NARRATIVA STRANIERA

Anurag Mathur
Gli imperscrutabili americani

"La mattina successiva, quando si svegliò, aveva l'impressione che russi e americani stessero conducendo un conflitto atomico negli anfratti della sua testa. Gli sembrava di aver scambiato la propria lingua con la coda di un coccodrillo e quest'ultima fosse rimasta impigliata in uno stagno pieno di melma."

Da qualche tempo Marcos y Marcos ci offre dei testi che raccontano l'India e danno la possibilità di leggere autori, sconosciuti fino ad ora in Italia, che presentano la realtà attuale di quel Paese, realtà ignorata dai più in Occidente perché, soprattutto gli europei, troppo spesso identificano l'India o con miti della fanciullezza o con la tragica realtà della povertà delle metropoli.
In realtà è una immensa Nazione con caratteristiche disomogenee e in bilico, anche nelle realtà più avanzate, tra un passato importante e un futuro che deve essere in gran parte inventato, perché non c'è l'adeguamento pedissequo ai modelli occidentali.
In questo romanzo di Mathur, il tema è quasi rovesciato: un giovane indiano si trova catapultato negli Usa per frequentare il college di Eversville e qui la sua cultura e i suoi gusti vengono a scontrarsi in modo talvolta esilarante con quelli americani. Ma, oltre al divertimento, emerge anche una realtà sociale, sia giovanile che adulta, di un'America superficiale e priva di valori, in cui pubblicità e falsi miti provocano entusiasmi e passioni che si bruciano nel giro di un giorno.

Gli imperscrutabili americani di Anurag Mathur
Titolo originale: The Inscrutable Americans
Traduzione di: Marco Zapparoli
255 pag., Euro 13.20 - Edizioni Marcos y Marcos (Gli alianti 90)
ISBN 88-7168-329-3

Le prime righe

UNO

Caro fratellino,

saluti ai genitori eccetera. Spero che vada bene, lì da voi, salute, lavoro, ambiente e tutto il resto.
Io sto bene, sai? Tu anche, mi auguro.
Con la benedizione degli dèi e grazie a mamma e papà, eccomi sano e salvo in America.
Oggi si va a caccia di un appartamentino in zona università.
Gentilmente, tranquillizza la mamma: il cibo è rigorosamente vegetariano.
Dille che vado al ristorante, spesso, anche, ma che non so se il cuoco è bramino o no.
Tutto bene per ora, anche per quanto riguarda la regola del dottor Varma: evitare le ragazze americane e altre brutte cose del genere.
Pensano ancora a me, i genitori, ci sono ancora nelle loro preghiere?
Fratello, avrei tante cose da raccontarti, ma non so da che parte attaccare. La prima faccenda, ti parrò un po' matto, è che è pieno di americani dappertutto. Grandi, bianchi, fanno quasi paura. Non sono riuscito ad andare in bagno, durante il volo, perché come da richiesta della cara nonna ho scelto il posto di fianco al finestrino, anche se era inutile, come ha detto il papà, non si vedeva proprio niente, l'aereo volava troppo alto.
Di fianco a me c'erano due vecchiarde che si lamentavano di continuo, mi vergognavo a farle spostare per alzarmi e andare al bagno. Solo a Londra ho fatto una puntatina, prima di decollare di nuovo. Hanno servito parecchi cibi, però ho mangiato solo mandorle e noccioline, dal menù non riuscivo a capire cosa fosse cibo e cosa carne. Pensa un po', mi sono bevuto trentasette bicchieri di coca-cola e sono stato benissimo.

© 2002 Marcos y Marcos


L'autore

Anurag Mathur è nato a Delhi, dove vive, e ha studiato alla University of Tulsa (Oklahoma). Collabora a diversi giornali e riviste indiani. Oltre a questo romanzo, ha scritto una controguida dal titolo Il giro dell'India in 22 giorni. Gli imperscrutabili americani ha raggiunto in India la sedicesima edizione.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


29 marzo 2002