SAGGI

Michel Pastoureau
Blu. Storia di un colore

"Tutta la storia dei colori può essere soltanto una storia sociale. È la società che fa il colore, che gli attribuisce una definizione e un significato, che costituisce i suoi codici e i suoi valori, che stabilisce i suoi utilizzi e l'ambito delle sue applicazioni."

Come nasce un colore? Come può condizionare le scelte dei singoli individui e che importanza può avere nella storia dell'umanità? Detto così sembrerebbe un tema complesso, indeterminato, astratto. Invece l'autore di questo interessantissimo e originale saggio, affronta l'argomento in modo appassionante. Scopriamo, attraverso un'analisi dettagliata dell'uso del blu, che in tempi relativamente recenti è uscito da una specie di "isolamento" in cui era stato tenuto, come un colore di secondo piano, privo praticamente di ogni ruolo nella vita sociale. Ai tempi dei romani il blu era considerato il colore dei barbari e gli occhi blu erano vissuti come una disgrazia fisica. Solo intorno al XII secolo il blu è stato "sdoganato" fino ad assurgere al grande ruolo di vestire la Madonna e i re capetingi, detronizzando il rosso, da tempo considerato il principe dei colori. Ma le vicissitudini del blu non si fermano qui. Simbolo del progresso e delle libertà nel XVIII secolo, divenne poi colore politico, rassicurante, simbolo di pace.
Ora le statistiche ci dicono che gli europei amano il blu. A eccezione degli spagnoli, gli abitanti del nostro continente lo collocano in cima alle proprie preferenze (con più del 50%) davanti al verde (20%) e al rosso, ormai "passato di moda", che raggiunge uno scarso 10% di consensi. Potremmo oggi considerarlo un colore neutro? È la domanda che l'autore si pone al termine del saggio. Le risposte a questa e alle altre curiosità stimolate dal tema vengono non solo dal testo, ma anche dalle numerose e particolari illustrazioni che compongono il notevole apparato iconografico del volume.

Blu. Storia di un colore di Michel Pastoureau
Titolo originale: Bleu. Histoire d'une couleur
Traduzione di: Fabrizio Ascari
213 pag., ill., Euro 25.00 - Edizioni Ponte alle Gabbie
ISBN 88-7928-560-2

Le prime righe

Introduzione

Il colore e gli storici

Il colore non è solo fenomeno naturale, ma una costruzione culturale complessa che rifugge le generalizzazioni, se non addirittura le analisi e presenta problemi di difficile soluzione. Per questa ragione sono rari gli studi seri sull'argomento, soprattutto quelli che ne considerano le implicazioni storiche. Molti autori preferiscono destreggiarsi con lo spazio e il tempo, ricercando pretese verità universali o archetipali del colore che per lo storico non esistono. Infatti il colore è innanzitutto un fatto sociale. Non esiste una verità transculturale del colore, come vorrebbero farci credere certi libri che si basano su un sapere neurobiologico mal digerito o - peggio - che cadono in una psicologia esoterizzante da quattro soldi. Disgraziatamente, i libri di questo genere abbondano nella bibliografia sull'argomento, impoverendola.
Gli storici sono in larga misura responsabili di questa situazione perché di rado hanno parlato dei colori. Il loro silenzio, tuttavia, deriva da diversi fattori, legati al corso della storia e alle difficoltà che si riscontrano nel considerare il colore un oggetto storico a pieno diritto. Tali difficoltà sono di tre ordini.

© 2002 Ponte alle Grazie


L'autore

Michel Pastoureau, francese, è direttore dell'École pratique e titolare della cattedre di Storia del simbolismo in Occidente. È riconosciuto a livello internazionale come il massimo esperto di storia dei colori. In Italia sono usciti La stoffa del diavolo e L'uomo e il colore.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


24 aprile 2002