NARRATIVA STRANIERA

Margaret Doody
Gli alchimisti

"Sabato pomeriggio, gli esami per la laurea di secondo gradi in Filosofia, nel bene e nel male, erano terminati, e i candidati esausti, che avevano spremuto come limoni la loro memoria e il loro cervello, si rinfrancavano lo spirito bevendo champagne. I loro festeggiamenti erano più decorosi di quelli organizzati dai normali studenti dopo la fine degli esami attuali."

Un romanzo ironico e beffardo che racconta l'educazione alla vita di una studentessa, l'ingenua Anne, approdata a Oxford nei "mitici" anni Sessanta. Uno speciale romanzo di formazione che irride il tempio della cultura accademica e gli alchimisti che lo popolano. C'è chi si prende sul serio e davvero crede di avere in mano, con il sapere, la pietra filosofale e c'è chi invece si prende gioco di tutto, istituzioni, accademie, letteratura e sapere umanistico in generale.
La protagonista è una ragazza americana che, come è capitato realmente alla stessa autrice (che però è canadese) va a compiere i suoi studi universitari nella tradizionalissima Oxford. Il romanzo fu scritto, in una prima versione, tra il 1965 e il 1968, al termine del corso di studi della Doody, ma la sua pubblicazione fu molto successiva, nel 1980. Certamente, come viene detto dalla scrittrice nella Prefazione, gli anni Sessanta sono ormai identificati nell'immaginario collettivo con la contestazione e il cambiamento diffuso del costume e della morale. Pur senza avere una strada tracciata e neppure molta chiarezza sul percorso da compiere, i giovani però apparivano determinati a muoversi e ad agire. D'altra parte la generazione precedente, almeno così emerge dal libro, è dominata da una forte miopia e da una altrettanto forte avidità che di certo non manca neppure ai giovani. Tony, forse il più interessante dei personaggi, fa parte insieme a Paul e Valeria di un terzetto terribile, ed è quello che più di ogni altri crede nel potere alchemico della letteratura, nella "sua promessa di creare un mondo tutto d'oro". In questo, scrive l'autrice, è identico a lei a quell'età, ma è una malattia da cui si guarisce se questo romanzo sa mettere proprio questa stessa disciplina al centro della sua ironia.

Gli alchimisti di Margaret Doody
Titolo originale: The Alchemist
Traduzione di: Rosalia Coci
448 pag., Euro 12.00 - Edizioni Sellerio (La memoria n. 529)
ISBN 88-389-1745-0

Le prime righe

Capitolo I
Il Wortley College, a Oxford

3 Novembre 1965

"Sareste sorpresi di vedere come mi sono ambientata bene qui a Oxford, anche se siamo solo a metà del trimestre. A volte mi sento addirittura - inglese - dovreste vedermi quando vado in bicicletta con la mia stupida toga. Qui tutto è bello in autunno, persino gli alberi del cortile di Wortley - è davvero un mondo tutto d'oro. Credo che questa mia vena poetica si debba al fatto che studio Sidney questa settimana".

Anne studiò la sua lettera accigliata. Era sempre difficile esprimere qualcosa per iscritto, ma era l'unico modo per poterla condividere. Lei voleva condividere tutto, afferrare la vita così come le accadeva e passarla agli altri a grosse fette, come una torta. Metteva dentro tutto quello che poteva nelle sue lettere - il paesaggio, la gente che conosceva, lo studio e le cose buffe che le capitavano.
In effetti, oltre alla posta per i suoi, avrebbe dovuto scrivere un saggio su "La Difesa della Poesia di Sidney e la tradizione della critica letteraria inglese", ma il solo pensiero la infastidiva. I raggi del sole, che in quel pomeriggio di inizio novembre splendeva contro ogni previsione, entravano obliqui dalla finestra, facendo apparire più piccola la stanza. La sua vicina, una ragazza ottusa e sgobbona, ascoltava un disco in lingua straniera; il suono potente, artefatto di quelle voci le arrivava attutito attraverso la parete. Anne decise di uscire, facendo però qualcosa di utile e vagamente importante per lo Studio, cioè comprare del caffè.

© 2002 Edizioni Sellerio


L'autore

Margaret Anne Doody, canadese, è professoressa di letteratura comparata nella Notre-Dame University. Ha scritto tre romanzi con Aristotele detective, diventati caso letterario. Il primo, Aristotele detective (del 1978 ma pubblicato nel 1999) dedicato alla Metafisica del filosofo di Stagira, Aristotelke e iul giavellotto fatale (2000) alla Fisica e il terzo, Aristotele e la giustizia poetica (2001) dedicato alla Poetica.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


24 aprile 2002