Gabriella Lazzerini, Libreria delle donne

Turnista e socia della cooperativa, secondo la sua stessa definizione, Gabriella Lazzerini è una delle animatrici della Libreria delle donne di Milano. Una libreria storica, che pubblica testi in proprio, e da sempre è un luogo d'incontro, di discussione, insomma un luogo "politico". Le abbiamo chiesto qualche consiglio, per donne e per misogini...

Qual è il libro, o i libri, che ogni donna dovrebbe leggere?

Io credo che ogni libro rappresenti un incontro unico, un incrociarsi di domande con possibili risposte, e che non ci siano uno o più libri buoni per tutte. Nel nostro sito, www.libreriadelledonne.it, alla voce "Libri preziosi" abbiamo raccolto un elenco (volutamente tendenzioso e parziale, come si dice nella presentazione) dei nostri preferiti, cercando di motivare brevemente ogni volta il perché quel libro era sembrato fondamentale a qualcuna di noi. Posizionandosi con il cursore su ogni titolo si può leggere il perché di ogni scelta. Indico solo tre saggi, a cui sono particolarmente affezionata: Due per sapere, due per guarire di Ipazia (Quaderni di Via Dogana Milano 1994), Non credere di avere dei diritti, curato dalla Libreria delle donne di Milano, e Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi (Edizioni di Rivolta Femminile).

C'è un libro, in particolare, che ha contribuito a costituire la sua "identità" di donna?

Ogni libro significativo ha avuto la capacità di spostare il mondo facendo in modo che non lo vedessi più uguale a prima, ma se devo scegliere qualcosa che ha segnato radicalmente la mia vita non si tratta di un libro, ma di un foglio, il Sottosopra verde intitolato Più donne che uomini pubblicato dalla Libreria nel gennaio del 1983.

Si parla spesso di una generazione, quella delle più giovani, che sembra aver dimenticato le lotte fondamentali nel processo di emancipazione della donna. Quali libri potrebbero essere letti per ricordare queste battaglie?

Per la maggior parte delle giovani donne la libertà femminile è un dato acquisito, un punto di non ritorno. Il problema che si pongono è di trovare strade proprie. In libreria alcune giovani donne hanno dato l'impulso a realizzare il sito, che è frutto della discussione continua tra alcune come me più anziane e loro che lo curano... Per rispondere più precisamente alla domanda, consiglierei i molti testi che danno conto dell'agire politico delle donne nel Novecento.

Quali libri consiglierebbe invece agli uomini, e in particolare a quelli più profondamente misogini?

Gli stessi libri che parlano alle donne vanno bene anche per gli uomini, consiglierei comunque gli ultimi numeri della rivista "Via Dogana" dove si discute della necessità, oggi, per ciascuna di noi, di mettersi in relazione con chi è altro, differente.

Quale, tra le ultime pubblicazioni, crede rappresentino meglio la donna del Duemila?

È una risposta non facile, perché tanti libri di donne danno uno sguardo nuovo sul mondo. Mi limito a suggerirne uno, e il perché lo si capirà dal titolo Duemilaeuna, donne che cambiano l'Italia.

A cura di Paola Di Gianpaolo


22 marzo 2002