SAGGI

Massimo Livi Bacci
Storia minima della popolazione del mondo

"I 10,4 milioni censiti nel regno di Spagna nell'estate del 1787 per ordine del primo ministro Carlo III, Floridablanca, o i 3,9 milioni censiti negli Stati Uniti nel 1790 in obbedienza al primo articolo della Costituzione approvato tre anni prima a Filadelfia, sono i primi esempi di censimenti moderni in grandi paesi."

Il saggio di Livi Bacci in questa terza edizione, molto arricchita e rinnovata rispetto a quella pubblicata dodici anni fa, rappresenta un punto fermo per chiunque si occupi di demografia. Ma anche chi, per passione o per professione, abbia interessi di tipo economico o politico, può trovare in quest'opera ampia e completa, materiali e dati di grande utilità.
L'autore prima di tutto mostra i meccanismi che hanno determinato la crescita o il ristagno delle varie popolazioni del mondo e quelli che determinano il sempre precario equilibrio tra popolazione e risorse. La chiarezza espositiva del testo è accompagnata anche da grafici e statistiche che rendono ulteriormente evidenti le analisi dello studioso. Se i primi tre capitoli rappresentano uno sguardo a 360 gradi sul tema in chiave prevalentemente storica, gli ultimi tre, riguardano l'oggi e il domani del mondo e, per il lettore generico, sono di certo i più coinvolgenti.
Interessante, in appendice al saggio, la bibliografia relativa a ogni singolo capitolo, molto aggiornata e che contempla non solo libri, ma anche riviste tematiche.

Storia minima della popolazione del mondo di Massimo Livi Bacci
325 pag., Euro 18.00 - Edizioni il Mulino (Le vie della civiltà)
ISBN 88-15-08445-2

Le prime righe

Capitolo primo

Spazio e strategie della crescita demografica

1. Uomini e animali

Per tutta la storia dell'umanità, popolazione è stato sinonimo di prosperità, stabilità e sicurezza. Una valle, o una pianura, ricca di case, fattorie e villaggi è da sempre l'immagine del benessere: in viaggio da Verona a Vicenza, Goethe si rallegra compiaciuto osservando "sulle colline [...] sparsi paeselli, castelli e casolari [...] la strada larga, diritta e ben mantenuta attraversa una campagna assai fertile [...] la via è piena di gente". Evidenti effetti di una lunga storia di buongoverno come negli ordinati paesaggi trecenteschi dei Lorenzetti. Né frenò la sua meraviglia Cortés, quando affacciandosi alla valle di Messico vide le lagune costellate di villaggi e solcate dalle canoe e la grande città e il mercato in una piazza grande più del doppio dell'intera città di Salamanca che "raccoglieva, ogni giorno, più di sessantamila anime che comprano e vendono, con ogni sorta di mercanzie".
Questo non deve stupire: una terra densamente popolata è la prova implicita di un assetto sociale stabile, di rapporti umani non precari, di risorse naturali ben sfruttate; solo una popolazione numerosa può poi mobilitare le risorse umane necessarie per costruire case e città, strade e ponti, porti e canali.
Raramente le moltitudini spaventano il viaggiatore, intimorito, semmai, dall'abbandono e dal deserto.

© 2002 edizioni il Mulino


L'autore

Massimo Livi Bacci insegna Demografia nell'Università di Firenze. Dal 1989 al 1993 è stato Presidente dell'International Union for the Scientific Study of Population. Tra le sue pubblicazioni recenti: Introduzione alla demografia (Loescher, 1999), Popolazione e alimentazione. Saggio sulla storia demografica europea (Il Mulino, 1993), La popolazione nella storia d'Europa (Laterza, 1999); con G. Errera, Intervista sulla demografia (Etas, 2001). Nel 2001 gli è stato assegnato il premio Invernizzi per l'Economia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


24 aprile 2002