DONNE

Zoya con John Follain e Rita Cristofari
Zoya la mia storia

"Solo se nel mio paese regnerà la pace e ci sarà una democrazia in cui l'uomo rispetta la donna, potrò pensare al matrimonio. È fondamentale che il compagno con cui condividerò la vita abbia rispetto per me e per quello che faccio."

Zoya (un nome fittizio assunto per motivi di sicurezza) è militante della Rawa, la più importante associazione rivoluzionaria delle donne afghane, Follain è giornalista e Rita Cristofari si occupa di vittime di violenze abusi per alcune organizzazioni umanitarie: insieme hanno costruito questo documento che testimonia, in modo diretto e autentico, la situazione dell'Afghanistan che, passando da regime a regime, non ha mai dato libertà alla popolazione e, prima di tutto, alle donne.
In poco più di vent'anni di vita questa ragazza ha potuto assistere a scene di violenza inaudite che, con grande coraggio, ha anche documentato.
I suoi ricordi risalgono alla prima infanzia, all'occupazione russa e all'odio per quel popolo invasore. Zoya ricorda poi l'inizio della guerra dei mujahiddin contro i russi (aveva solo sei anni), e il governo fantoccio che i suoi genitori avversavano. Nel 1992 ci fu la vittoria dei mujahiddin: un regime forse ancora peggiore stava iniziando con violenze inspiegabili e barbare commesse pubblicamente. I suoi genitori sparirono improvvisamente e le fu subito chiara la fine che avevano fatto, così la fuga da Kabul diventò per lei, accudita solo dalla nonna, una necessità. Le donne della Rawa furono, in quel periodo, l'unico riferimento e aiuto per Zoya. La ragazza, frequentata la scuola in Pakistan, entra lei stessa nella Rawa dove inizia un'attività giornalistica e di assistenza alle donne vittime di violenze. Il ritorno in patria coincide praticamente con il regime talebano e la nuova violenza disumana da quello imposta. Molte storie drammatiche vengono rivelate in queste pagine, parole forti, coraggiose di una giovane donna che rischio ancora oggi, col ritorno dei mujahiddin, ogni giorno la vita.

Zoya la mia storia di Zoya con John Follain e Rita Cristofari
Titolo originale: Zoya's Story
Traduzione di Claudia Converso e Giulio Lupieri
209 pag., Euro 14.50 - Edizioni Sperling & Kupfer Edizioni
ISBN 88-200-3323-2

Le prime righe

Prologo

Al confine con l'Afghanistan, in prossimità di Torkham, la nostra auto si arresta a breve distanza dal posto di controllo talebano in cima al passo Khaybar. Prima di scendere, sopra la maglietta e i pantaloni indosso il burqa, assistita da Abida, che me lo sistema per bene, facendo in modo che mi copra completamente. Mi sento come se mi avessero chiusa dentro un sacco. Coperta da quella specie di montagna di stoffa sintetica azzurra, sporgo come meglio posso le gambe fuori dall'auto ed esco.
Oltre il posto di controllo, distante un centinaio di metri, c'è la mia terra. Per un istante mi fermo a guardarla. Sono trascorsi cinque anni dall'inizio del mio esilio in Pakistan e questa è la prima volta che faccio ritorno in Afghanistan. Vedo le sue montagne aride e polverose attraverso le sbarre di una cella, la rete a minuscoli fori contro cui sfregano le mie ciglia; il cielo invece non lo vedo, il tessuto mi copre la vista.
Il burqa mi pesa addosso come un lenzuolo funebre. Il sole di giugno mi fa sudare, la stoffa mi si appiccica alla fronte madida. Quel po' di profumo che mi sono messa (il mio piccolo atto di ribellione) evapora. Fino a pochi istanti fa il mio respiro era quieto, istintivo; ora all'improvviso mi sento mancare l'aria, come se qualcuno mi avesse tolto l'ossigeno.

© 2002 Sperling & Kupfer Editori


Gli autori

Zoya è nata a Kabul nel 1978, è una militante della Rawa, l'associazione rivoluzionaria delle donne afgane che cerca di starppare la popolazione all'analfabetismo, alle malattie e alla morte.

John Follain è nato a Parigi nel 1966. Corrispondente del Sunday Times, è autore di libri-inchiesta, uno dei quali sulla mafia siciliana.

Rita Cristofari è nata a catanzaro nel 1966. Giornalista e addetta stampa di organizzazioni umanitarie, si occupa di vittime di violenze e abusi. Vive a Roma, e questo è il suo primo libro.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


12 aprile 2002