NARRATIVA ITALIANA

Eugenio Colorni
Un poeta e altri racconti

"C'è vicino a casa mia un negozio di libri antichi, il cui proprietario è un poeta. Un vero poeta, non un facitore di versi. Un uomo di cui qualche cosa resterà, io credo, nella letteratura italiana."

Parlando di Eugenio Colorni difficilmente ci si riferisce alla sua opera narrativa. Eroe e studioso, impegnato in una battaglia politica e civile di grande respiro, Colorni ha lasciato traccia nella storia d'Italia oltre che nella sua cultura. Rileggere oggi questi brevi racconti, semplici ed essenziali, può essere un modo, come ci ricorda Claudio Magris nella prefazione, per riscoprire anche il valore letterario dell'autore di saggi su Bergson, Leibniz e Croce, dell'attivista di Giustizia e Libertà, del collaboratore di Foa e Ginzburg, Morandi, Basso e Luzzatto, dell'antifascista di famiglia ebrea ucciso a soli 35 anni nel 1944. Sono in realtà pochi i suoi testi narrativi e questi in particolare sono di carattere autobiografico. In quello che dà il titolo al volume, lo studioso milanese racconta un incontro con Saba, nella sua libreria di Trieste, e il dibattito sul senso della filosofia. "Questi scritti di Colorni - nota Magris nella Prefazione - sono certo impari alla sua opera saggistica e ai suoi studi di filosofia ma documentano - in un itinerario in cui il dialogo con Saba è un momento fondamentale - un'umile, attenta ricerca della concretezza, una lotta contro l'astrazione che così facilmente può irrigidire l'Universale pur appassionatamente professato, una resistenza alle maiuscole di tanti anche grandi sistemi concettuali".

Un poeta e altri racconti di Eugenio Colorni
78 pag., Euro 7.00 - Edizioni Il Melangolo (Nugae 107)
ISBN 88-7018-449-8

Le prime righe

LA MALATTIA FILOSOFICA

Allmählich hat sich mir herausgestellt, was jede grosse Philosophie war: nämlich das Selbstbekenntnis ihres Urhebers und eine Art ungewollter und unvermerkter "mémories".

Mi si è venuto rivelando, a poco a poco, che cosa è stata finora ogni grande filosofia: la confessione del suo creatore, e una specie di involontarie e inavvertite "memorie".

Nietzsche

"Esiste una malattia filosofica? E se esiste, perché chiamarla malattia?"
"Esiste", rispondiamo. "E si chiama malattia perché se ne può guarire".
"Che cosa significa guarirne?"
"Significa trovarsi in uno stato nuovo, nel quale si ha la sensazione di vedere cose che prima non si vedevano, di aver digerito e superato lo stato precedente; in cui i problemi della filosofia hanno ricevuto una soluzione in blocco, perché si è risolto , anzi sciolto, l'atteggiamento che li poneva. E risolvere un problema significa, come tutti sanno, essere in condizione di non porselo più".
"Ma questo nuovo stato non è anch'esso, in sostanza, filosofia?"
"Il solito ritornello! Chiamatelo filosofia, se vi piace. M'importa che è uno stato posteriore, ulteriore rispetto a quello in cui si sono trovati coloro che sono stati chiamati filosofi; uno stato rispetto al quale quello dei filosofi si presenta come una malattia di cui si è guariti, di cui si conoscono oramai le meschinità e gli infantilismi".

© 2002 il nuovo melangolo


L'autore

Eugenio Colorni nato a Milano nel 1909 da genitori ebrei, ha compiuto gli studi filosofici nella stessa città, sotto la guida di Piero Martinetti. Laureatosi con una tesi su Leibniz ha frequentato, fin dalla giovinezza, gli ambienti antifascisti di Milano e di Torino, il gruppo di Giustizia e Libertà e il Centro Interno Socialista. Amico di Rodolfo Morandi e Lelio Basso incontra a Parigi Carlo Rosselli e Pietro Nenni. Condannato a cinque anni di confino, li trascorre a Ventotene, dove conosce Ernesto Rossi e Altiero Spinelli. Fuggito a Roma nel Maggio del '43, si dà alla clanestinità e, dopo l'8 settembre entra a far parte della direzione del Partito Socialista Italiano di unità proletaria. Il 28 maggio del '44 viene fermato a Roma in via Livorno, da una pattuglia di militi fascisti: ferito gravemente, muore il 30 maggio.

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


19 aprile 2002