generazione come una tara". Sono le parole di Elena Loewenthal, che ha raccolto il racconto di Stefania, a ricostruire gli eventi, e non a caso. L'identità ebraica accomuna queste due donne, anche se "Dio non c'entra in questa storia".

Lo strappo nell'anima di Elena Loewenthal
154 pag., Euro 13.00 - Edizioni Frassinelli (Narrativa)
ISBN 88-7684-692-1

Le prime righe

Premessa: una storia vera

Il colore tabacco opaco di una sala d'imbarco - scalo internazionale di Fiumicino - striato di viola spento. Sedie scomode e troppo rigide per un ritardo banale. Fuori, una nebbia di latte che rende tutto un po' stregato (che strano la nebbia a Roma), e le sagome degli aerei che si lasciano mangiare da quel vapore immobile, virando lente verso il decollo. Calca e mattina presto di un inverno che quel giorno ai primi di dicembre già intride tutte le ossa. Sto partendo per Tel Aviv, dove mi aspetta una specie di primavera qui improbabile. I passi inquieti dei viaggiatori costretti a un'ingrata attesa non suonano contro la moquette, loro sono soltanto ombre che si spostano da un sedile all'altro, inutilmente: qualcuno ogni tanto s'avventura sino al bancone per tentare di sondare il terreno e ricavare dalle hostess di terra qualche informazione, ma riceve per risposta di terra qualche informazione, ma riceve per risposta uno stanco scuotimento di testa.

© 2002 Edizioni Frassinelli


L'autrice

Elena Loewenthal, nata a Torino nel 1960, è dottore di ricerca in Ebraistica, lavora sui testi della tradizione ebraica e traduce letteratura d'Israele. Nel 1999 il ministero per i Beni e le Attività Culturali le ha assegnato un premio speciale per la sua attività di traduzione e di pubblicistica sui temi della giudaistica. Collabora alla Stampa e a "Tuttolibri", dove tiene una rubrica intitolata Terre Promesse. Ha scritto: Figli di Sara e Abramo. Viaggio fra gli ebrai d'Italia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


10 maggio 2002