NARRATIVA ITALIANA

Laura Pariani
Quando Dio ballava il tango

"Forse è vero che non so niente di Dio. L'immagine che ne ho è così vaga: risale ancora alla mia infanzia, quei primi anni terribili di obitori e cimiteri. Da allora per me Dio, il tempo, la morte, si identificano in un medesimo doloroso mistero."

Un affresco dell'Argentina vista attraverso storie di donne. Due episodi riguardano il Cile, ma la centralità è data alla grande seconda patria degli italiani in racconti che giungono fino ai nostri giorni e alla drammatica crisi economica che ha sconvolto quel paese. Naturalmente ci sono stati passaggi storici ben più tragici per l'Argentina: la dittatura militare, prima di tutto ed è la memoria che ha impresso ancora nitido e chiaro quel lutto che nessuna legge pacificatoria ha potuto cancellare.
Le donne che parlano di sé e delle loro vite sono dominate da una solitudine incolmabile che neppure la presenza di un uomo può sanare, proprio perché questi uomini non le sanno capire, non le sanno interpretare, prendono, strappano, richiedono, a volte consapevolmente, molte altre senza neppure averne coscienza. Frequente è la sensazione di una doppia patria (cioè di nessuna patria), quella dell'infanzia, delle radici e la nuova, quella della speranza o della disperazione.
Il tango è sempre struggente, è una musica dolorosa e sensuale che evoca passione e morte, che sa di antico ma che ha (Piazzolla ne è maestro) assimilato sonorità moderne: così è la vita di queste donne che attraversano la tragedia con passo lieve, che sanno soffrire e soprattutto ricordare.
La Pariani, inframmezzando parole spagnole al dialogo italiano e distinguendo con un corsivo alcune parti della narrazione offre un quadro della composita realtà argentina efficace e ricco di sensibilità.

Quando Dio ballava il tango di Laura Pariani
303 pag., Euro 16.50 - Edizioni Rizzoli (La Scala)
ISBN 88-17-86956-2

Le prime righe

Venturina Majna (1892 - 1981)

Il passato che torna
Cascina Malpensata, 1978

Ho paura di ritrovarmi
con il passato che torna
a scontrarsi con la mia vita.
Ho paura che le notti,
popolate di ricordi,
incatenino i miei sogni.


ALFREDO LE PERA, Volver

" Quella foto appesa in cornice? È di memàma e mepà, il giorno dello sposalizio" dice la vecchia Venturina, cercando di trarsi d'impaccio nel fare gli
onori di casa davanti a questa ragazza straniera e alla sua bambina. "Quand'è che si sono maritati? Doveva essere nel' 91, chè io son la prima figlia, nata l'anno dopo... Chiaro che parlo del 1892... Memà di nome faceva Adalgisa Roveda, lui si chiamava Antonio Majna, Togn... È partito per la Mèrica quando io avavo sei anni, ma già era stato via un paio di volte a fare i raccolti stagionali; era tornato nel' 97, poi gli è presa non so quale mattana, per cui un brutto dì in quattro e quattr'otto se n'è andato via di nuovo per un posto che si chiamava Misiones. Tutti i cani ménan la coda, tutti i matti dicon la loro, ma nessuno ha saputo mai spiegare il perché.
"Era nel 1898, e qui si faceva la fame."

Già così tardi. Il giorno è finito, una bindella di rosso si sfrangia lontano sopra la brughiera e va scurandosi. Soltanto due mesi fa Corazón e la sua bambina erano ancora nelle praterie slargate all'altro capo del mondo; adesso invece il loro orizzonte è qui, in questa angusta cucina di cardenzóni tarlati, vigilata da scure fotografie di gente che fu; a respirare l'odore di una casa antica dove un tempo i piccoli crescevano sotto lo sguardo dei morti.

© 2002 RCS Libri


L'autore

Laura Pariani (Busto Arsizio 1951) ha pubblicato per l'editore Sellerio nel 1993 Di corno o d'oro; nel 1995 Il pettine e La spada e la luna. Presso Rizzoli è uscita nel 1997 una raccolta di racconti La perfezione degli elastici (e del cinema), nel 1999 La signora dei porci, nel 2001 La foto di Orta. Nel 2000 presso Casagrande è apparso Il paese delle vocali.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


22 marzo 2002