NARRATIVA STRANIERA

Colm Tóibín
Il faro di Blackwater

"Lentamente, quasi con esitazione, l'alba si levò nel cielo a oriente, sopra il mare. Dalla finestra Helen vide squarci di luce vaga tra le nuvole buie ... In quel preciso momento, in piedi accanto alla finestra della cucina, non sentì altro che una durezza nel cuore nei confronti del mondo."

Questo romanzo di Tóibín ha ispirato belle recensioni, intense ed evidentemente "sentite" che non possono non incuriosire il lettore attento alle opinioni di critici come Goffredo Fofi, Andrea Molesini o Masolino d'Amico. Del primo colpiscono frasi come "ogni nevrosi ha origini familiari, ed è in questo che Tóibín qui investiga perdendo qualcosa - il conflitto-legame con il pubblico - ma guadagnando una profondità e serenità nel racconto di un 'privato' raramente scavato altrettanto fecondamente" e "se non la Storia, è ora il peso della Natura a incombere sulla coscienza di Tóibín, uno scrittore già oltre il mezzo del cammino, pronto a una maturità, alla quale abbiamo il diritto di chiedere molto". Molesini sottolinea come "la prosa di Tóibín si rivela limpida, a tratti fredda come quella di un reportage, ma più spesso venata di commossa intensità e ci consegna una meditazione appassionata sulla forza devastante dell'attesa e sulla famiglia, microcosmo infestato dai fantasmi del rancore, che i paesaggi della memoria, e il luogo del mito, aiutano a esorcizzare". Masolino d'Amico infine, scrive " Tóibín crea, attraverso un controllo delicato e infallibile, una storia di rapporti incrociati faticosamente diretti verso l'approdo di nuove intese e di nuove tolleranze".
Difficile aggiungere qualcosa a queste considerazioni, che hanno scatenato la voglia di leggere Il faro di Blackwater, il quarto libro dell'autore pubblicato in Italia. La storia è molto semplice: una famiglia disgregata da anni si riunisce di nuovo intorno a un suo componente malato terminale di AIDS. La sorella, la madre e la nonna accudiscono il giovane Declan, che sceglie di palesare a tutte proprio in questo momento estremo la sua scelta omosessuale. Ricordi e aspirazioni del passato attraversano i pensieri di ogni membro della famiglia, tentando di ricomporre non senza difficoltà un possibile cammino comune. L'affresco di una realtà in cui le donne assumono il ruolo "forte" e gli uomini quello di maggiore partecipazione comune e sensibilità, è dipinto in un paesaggio straordinario, che l'autore descrive magistralmente.

Il faro di Blackwater di Colm Tóibín
Titolo originale: The Blackwater Lightship
Traduzione di: Laura Pelaschiar
230 pag., Euro 14.00 - Edizioni Fazi (LE strade 52)
ISBN 88-8112-314-2

Le prime righe

1

Helen venne svegliata nel cuore della notte dal piagnucolio di Manus. Rimase immobile ad ascoltare, nella speranza che lui si quietasse, si voltasse di fianco e tornasse a dormire, ma quando il lamento divenne più forte e insistente, tanto che riuscì a distinguere qualche parola confusa, si alzò e si diresse verso la stanza dei ragazzi; non sapeva se Manus fosse sveglio o se stesse solo sognando.
Aveva lasciato la luce del pianerottolo accesa e così, appena entrò, vide che Cathal aveva aperto gli occhi. La guardò dal letto, uno spettatore non coinvolto nella scena che stava per essere rappresentata; poi guardò il fratello che stava piangendo con voce roca e cercava di respingere qualche orrore sconosciuto con le braccia. Helen svegliò Manus con dolcezza e abbassò la coperta che lo copriva. Era tutto accaldato. Mezzo addormentato, si stava stropicciando gli occhi e stava per rimettersi a piangere. Ci volle un po' perché si rendesse conto che ora c'era lei e che il sogno era finito.
"Ho avuto paura", disse.
"Adesso è tutto a posto. Forza, torna a dormire".
"Non voglio tornare a dormire", disse, e iniziò a piangere.
"Vuoi venire a letto con me?"

© 2002 Fazi Editore


L'autore

Colm Tóibín è nato in Irlanda nel 1955. Nel 1990 ha pubblicato Sud il suo primo romanzo, finalista al Whitbread Novel Award cui è seguito due anni dopo The Heather Blazing, anch'esso finalista al Whitbread e vincitore dell'Irish Times/Aer Lingus Irish Literature Award e dell'Encore Award. Il faro di Blackwater ha ottenuto grandi consensi di critica e di pubblico ed è stato finalista del prestigioso Booker Prize.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


3 maggio 2002