NARRATIVA STRANIERA

José Latour
Embargo

"I tre uomini sorrisero, ma per motivi diversi. Landa provava la gioia dello scolaretto di prima elementare a cui hanno accarezzato la testa perché ha dato la risposta giusta. Arenas vedeva avvicinarsi parecchie centinaia di migliaia di dollari. Torres si godeva un'altra delle sue superbe esibizioni istrioniche."

Latour è uno dei pochi scrittori cubani che continuino a vivere nell'isola, che abbiano conquistato grande notorietà anche negli Stati Uniti. Questa "anomalia" nasce forse dalla scelta, per Lontano da Cuba, di scrivere direttamente in inglese e di non utilizzare mai quel carattere "celebrativo" (ben raro per altro negli scrittori cubani dell'ultima generazione) che suscita nei lettori americani tanta antipatia. Quest'ultimo romanzo non fa che confermare le doti di questo scrittore, presidente della sezione latino-americana dell'International Association of Crime Writers, perché oltre alla capacità di sostenere una trama ricca di suspense, pone delle domande di tipo politico a cui non è facile rispondere. Partendo dal presupposto che "nessuno è innocente", né il mondo dell'economia e della finanza, né gli stessi governi (anche quelli rivoluzionari) e neppure i singoli individui, tutti indeboliti dalle loro passioni, Latour sa ancora indignarsi e pretendere: pretendere di rimanere puro in mezzo alla corruzione, pretendere lealtà nei sentimenti e nelle relazioni, pretendere insomma che la letteratura sappia divertire, intrattenere e coinvolgere, ma anche offrire un quadro della realtà veritiero e senza censure.

Embargo di José Latour
Titolo originale: The fool
Traduzione di: Piero Spinelli
243 pag., Euro 15.50 - Edizioni Rizzoli (La Scala)
ISBN 88-17-86944-9

Le prime righe

Prima parte

Ariel Landa, in boxer e T-shirt, con un lembo di coperta tirato addosso, stava disteso su un letto metallico pieghevole a leggere un romanzo in edizione economica sui mercenari bianchi in Africa.
La grande camera era sovraffollata; due comodini scompagnati di fianco a un letto a due piazze collocato di fronte a un enorme guardaroba di mogano, un brutto cassettone, un imponente tavolo del diciannovesimo secolo e due sedie dallo schienale dritto. Una lampadina pencolante dall'alto soffitto illuminava le pareti chiazzate di vernice vinilica verde chiaro che davano all'ambiente un'aria trascurata. Dalle persiane chiuse filtrava il soffio benevolo di un fronte freddo in via di dissolvimento. Nella stanza ristagnava l'odore stantio dei mozziconi di sigarette.
Landa divideva la camera con suo nipote Caris, che dormiva profondamente sul letto a due piazze, per nulla disturbato dall'occasionale scricchiolio delle molle dal lato di suo zio e dalla luce della lampadina. I capelli castani del giovane spiccavano sul guanciale di un bianco immacolato; la sua gamba sinistra scoperta evidenziava la spigolosità delle ossa in rapida crescita.

© 2002 RCS Libri Edizioni


L'autore

José Latour è nato nel 1940 a Cuba, dove ha vinto il suo primo premio letterario all'età di tredici anni. Ha ottenuto un successo internazionale con Lontano da Cuba (2000), il suo settimo romanzo e il primo scritto direttamente in inglese: nominato per l'Edgar Award negli USA, il libro è stato pubblicato anche in Inghilterra, Germania, Francia, Olanda, Giappone. Latour è presidente della sezione latino-americana dell'hinterland Association of Crime Writers e risiede all'Avana.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


22 marzo 2002