SCRITTURA

Anton Cechov
Senza trama e senza finale
99 consigli di scrittura

"Basta essere più onesti: buttare se stessi a mare sempre e dovunque, non intrufolarsi nei protagonisti del proprio romanzo, rinnegare se stessi, non fosse che per mezz'ora ... Il soggetivismo è cosa tremenda. È un male per il solo fatto che lega mani e piedi al povero autore."

ad Aleksandr Cechov
Mosca, 20 febbraio 1883

Nel proliferare di scuole di scrittura, di autori che "salgono in cattedra" e di ipotetiche ricette per creare un capolavoro letterario o un bestseller, ecco un contributo davvero eccezionale: l'opinione di Anton Cechov. Le tesi dell'autore sulla scrittura e sulle tematiche narrative sono ricavate da lettere inviate nel tempo a vari corrispondenti: dall'editore Suvorin al fratello Aleksandr a Maksim Gor'kij, tra i tanti. I testi sono stati suddivisi in vari gruppi, a seconda del tema trattato. Una prima parte si riferisce alle questioni di carattere generale: Perché scrivere; Per chi scrivere; Cosa scrivere, e come; Quando e quanto scrivere. Nella seconda parte sono raccolte le considerazioni su questioni particolari: Veridicità; Descrizioni; Personaggi; Sentimenti; Cose da evitare; La società letteraria; Ultime cose.
Com'è naturale le considerazioni ruotano principalmente attorno all'opera di Cechov, alle esperienze personali di fronte al testo e alle scelte fatte dallo scrittore "in corso d'opera", ma molti sono anche i commenti che si riferiscono al lavoro di altri autori (come Tolstoj o Turgenev), nonché le esortazioni e i consigli destinati agli amici. A Lidija Avilova, ad esempio, nel 1895 suggeriva: "Scrivete un romanzo. Scrivetelo per un anno intero, poi abbreviatelo per mezz'anno, e poi pubblicate. Voi limate poco, mentre una scrittrice deve non scrivere, ma ricamare sulla carta; che il lavoro sia minuzioso, laborioso".
A Aleksandr Lazarev-Gruzinskij ricordava che "prima d'esser messa sulla carta, ogni frase deve restarvi in testa un paio di giorni per rimpolparsi". Con l'editore Suvorin (destinatario di molte delle lettere pubblicate nel volumetto) le discussioni erano spesso di carattere personale: "un artista non deve impegnarsi in cose che non capisce", scriveva nel 1888, e nel 1890, polemizzando: "Voi mi rimproverate la mia obiettività, e la chiamate indifferenza al bene e al male, mancanza d'ideali e d'idee, e via dicendo. Vorreste che io, descrivendo i ladri di cavalli, dicessi: "Rubare i cavalli è male". Ma questo è già noto da un pezzo, anche senza di me. Li giudichino pure i giurati, a me spetta soltanto di mostrarli come sono". Insomma, una serie di interessanti spunti di riflessione, senza certezze, ma comunque con punti fermi a cui fare riferimento per capire cosa e come scrivere. Senza dimenticare, però, che "soltanto gli imbecilli e i ciarlatani sanno e comprendono tutto".

Senza trama e senza finale. 99 consigli di scrittura
Traduzione di: Gigliola Venturi e Clara Coïsson
103 pag., Euro 6.50 - Minimum Fax
ISBN 88-87765-50-2

Le prime righe

PRIMA PARTE

QUESTIONI GENERALI

PERCHÉ SCRIVERE

Perché scrivo
Le vostre righe riguardo alla locomotiva, alle rotaie e al naso che affonda nella terra sono assai graziose, ma ingiuste. Non si finisce col fracassarsi il naso in terra perché si scrive ma al contrario si scrive perché ci si fracassa il naso e non resta più altro dove andare.

a Maksim Gor'kij,
Jalta, 18 gennaio 1899


Né per fama, né per danaro
Scrivere per loro [i critici] non mette conto, come non mette conto far annusare fiori a uno che abbia il raffreddore. In certi momenti sono proprio scoraggiato. Per chi e che cosa scrivo? Per il pubblico? Ma io non lo vedo, e ci credo meno che ai folletti; esso è incolto, maleducato, e i suoi migliori elementi non sono né onesti né sinceri nei nostri riguardi. Sono o non sono io necessario a questo pubblico? Non riesco a capirlo. Burenin dice che non lo sono e che m'occupo di stupidaggini; l'accademia invece mi ha conferito un premio, va' un po' a capire! Scrivere per i soldi? Ma soldi non ne ho mai, e sono così abituato a non averne che mi è quasi indifferente. Il denaro non è un incentivo a lavorare. Scrivere per essere lodato? Ma le lodi mi irritano e niente più.

© 2002 minimum fax


L'autore

Anton Cechov (1860-1904) è uno dei grandi maetri e del teatro di tutti i tempi. Fra i suoi capolavori Zio Vanja, Il gabbiano, Le tre sorelle, Il giardino dei ciliegi. Dal suo sterminario epistolario, Piero Brunello ha tratto queste "lettere a un giovane scrittore".


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


19 aprile 2002