SCRITTURA

Luca Lorenzetti
Un posto per scrivere

"Insegnare a scrivere significa, secondo me, in termini di obiettivi didattici e pedagogici: addestrare a essere consapevoli dei processi di invenzione e redazione (la 'metacognizione'); insegnare le tecniche e ciò a cui ciascuna tecnica serve; promuovere la chiarezza, la speditezza e la completezza dell'espressione; far meditare sugli aspetti morali (l'efficacia, ad esempio, è un valore in sé? e la chiarezza?) politici e teorici; avviare all'autoformazione (s'impara a scrivere leggendo e a leggere scrivendo)".

Non un libro di scrittura creativa, ma un libro sulla scrittura creativa, un'indagine che, partendo dalla patria di questa "nuova" disciplina, gli Stati Uniti, (in cui la materia è curricolare in molte scuole superiori ed presente da anni, a livello accademico) giunge all'Italia dove i corsi sulla scrittura si sono moltiplicati negli ultimi anni e dove la proposta formativa va dal seminario di tre giorni che offre un percorso base ad esempio sull'affinamento di tecniche relative a un genere specifico, al master biennale che assicura di fornire strumenti utili per chi utilizzerà professionalmente la scrittura.
Una serie di interviste a importanti autori italiani che hanno da tempo mostrato non solo sensibilità per questo tema, ma che si sono anche personalmente spesi nella docenza, rendono particolarmente utile e interessante il volumetto che presenta giudizi ed esperienze "sul campo" di quello che oggi può rappresentare l'insegnamento della scrittura creativa. Vengono indicate ad esempio le tipologie degli studenti, il loro livello culturale e il titolo di studio e, in alcuni casi, i dati sono molto curiosi.
Le statistiche compiute da una delle più "antiche" e conosciute scuole, la "Walter Tobagi" di Mestre, ci indicano che: la maggior parte degli studenti appartiene al genere femminile, il loro livello culturale è medio-alto, la fascia d'età più numerosa è quella compresa tra i 41 e i 50 anni, seguita da quella fra i 31 e i 40 e solo il 12,5 per cento ha un'età compresa tra i 20 e i 30 anni. Le motivazioni di partecipazione sono incredibilmente vicine a quelle degli organizzatori stessi: prima di tutto è dato peso al valore formativo del confronto con gli altri, quindi al consolidamento di uno spirito critico e autocritico, troppe volte assente in chi scrive. Un posto a sé ha la scuola Holden di Baricco, la cui finalità non è quella di sfornare autori di bellissimi romanzi (per altro nessuna scuola seria si propone questo come scopo primario) ma quella di "far crescere narratori" in senso lato. Viene quindi proposto da Lorenzetti il giudizio di Carlo Lucarelli, Lidia Ravera, Pietro Pedace, Raffaele Crovi, Giuseppe Pontiggia, Laura Lepri, Marcello Fois, Roberta Mazzoni e Annalisa Bruni. Nell'ultima parte sono forniti indirizzi utili sia sul territorio che sul web.

Un posto per scrivere di Luca Lorenzetti
135 pag., Euro 10.33 - Edizioni Prospettiva
ISBN 88-87926-90-5

Le prime righe

UN POSTO PER SCRIVERE
Indagine sulla scrittura creativa in Italia

1. Il Gotham Writers' Workshop

Se camminate per le strade del centro di New York o di Chicago, come di molte altre città degli Stati Uniti, non potete fare a meno di notare i caratteristici box allineati ai bordi dei marciapiedi dove, per 50 centesimi, potete acquistare un quotidiano. Disposti accanto, trovate altri box che contengono offerte commerciali di vario tipo, dagli annunci immobiliari alle offerte di lavoro. E' in uno di questi che lo scorso anno trovai il depliant del "Gotham Writers' Workshop", che si presentava come "la più grande scuola di scrittura di New York City". I corsi pubblicizzati nell'opuscolo informativo erano estremamente diversificati; si andava dallo screenwriting, per imparare a scrivere sceneggiature cinematografiche, al poetry writing per le composizioni poetiche; dal novel writing, per cimentarsi con il romanzo, fino ai children books, la letteratura per ragazzi. All'interno dell'opuscolo la scuola dichiarava i propri intenti: "Crediamo che la scrittura sia un'arte che possa essere insegnata. Il che non significa che insegniamo delle formule. Insegniamo i principi fondamentali di ogni forma di scrittura perché tu hai bisogno di imparare questi principi prima di poterli manipolare, così come Picasso conobbe a fondo il realismo prima di dipingere astrattamente. Al Gotham Writers' Workshop, noi prendiamo sul serio te e la tua scrittura. I nostri corsi non sono una terapia. Non sono una festa. Ma servono invece per imparare a scrivere. Il talento non può essere insegnato, ma certamente può essere nutrito. Non ci sono miracoli. Se vuoi scrivere, puoi farlo. Innanzitutto, impara l'arte - così saprai cosa stai facendo. Quindi scrivi."

© 2002 Prospettiva Editrice



Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


19 aprile 2002