VIAGGI

Laura Grandi e Stefano Tettamanti
Atlante Goloso
Luoghi e delizie d'Italia

"Al ventesimo secolo si può perdonare tutto, anche le due guerre mondiali e quelle successive, anche le sfilate di moda e le corse di formula uno, ma non il peccato di aver sacrificato il cinematografo alla televisione. (...) A dir poi tutta la verità anche gli spaghetti conditi col salmone e il finale della Nona sinfonia come sigla pubblicitaria non si possono perdonare".

Luigi Pintor, Il nespolo, Bollati Boringhieri


Un libro destinato a chi ama sia leggere che la buona cucina; a chi considera un bel libro e una portata di qualità, testimonianze dell'intelligenza umana; a chi può utilizzare l'aggettivo "appagante" per un romanzo e per un risotto...
Insomma Laura Grandi e Stefano Tettamanti, da veri intellettuali quali sono, senza nessuna pedanteria o esibizione di erudizione, raccontano nel loro annuale Atlante, libri e ricette, luoghi e scrittori, ricordi culinari e letterari in una armonica e spiritosa miscellanea di storia, geografia, arte, cronaca, costume, folklore e infine (o prima di tutto) cucina. Suddiviso in brevissimi capitoletti, così come una normale guida, vede, sotto l'indicazione della località che è stata spunto per la pagina, un titolo evocativo e spesso ironico. Quindi la "descrizione": qui si parla di aromi, cibi, vini, poeti, scrittori, trattorie, libri, negozi, ricordi, suggestioni... In calce, l'indirizzo o il titolo del libro oggetto del capitolo.
La piacevolezza della lettura è garantita, anche perché si ha la chiara sensazione che gli stessi autori si siano molto divertiti a scriverlo, sensazione che crea un'atmosfera di complicità con quel lettore "goloso" a cui la Grandi e Tettamanti si rivolgono.

Atlante Goloso. Luoghi e delizie d'Italia di Laura Grandi e Stefano Tettamanti
389 pag., Euro 15.00 - Edizioni Garzanti
ISBN 88-11-66489-6

Le prime righe

LOCALITA' ACQUA SANTO STEFANO
(PERUGIA)

SUBLIME, ERGO RURALE

Coniglio marinato. La sera prima di cucinarlo si mette il coniglio a marinare in vino rosso, cipolla, alloro, rosmarino, sale e pepe. Il giorno dopo lo si asciuga bene e lo si infarina. Si fa rosolare in olio e cipolla, si copre con il liquido della marinata filtrato e si lascia cuocere a fuoco piuttosto lento per circa un'ora. Verso la fine della cottura si aggiungono un po' di uvetta e un cucchiaino di zucchero diluito in aceto e si bagna con mezzo bicchiere di aceto bianco.

Per questa ricetta ci vuole un coniglio speciale, non uno qualsiasi, così come non andrebbe bene un pollo, un tacchino, ogni altro animale per cui avete ricette squisite, ma di cui normalmente si dispone rivolgendosi a prodotti "industriali". Gli animali di questo genere, infatti, forniscono una carne che è sì molto tenera e mediamente grassa, ma con caratteristiche aromatiche non troppo presenti (il che, tradotto in termini terra terra, significa una carne media, dal gusto non troppo intenso, buona per ogni palato, standard: industrializzata,. appunto). L'allevamento intensivo predilige la quantità rispetto alla qualità, e tende a ridurre i costi anche attraverso l'aumento della produzione: un pollo così allevato può crescere di circa 150-200 g al giorno, mentre per uno di qualità la crescita media è di 50-60 g.


© 2002 Garzanti Libri


L'autore

Laura Grandi e Stefano Tettamanti lavorano a Milano come agenti letterari. Insieme hanno curato Il calendario del laico (1998), Il calendario goloso (Garzanti, 1999) e, a grande richiesta, Il nuovo calendario goloso (Garzanti, 2000).Nei loro almanacchi gastronomico-letterari riuniscono le loro grandi passioni, il cibo e la letteratura.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


24 aprile 2002