GIORNALISMO

Marc Cooper
Sulle tracce di Che Guevara
Un reporter allo sbaraglio in Latinoamerica

"L'obiettività per me è un processo in corso, un'indagine in buona fede, una ricerca a mente aperta che si è disposti a firmare, accettando il fatto che il più delle volte ti condurrà verso qualche sponda inesplorata e indefinita."

Si parla molto in questi mesi di giornalismo di guerra e di inviati "allo sbaraglio". I recenti drammatici eventi, che hanno portato, su fronti differenti, alla scomparsa di valorosi e preparati giornalisti e fotoreporter, hanno riacceso il dibattito su professioni che, inevitabilmente, comportano un pericolo e obbligano a una stressante presenza sempre "in prima fila", dall'Afghanistan al Pakistan, dal Medio Oriente all'America latina. Marc Cooper racconta vent'anni di esperienza giornalistica "in trincea" vissuti nei paesi del Centro e Sud America continuamente martoriati da guerre civili e da dittature militari. I testi sono articoli apparsi su vari giornali tra il 1983 e il 1994. L'opera non è inedita: Feltrinelli ne aveva già pubblicato una prima edizione nel 1995, ma l'attualità dei temi trattati e la validità della sua visione degli eventi fa di questo testo un piccolo "classico", ora in versione economica. L'Introduzione, drammaticamente, si apre su un ricordo dell'11 settembre, ma non di quello fatidico del 2001, bensì del giorno in cui avvenne il bombardamento della Moneda, il palazzo presidenziale cileno, nel 1973, un punto di svolta non solo per la vita politica e civile del paese, ma anche per le scelte professionali del giovane Cooper, spinto all'azione dal precipitare degli eventi. E dal Salvador sottomesso da una brutale dittatura militare, al Nicaragua post-sandinista sino alla Panama pre-invasione, la sua penna ha raccontato, con attenzione gli aspetti non solo relativi alla grande politica nazionale e internazionale, ma anche alla piccola amministrazione locale e alla vita quotidiana. Una modalità narrativa che può ancora oggi fare scuola e rappresentare un esempio.

Sulle tracce di Che Guevara. Un reporter allo sbaraglio in Latinoamerica di Marc Cooper
Titolo originale: Roll Over Che Guevara Travels of a Radical Reporter
Traduzione di: Stefano Viviani
170 pag., Euro 6.50 - Edizioni Feltrinelli (Universale Economica)
ISBN 88-07-81685-7

Le prime righe

Introduzione

Molte cose sono cambiate martedì 11 settembre. Quel giorno agli occhi del mondo, l'evento più importante fu il bombardamento della Moneda, il palazzo presidenziale cileno, che sorge nel centro di Santiago, effettuato con aerei a reazione Hawker Hunter di fabbricazione inglese. Mentre i politici americani applaudivano al sacrificio del presidente del Cile Salvador Allende, eletto secondo il dettato della Costituzione, quegli aeroplani riducevano la più vecchia democrazia latino-americana operante in un cumulo di macerie fumanti. Nell'incendio della Moneda andò distrutto l'ufficio nel quale lavoravo come uno dei traduttori di Allende.
Mentre i soldati della nuova dittatura militare passavano al setaccio il quartiere centrale nel quale vivevo, sfondando le porte e portando via con la forza i veri e presunti sostenitori di Allende, trovai rifugio nella casa di un generoso e coraggioso funzionario di un'ambasciata straniera. A partire da quel pomeriggio, mentre la Moneda era ancora avvolta dalle fiamme, e con essa morivano Allende e la democrazia cilena, io, ventiduenne, cominciai inconsapevolmente a muovere i miei primi passi nella carriera di giornalista.
Fino a quel giorno del 1973 la mia attività giornalistica era sempre stata casuale e temporanea. In realtà, come ho avuto più volte occasione di ricordare, non ho mai davvero scelto di fare il giornalista. Al contrario, a fare quello che ancora oggi faccio per guadagnarmi da vivere, fui spinto soltanto dall'arroganza del potere costituito. La prima occasione mi si presentò nel periodo in cui frequentavo il secondo anno di un liceo di Los Angeles, nel lontano 1966. A quel tempo una garbata satira che io e un piccolo gruppo di amici avevamo scritto contro la guerra nel Vietnam venne rifiutata dal giornalino ufficiale della Fairfax High School, scuola che godeva di ottima reputazione tra i membri illuminati della classe media. Così diedi vita a un foglio universitario underground che ben si adattava a stampare cose del genere e che finì per costarmi numerose sospensioni, sia pure di breve durata.

© 2002 Edizioni Giangiacomo Feltrinelli


L'autore

Marc Cooper, californiano di origine, espulso dall'università per la sua militanza pacifista, si è trasferito a vent'anni a Santiago del Cile dove inizialmente ha trovato lavoro come traduttore di Salvador Allende. È diventato un reporter "radicale", vincitore di numerosi premi giornalistici. Collabora con diverse testate, fra cui "Times" e "Los Angeles Times".


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


29 marzo 2002