NARRATIVA ITALIANA

Camilla Baresani
Sbadatamente ho fatto l'amore

"Ancora non sanno che l'unico rimpianto vero è quello delle cose non dette, mica i successi mancati, l'assenza di una famiglia e le altre baggianate. È non aver trattenuto Teresa quella sera, con due semplici parole, non averle chiesto nulla della sua vita, delle speranze e delle aspettative."

Un uomo vicino ai settant'anni, ancora famoso, ma in passato notissimo come musicista, ricostruisce alcuni anni della sua vita (e della vita notturna romana) per collaborare con un giovane che sta scrivendo una tesi su di lui.
Il romanzo, narrato in prima persona da questo ex protagonista della "dolce vita" presenta, con un'attenzione quasi documentaria, le abitudini trasgressive, le fatuità di una generazione di personaggi più o meno pubblici che frequentavano i locali allora alla moda per vedere e farsi vedere, per bruciare tra alcol e sesso intere nottate. Ma un episodio della giovinezza del musicista è rimasto sospeso, lasciandogli un insostenibile senso di incompiutezza e di non senso: aveva portato a casa sua, in una di quelle notti "brave", una ragazza, Teresa, figlia di un serial killer notissimo ai tempi, ma un po' per l'ubriachezza, un po' per una certa strana noia, l'aveva congedata quasi subito, senza neppure fare l'amore con lei, neppure sbadatamente, come gli era capitato tante altre volte. Dopo quarant'anni Manlio, questo è il nome del narratore, vuole ritrovarla a tutti i costi e con l'aiuto di Cristina, la ragazza di Andrea, lo studente che stava scrivendo la tesi su di lui, ci riesce. Il finale è piuttosto imprevedibile e forse un po' inadeguato all'intero romanzo che, per intensità ed asciuttezza, rappresenta di certo (come unanimamente la critica ha dichiarato) una conferma delle capacità narrative di questa giovane scrittrice.

Sbadatamente ho fatto l'amore di Camilla Baresani
270 pag., Euro 14.80 - Edizioni Mondadori (Scrittori Italiani e Stranieri)
ISBN 88-04-50070-0

Le prime righe

Capricci di un vecchio

"Chiaro che, se potessi tornare indietro di quarant'anni, me la scoperei... " borbotto con gli occhi posati sulle pagelle dei calciatori. Roba già vecchia: è il "Messaggero" di ieri.
Senza fare tanto il difficile e cercando anche di sapere qualcosa di lei, della sua vita... perdio, qualche domanda, dei bacetti qua e là, che cosa ci voleva in fin dei conti!
Ma ricapitoliamo: ho sessant'otto anni - adesso - nessuna voglia di affaticarmi, armadi pieni di abiti che non metto mai e un pessimo carattere che mi guasta la voglia, sempre amara e impastata. So stare per ore, che dico, per intere giornate senza far niente, eppure non conosco la noia. Pochi impianti e un'angosciante ipertrofia prostatica - "sotto controllo", secondo il mio medico: "Ci seppellirai tutti" dice guardandomi torvo, "anche per averci troppo rotto i coglioni con le tue patologie". Io regolarmente mi offendo, ma poi torno a telefonargli ogni volta che sento un doloretto: "Se devo morire dimmelo subito, almeno smetto di fare la spesa, tanto poi marcirebbe tutto".

© 2002 Arnoldo Mondadori Editore


L'autrice

Camilla Baresani è nata a Brescia nel 1961. Ha pubblicato Il plagio (2000).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


10 maggio 2002