NARRATIVA STRANIERA

Jørn Riel
La vergine fredda

"Il suo fascino era praticamente illimitato. Aveva tutti i pregi e i difetti che ogni donna dovrebbe avere: era mite e dolce come la brezza di primavera, tonda e appetitosa come un porcellino di marzapane, e in più tenera e piena di voglia di giocare come un cucciolino."

Un inizio curioso, originale, ironico per questo romanzo di Riel, un autore danese molto popolare in patria, che ha svolto anche il ruolo di inviato dell'Onu in medio ed estremo oriente e vive tra la Malesia, la Nuova Guinea e l'Europa. Un uomo interessante, profondamente cosmopolita, che scrive in modo coinvolgente. I personaggi che ci presenta sono paradossali e caricaturali, ma nascondono un'umanità espressa spesso con piccoli gesti di solidarietà inaspettati nel contesto "artico" delle ambientazioni. Ingrediente centrale della sua narrativa è la fantasia lasciata correre senza freni, arrivando anche all'esagerazione, ma che mai si lascia prendere la mano e che guarda costantemente agli aspetti più divertenti della realtà. Sono skrøner, racconti nordici, come ci ricorda Carola Scanavino della Postfazione, sono tracce narrative, storie che si raccontano "per salvare una situazione in extremis, per rendere plausibile qualcosa di incredibile, una frottola insomma, una bugia". Così nascono i testi di Riel, come quello che apre il libro e che racconta la strana storia di un cadavere conservato sotto sale (un'idea che viene con assoluta naturalezza ai compagni) che, rinvenuto molto tempo dopo in un barile, trasforma un suicidio in un caso di omicidio misterioso e sensazionale; o quella di Emma, la Vergine fredda, fanciulla fatta di sogni attorno alla quale si scatenano le passioni; o ancora la storia di un rapporto speciale, fatto di sguardi che valgono come parole non dette, tra un padrone e la sua vecchia cagna che gli ha salvato la vita tirandolo fuori dalla morsa dell'acqua ghiacciata; per non parlare del boa che si lega sentimentalmente a un cercatore d'oro... Chi non avesse letto Safari artico, il suo precedente titolo pubblicato sempre da Iperborea, non si lasci sfuggire La vergine fredda.

La vergine fredda di Jørn Riel
Titolo originale: En arktisk safari og andre skrøner
Traduzione di: Carola Scanavino
172 pag., Euro 10.00 - Edizioni Iperborea
ISBN 88-7091-102-0

Le prime righe

UN CADAVERE BEN CONSERVATO

Lause e il luogotenente Hansen si erano sfidati a duello nel mese di gennaio; qualche tempo dopo Lause aveva messo fine ai suoi giorni infilandosi la canna del fucile in bocca e premendo il grilletto. La vergogna di aver perso il duello era più di quanto potesse sopportare, e la logica conseguenza di quella disperazione era dunque stata, come aveva detto il Bjørk, un'ascensione ante diem al cielo.
La triste notizia fu spedita a Copenaghen dal senza fili del telegrafista Mortensen, e il direttore della compagnie di caccia la trasmise a sua volta, con le più sentite condoglianze, ai parenti di Lause. In quello stesso mese, Mortensen ricevette un telegramma, in cui il direttore pregava i suoi cacciatori di tenere da parte il cadavere e di conservarlo bene fino all'arrivo della nave, perché i parenti desideravano che il morto venisse rimpatriato per dargli una sepoltura cristiana.
Nei piccoli rifugi si discusse animatamente se un simile rimpatrio fosse nello spirito di Lause. Era stato un uomo di un calibro del tutto eccezionale, ammirato e rispettato in tutta la costa.
Mads Madsen dichiarò che un gigantesco cumulo di pietre in cima alla montagna di Fimbul sarebbe stata una sepoltura più degna dei dieci pollici di terriccio che lo attendevano nel cimitero di Søllerød, per di più sprovvisti di vista panoramica. Il telegrafista Mortsen, che aveva navigato in Oriente, fece notare i molti vantaggi della cremazione indiana, di cui poteva senza difficoltà offrire una dimostrazione ai suoi amici con cinque litri di kerosene e qualche cespuglio d'erica.

© 2002 Iperborea Edizioni


L'autore

Jørn Riel, nato nel 1931 a Odense, la città di Andersen, è uno degli scrittori più amati in Danimarca, dove i suoi più di quaranta titoli superano tutti le duecento copie. Dopo sedici anni tra i cacciatori in Groenlandia, è inviato dell'ONU sui fronti più caldi del medio oriente ed estremo. Esploratore ed etnologo che parla eschimese e tailandese, vive in Malesia. "Autore dell'anno" nel '94, riceve nel '98 il Premio della Letteratura Nordica in Francia. Ha scritto Safari artico.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


29 marzo 2002