SAGGI

Hans-Georg Gadamer
La responsabilità del pensare
Saggi ermeneutici

"Da oggi all'anno 1900, in cui Nietzsche chiuse i suoi propri occhi per sempre e io vidi invece la luce del mondo, sono intercorse le vire di diverse generazioni, le rivoluzioni storiche e le catastrofi del nostro secolo. E così, guardando indietro a tutti questi periodi a queste maree della storia, intravediamo un compito che non riguarda solo i filologi classici, che cercano qui nuovamente solidarietà, e neanche soltanto i filosofi..."

Questo saggio ha la peculiarità di essere, a tutt'oggi, l'ultima opera di Gadamer pubblicata in Italia, uscita nei giorni immediatamente vicini alla scomparsa del filosofo e di rappresentare una specie di sintesi (vengono infatti qui riuniti i saggi di ermeneutica editi in seguito alle sue grandi opere), una possibilità di accedere al pensiero di Gadamer più in generale.
Il testo, suddiviso dall'autore stesso in quattro parti che corrispondono alle tematiche fondamentali da lui trattate, vede una quinta parte (Glosse) apparentemente anomala: è composta da "Un dialogo socratico" del 1965, "Goethe ed Eraclito" del 1999 e "Nausicaa" del 1994.
La bella presentazione di Giovanni Reale chiarisce anche il senso dell'inserimento del volume nella collana di Metafisica di Vita e Pensiero, editore che si sta proponendo sul mercato librario come vera University Press e non solo come editore prettamente cattolico. In questa presentazione viene anche offerta una intervista a Gadamer estremamente illuminante così come vengono preannunciate nuove traduzioni italiane di alcune opere maggiori del filosofo tedesco.

La responsabilità del pensare. Saggi ermeneutici di Hans-Georg Gadamer
Titolo originale: Hermeneutische Entwürfe: Vorträge und Aufsätze
Traduzione: Riccardo Dottori
XXXIX, 280 pag., Euro 22.80 - Edizioni Vita e Pensiero (Temi metafisici e problemi del pensiero antico. Studi e testi 87)
ISBN 88-343-0622-8

Le prime righe

I.
ERMENEUTICA COME FILOSOFIA

1. Ermeneutica - teoria e prassi (1996)

Il vero e proprio fondatore della tradizione filosofica dell'ermeneutica fu, all'epoca del Romanticismo, Federico Schleiermacher, e ce lo dimostra soprattutto la sua Dialettica, che non ha avuto ancora un'edizione soddisfacente. Di Schleiermacher è una frase molto significativa, che anche a me sembra dettata veramente dall'anima. La frase suona così: "Io odio ogni teoria che non sia cresciuta dalla pratica". Evidentemente il tema molto popolare 'teoria a pratica' ha, anche agli occhi del fondatore dell'ermeneutica, una grande attualità.
Perciò io vorrei proporre un paio di considerazioni su quel principio originario della tensione e contraddizione che intercorre tra teoria e prassi, che ha trovato anche una ripercussione in molti motti e proverbi. Nella persuasione che in un mondo dei regolamenti e della sempre crescente pianificazione e burocratizzazione la tensione tra teoria e pratica non scomparirà, vale la pena di riflettere su come, tra regolamento e quel libero spazio che sempre gli si sottrae, la vita cerca sempre le sue proprie vie. Forse mi riuscirà, nel modo così libero in cui comincio, ad avvicinarmi al tema.

© 2002 Vita e Pensiero


L'autore

Hans-Georg Gadamer è nato a Marburgo nel 1900. Ha studiato filologia classica e filosofia a Marpurgo e Friburgo; si è addottorato con Paul Natorp nel 1922 e ha conseguito la libera docenza con Heidegger nel 1929. Nel 1960 pubblicò la sua opera principale, Verità e metodo dopo un lungo periodo di elocubrazione. Tra i suoi scritti tradotti in italiano ricordiamo: Il problema della coscienza storica (1969), La dialettica di Hegel (1973), Studi platonici voll. I e II (1983-1984), L'attualità del bello (1986), Là dove si nasconde la salute (1994).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


19 aprile 2002