NARRATIVA ITALIANA

Tommaso Pincio
Un amore dell'altro mondo

"Cominciò a provare gusto di come accadevano le cose nei libri e, anche se nella sua vita continuava a non accadere nulla, la differenza tra l'inverosimiglianza dei libri e la realtà delle cose non gli parve più tanto netta. Si accorse pure che nei libri accadevano meno cose di quello che sembrava, anzi in certi libri non accadeva quasi niente, proprio come nella sua vita."

Un romanzo che ha scatenato una discussione accesa tra i critici, come se ne vedono raramente nel panorama letterario italiano (forse l'ultimo caso di questo genere si è verificato con Moresco). Alcuni stroncano, altri esaltano quello che è il terzo romanzo di Pincio (uno pseudonimo palesemente ispirato a Thomas Pynchon). Probabilmente perché mette in gioco temi centrali della generazione che oggi ha circa trent'anni e che non ha tra le sue fila i "grandi" recensori. Come afferma Emanuele Trevi, "nella critica non ci sono stati ricambi generazionali, quindi è comprensibile che il libro di Pincio non venga capito da molti".
Kurt Cobain (la cui faccetta infantile ci osserva dalla copertina) è solo un pretesto per una storia che vede protagonista Homer B. Alienson, un giovane americano stereotipo del suo tempo, che non dorme da diciotto anni e che riesce a superare questa situazione grazie all'eroina, espressione più o meno metaforica di un torpore esistenziale. Ma è anche nel viaggio (fuga?) che si esprime il senso della vita di questo personaggio esasperato e folle. "Pincio ha scritto un libro stordito, allucinato, procedente per dilatazione (una scrittura che segue i fatti con la pupilla dilatata) o per cerchi a lui ipnotici che si generano l'uno dall'altro", scrive Raffaele Manica su La talpa libri. E per quel che riguarda l'impronta narrativa di Pincio, possiamo riferirci all'opinione di Franco Cordelli, che sul Corriere annota: "il suo stile, fortemente imitativo (postmoderno), sembra alludere al vero tema del libro: il plagio".
Un accenno critico? Ancora una volta viene rappresentata l'eroina come strumento attraverso il quale raggiungere una forma di benessere e di superamento del sé negativo. È un tema abusato, che dalla musica all'arte e alla poesia ha già espresso il meglio in tanti "cattivi maestri" e che non necessariamente esprime la realtà di una generazione stimolata da molte altre possibilità, anche al di là delle valutazioni etiche, tra multimedialità e droghe.

Un amore dell'altro mondo di Tommaso Pincio
304 pag., Euro 8.50 - Edizioni Einaudi Tascabili (Stile Libero 955)
ISBN 88-06-16216-0

Le prime righe

I.
When I was an alien

E l'amore?
Passava l'ultimo scorcio del secolo scorso. Erano appena iniziati gli anni Novanta, come li chiamavano allora; gli anni del disagio rigoroso, come li hanno chiamati in seguito. Homer B. Alienson, un essere umano che aveva già consumato una buona metà della sua aspettativa media di vita, si affacciò al decennio con questa domanda tra capo e collo, "E l'amore?"
La gente viveva di domande, allora. Domande del tipo "Chi ha ucciso Laura Palmer?" Non doveva dunque meravigliarsi, Homer B. Alienson, di vedersi importunato da un quesito sgradito. Era nell'ordine dei tempi. Prima o poi, doveva capitare anche a lui una cosa così, che gli si turbasse la vita inutilmente, che gli si presentasse un problema che per lui non era mai stato un problema.
Se l'aspettava, in effetti. Sperava però di sfangarla, di trovare un sistema per cui ci si dimenticasse di lui, per cui si andasse oltre, un microvuoto anagrafico nel computo della fiumana degli esistenti in vita. Ma era lui stesso il primo a dubitare che ci si potesse davvero affidare a simili improbabili eventualità e nemmeno nei giorni d'umore particolarmente fantastico riusciva a immaginarsi al sicuro. Certe cose non si possono evitare; è solo una questione di prima o poi. Ma almeno che fosse poi, che gli si concedesse un rinvio.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Tommaso Pincio ha pubblicato i romanzi M. (Cronopio, 1999) e Lo spazio sfiniti (Fanucci, 2000)

Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


19 aprile 2002